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Esteri
Grecia, Syriza ancora in testa nei sondaggi

Le elezioni parlamentari in Grecia si avvicinano e, con i sondaggi che danno la sinistra radicale di Syriza sempre in testa,  cresce il timore di una possibile uscita di Atene dalla moneta unica. Per bloccare ogni speculazione in merito oggi è intervenuta la Commissione europea che, tramite un portavoce, ha ribadito che, in base ai trattati Ue, la partecipazione di un Paese all'area euro è "irreversibile". "L'euro c'è per restare e ha dato prova di resistenza" ha aggiunto la portavoce.

Da Bruxelles arriva dunque un deciso stop alle voci alimentate nei giorni scorsi dal settimanel tedesco Der Spiegel secondo cui il governo tedesco sarebbe pronto a considerare la prospettiva di una "Grexit". Ieri era stato un portavoce di Angela Merkel  a smentire le indiscrezioni circa un cambiamento della posizione del governo tedesco su una possibile uscita di Atene dall'euro. Concetto ribadito anche oggi dal governo di Berlino: "Il governo tedesco e i suoi partner lavorano per rafforzare l'eurozona nel suo insieme e per tutti i suoi membri, Grecia inclusa" ha detto Steffen Seibert, portavoce dell'esecutivo di Angela Merkel, aggiungendo: "Per fare questo bisogna andare avanti sulla strada seguita finora e sulle riforme". Seibert ha ricordato i progressi fatti dall'eurozona negli ultimi anni: "un'unione bancaria, un fondo di salvataggio e la possibilità di ammorbidire l'effetto contagio".

L'ipotesi di una "Grexit" è respinta anche dagli alleati di governo della Spd. E oggi anche il presidente francese Francois Hollande ha chiesto alla Grecia di rispettare i suoi impegni con la Troika. "I Greci - ha affermato Hollande alla radio - sono liberi di decidere il proprio destino. Tuttavia, ci sono certi impegni che sono stati presi e che vanno ovviamente rispettati".

"L'uscita della Grecia dall'euro non fa più paura" ha detto uno dei saggi economici tedeschi, Lars Feld, al quotidiano economico Handelsbaltt, sostenendo che l'euro resisterebbe e gli effetti sull'economia sarebbero "limitati" ma l'Italia rischierebbe un "contagio politico" . "I toni eurocritici potrebbero diventare di nuovo più forti", spiega.

Syriza in testa nei sondaggi. I sondaggi continuano a dare in testa Syriza, il partito della sinistra radicale guidato da Alexis Tsipras. Secondo una rilevazione condotta dalla società Rass e pubblicata sul quotidiano domenicale Elefteros Tipos, Syriza si conferma in testa con il 30,4% contro il 27,3% di Nea Dimokratia del premier Antonis Samaras. Al terzo posto si trova il Partito Comunista di Grecia (Kke) con il 4,8%. Seguono To Potami ("Il Fiume", la nuova formazione politica di centro-sinistra fondato dal giornalista televisivo Stauros Theodorakis) con il 4,7%, il partito filo-nazista Chrysi Avghì (Alba Dorata) con il 3,8% e il Pasok (Partito Socialista) con il 3,5%.

Il sondaggio tuttavia ha messo in evidenza che la maggioranza dei greci, il 74,2% degli intervistati, preferirebbe comunque restare nell'euro. Alla domanda su chi sarebbe il miglior primo ministro al momento per la Grecia, il 41% ha risposto Samaras, contro il 33,4% che ha scelto Tsipras. La partita dunque è tutta da giocare ed è molto probabile che il partito di Tsipras, se anche dovesse avere più consensi degli altri, sarà cotretto ad allearsi con formazioni che ritengono essenziale la permanenza nella zona euro. Le elezioni sono state convocate per il 25 gennaio dopo che è fallita anche la terza votazione in Parlamento per la scelta del presidente della Repubblica. Resta da capire anche quanti voti potrà prendere la nuova formazione politica dell'ex primo ministro George Papandreou che nei giorni scorsi ha lasciato il Pasok per fondare una nuova formazione politica, "Movimento per il cambiamento".

La prospettiva della vittoria di Syriza continua a spaventare i mercati: oggi la borsa di Atene è in calo del 4% e tensione si registra anche sullo spread greco che è balzato a 876 punti, ben 21 in più rispetto alla partenza.

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