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Esteri
Ecco come i greci hanno vissuto la domenica elettorale Di Giovanni Zanchi da Atene

Dalle 7 di questa mattina ad Atene - baciata da un sole tiepido dopo due giorni di pioggia - i cittadini si stanno recando ai seggi per esprimere la propria preferenza. La sinistra del leader di Syriza (acronimo di: coalizione della sinistra radicali), Alexis Tsipras, stando ai sondaggi dovrebbe essere in testa, superando il partito conservatore, Nea Demokratia (Nuova Democrazia), del premier uscente Antonis Samaras. La partita si gioca sulla possibilita' che Tsipras raggiunga o meno la maggioranza assoluta, che gli analisti individuano in una percentuale intorno al 36%.
Il leader della sinistra greca ha condotto una campagna elettorale veicolando messaggi di speranza e di riscatto, promettendo di mettere al centro delle proprie scelte il miglioramento della qualita' della vita dei greci, spremuti dalle decisioni imposte dalla Troika (BCE, Commissione Europea, FMI). Innalzamento del salario minimo, assistenza sanitaria garantita, lotta dura alla corruzione e all'evasione fiscale: queste le leve con cui Tsipras conta di raggiugere la maggioranza. Samaras, per contro, ha giocato una partita tutta in difesa, insistendo sulla tragedia in cui la Grecia andrebbe incontro nel caso vincesse Syriza: uscita dall'euro e ritorno alla dracma, default finanziario del paese, e vanificazione dei tanti sacrifici fatti fino ad oggi dal popolo greco.
Nel resto del panorama politico che si e' presentato a queste elezioni anticipate si trovano partiti vecchi e nuovi in cerca di un'affermazione o piu' semplicemente della propria sopravvivenza politica (la soglia di sbarramento e' del 3%): la novita' rappresentata dai liberali di To Potami (il fiume); il vecchio partito socialista PASOK, che sta pesantemente pagando l'alleanza di governo con Nea Demokratia; i neonazisti di Alba Dorata (che i sondaggi accreditano come terza forza politica, nonostante l'arresto dei suoi vertici); Kinima, il nuovo partito dell'ex leader del PASOK, Giorgios Papandreu;  i greci indipendenti; il partito comunista, KKE; e i verdi.
La sensazione che si ha percorrendo gli affollati seggi elettorali di Atene, dal quartiere aristocratico e conservatore di Kolonaki, al quartiere anarchico di Exarchia, e' che il comune denominatore dell'elettorato chiamato a decidere sia la necessita' di un cambiamento. Tra poche ore si sapra' se Tsipras sara' riuscito a convincere i greci che il solo modo di voltare pagina e' dare fiducia a Syriza e alle sue politiche; o, invece, la paura di un cambiamento troppo brusco avra' avvantaggiato le altre forze politiche in campo. Con il rischio che dalle urne non esca una maggioranza e, quindi, di dover tornare a votare ancora una volta.

Giovanni Zanchi

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