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Stretto di Hormuz, la battaglia senza fine. Teheran alza il muro contro i “paesi ostili”, stop al transito per Usa e Israele

La norma punta a bloccare il passaggio di forniture appartenenti ai Paesi definiti ostili da Teheran.

Stretto di Hormuz, la battaglia senza fine. Teheran alza il muro contro i “paesi ostili”, stop al transito per Usa e Israele

La tensione attorno allo Stretto di Hormuz si riaccende. La commissione Affari parlamentari iraniana ha approvato i principi generali di un progetto di legge che prevede, tra le altre misure, il divieto di transito nello stretto per equipaggiamenti e forniture appartenenti a Stati Uniti, Israele e altri Paesi considerati ostili da Teheran. Il provvedimento, denominato “Misure strategiche per garantire il futuro dello Stretto di Hormuz e del Golfo Persico“, è stato esaminato dalla commissione dopo un confronto sulle diverse posizioni e ha ottenuto il via libera sull’impianto generale. A confermarlo è stato il portavoce della commissione, Valiollah Bayati.

“Una delle decisioni riguarda il divieto di transito attraverso lo Stretto di Hormuz di equipaggiamenti e forniture appartenenti agli Stati Uniti, a Israele e ai Paesi ostili”, ha spiegato Bayati. Secondo il parlamentare, la misura sarebbe una risposta alle azioni militari condotte contro l’Iran. Il progetto di legge si inserisce in una fase particolarmente delicata per Hormuz, uno dei principali snodi mondiali per il trasporto di petrolio e gas. Teheran ha già legato la riapertura dello stretto a un cambiamento della politica americana e all’accettazione di alcune condizioni iraniane. La proposta parlamentare punta quindi a formalizzare una linea di forte controllo sul traffico nello stretto, prevedendo restrizioni mirate contro i Paesi considerati responsabili di azioni ostili nei confronti dell’Iran. Nelle versioni del provvedimento già emerse nei giorni scorsi sono previste anche sanzioni per le navi che dovessero violare le condizioni stabilite da Teheran.

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La questione di Hormuz resta inoltre al centro dei contatti diplomatici sulla guerra. L’Iran sta discutendo con l‘Oman le modalità di gestione del traffico nello stretto, mentre Washington contesta l’idea che Teheran possa esercitare un controllo esclusivo sulle rotte internazionali. Il passaggio parlamentare iraniano aggiunge così un nuovo elemento di tensione a una crisi che ha già avuto pesanti ripercussioni sul traffico marittimo e sui mercati energetici internazionali e che, purtroppo, non sembra destinata a finire.

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