Non si ferma la violenza a Gaza: nella notte nuovi raid israeliani hanno ucciso tre persone. Gli attacchi sono stati condotti in particolare presso Deir al-Balah e Rafah, riferisce l’agenzia Maan. In mattinata anche un ragazzo palestinese di 17 anni è rimasto ucciso nella stessa zona, mentre un ragazzino di 12 anni è stato ucciso da ”fuoco israeliano” nei pressi del campo profughi di al-Fawwar vicino a Hebron. Non si conoscono a momento i dettagli. In Cisgiordania nei giorni scorsi due palestinesi che protestavano contro i raid a Gaza sono morti in scontri con le forze israeliane.
Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha ribadito che non ci sarà tregua senza lo stop al lancio di razzi palestinesi, che sono proseguiti nella notte: secondo i media israeliani 4 sono caduti stamani nel Neghev. L’operazione a Gaza, dunque, ”continuerà e ci vorrà del tempo”, ha detto Netanyahu in apertura della riunione di governo a Gerusalemme. ”Hamas – ha aggiunto – non ci logorerà e non negozieremo sotto il fuoco” dei razzi. Dopo la fine della tregua di venerdì scorso, sono almeno 15 i palestinesi uccisi, oltre 1.900 dall’inizio del conflitto un mese fa. Ma nel pomeriggio un vero spiraglio: dal Cairo i mediatori egiziani fanno sapere che i palestinesi avccettano la tregua e da Israele arriva l’apertura di uno “stiamo discutendo se accettare anche noi”. Domani è poi prevista una riunione della Lega Araba. La nuova apertura al dialogo arriva dopo che in mattinata il portavoce Sami Abu Zuhri, citato dal sito di al-Arabyia, aveva detto che Hamas considerava “molto fievoli” le speranze di un nuovo cessate il fuoco fra Gaza e Israele, sollecitato dall’Egitto. Le fazioni palestinesi avevano minacciato di lasciare entro oggi il Cairo se i delegati israeliani non torneranno nella capitale egiziana in giornata.
“La sicurezza di Israele potrà essere garantita unicamente con la firma di un accordo di pace che preveda la nascita di uno Stato palestinese”. Lo ha detto il re di Giordania, Abdallah II. “Israele è prima di tutto responsabile dell’aggressione della Striscia”, ha dichiarato il sovrano hashemita in una intervista al quotidiano Al-Ghad. Quello in corso, ha denunciato, è il conflitto più “sanguinoso e devastante” intercorso finora tra le parti. Israele potrà essere sicuro, ha quindi insistito re Abdallah, unicamente attraverso “la creazione di due Stati”: è “l’unico modo” – ha ammonito – che lo Stato ebraico ha “per farsi accettare nella regione e nel mondo intero”.
Papa Francesco ha espresso il suo dolore anche perché ”a Gaza, dopo una tregua, è ripresa la guerra, che miete vittime innocenti e non fa che peggiorare il conflitto tra Israeliani e Palestinesi”. ”Preghiamo insieme – ha poi esortato rivolto ai fedeli di piazza San Pietro – il Dio della pace, per intercessione della Vergine Maria: ‘Dona la pace, Signore, ai nostri giorni, e rendici artefici di giustizia e di pace”’, ha concluso.

