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Esteri
Gaza, Israele accetta la proposta di tregua. Ma Hamas dice no

"Hamas paghera' il prezzo per la decisione di continuare l'escalation": lo ha affermato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ricordando che "chiunque cerchi di danneggiare Israele sara' a sua volta colpito. Eravamo pronti a risolvere diplomaticamente questa (conflitto) ma Hamas non ci ha lasciato altra scelta".

 

 

Lo spiraglio aperto dalla proposta egiziana di cessate il fuoco sembra richiudersi dopo appena qualche ora: prima il braccio armato di Hamas e poi il partito stesso respingono l'iniziativa minacciando di "inasprire" ulteriormente il conflitto con Israele, un no che arriva quasi in contemporanea all'opposto via libera del governo israeliano, che ha così ordinato una tregua unilaterale. "In accordo con le direttive ricevute dal governo, le forze armate israeliane hanno sospeso il fuoco", rende noto un portavoce militare dell'Ifd: "Restiamo comunque in stato di allerta e di massima preparazione sia difensiva che offensiva. Se l'organizzazione terroristica di Hamas sparerà contro Israele, reagiremo".

Il no di Hamas. "Se il contenuto di questa proposta di tregua è quello che sembra, si tratta di una resa e noi la rifiutiamo senza appello. La nostra battaglia contro il nemico si intensificherà", si legge nel comunicato diffuso dalle Brigate Ezzedin al-Qassam. Sami Abu Zuhri, dirigente di Hamas, ha semplicemente detto che la tregua "non è accettabile". Parole che soffocano le flebili speranze di porre fine all'ennesimo conflitto: in sette giorni i raid israeliani sulla Striscia di Gaza hanno provocato 194 morti e più di 1.400 feriti, mentre i miliziani palestinesi hanno continuato a lanciare razzi contro il territorio israeliano, suscitando il terrore anche a Gerusalemme e Tel Aviv.

La decisione finale contrasta con le precedenti aperture del leader di Hamas, Ismail Haniyeh, e rappresenta uno schiaffo alla Lega Araba, che aveva fatto appello alle parti affinché accettassero il cessate il fuoco, e alla diplomazia internazionale. La proposta egiziana, accolta con favore tra gli altri dall'amministrazione Obama, prevederebbe la cessazione delle ostilità aeree, marittime o terrestri a partire dalle 8 italiane di oggi e la disponibilità ad accogliere, entro 48 ore, delegazioni di alto livello israeliane e palestinesi per aprire i negoziati. Un piano che ha ottenuto il via libera unilaterale del gabinetto di guerra del governo israeliano.

Hamas chiude il transito a Erez. Con un provvedimento a sorpresa, Hamas ha deciso di impedire da oggi il transito fra Gaza ed Israele attraverso il valico di Erez. La misura, afferma un comunicato, riguarda anche i giornalisti stranieri, nonchè i malati palestinesi che progettavano oggi di sottoporsi a cure in Israele. Hamas esige ora garanzie internazionali per la sicurezza del proprio personale al confine dopo che nei giorni scorsi la aviazione israeliana ha bombardato i suoi uffici.

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