Esteri
Germania e Italia incerte di fronte al totalitarismo dell'Isis

Di Ernesto Vergani
Dopo l'intesa tra il presidente francese François Hollande e il primo ministro britannico David Cameron, che chiederà al Parlamento il via libera ai bombardamenti, sta nascendo quella coalizione unica, di cui il promotore è il capo di Stato della Francia, colpita dalle stragi del 13 novembre.
Hollande, dopo l'incontro col presidente americano Barack Obama, vedrà domani la cancelliera Angela Merkel e riceverà giovedì all'Eliseo il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Già il presidente russo Vladimir Putin considera i francesi come alleati.
Putin con un'immagine efficace ha paragonato lo Stato islamico ad Adolf Hitler. Il nuovo ordine auspicato da Hitler prevedeva la creazione di uno stato pangermanista basato sull'ideologia nazional-socialista, in un'ottica espansionista verso l'Europa orientale, come anche l'eliminazione fisica, l'espulsione o la riduzione a manodopera dei nemici.
Più volte il leader dell'Isis al-Baghdadi ha auspicato di estendere il califfato fino a Roma e in Spagna. Il web è pieno di mappe con l'Isis che si espande in Medio-Oriente, nell'Est Europa e in Africa centro-settentrionale.
Da un lato l'orrore delle decapitazioni (in tono infinitamente e incommensurabilmente minore, sia numericamente che programmaticamente, il corrispettivo dei lager nazisti) e delle donne yazide ridotte a schiave sessuali. Dall'altro lato il terrorismo e la paura nelle città europee, situazione che sta mettendo a rischio la democrazia (e anche la libertà degli islamici non conniventi, quelli senza se e senza ma).
Così si sta ricreando quella grande alleanza che sconfisse il nazi-fascismo. E può essere anche non un paradosso il fatto che i più riluttanti ad annientare il totalitarismo dell'Isis siano i due paesi che sperimentarono sulla propria pelle il totalitarismo: Germania e Italia. Per questo sarebbe auspicabile che i leader dei due paesi, Angela Merkel e Matteo Renzi, spiegassero chiaramente le ragioni della partecipazione o meno nella coalizione anti Isis.
