Esteri
Groenlandia, le donne dell'Europa fanno fronte comune. Lagarde: "L'Ue si muova unita". Von der Leyen: "Pronti ad agire con fermezza"
La presidente della Bce e la presidente della Commissione europea lanciano un monito congiunto all'Europa: di fronte alle minacce crescenti degli Stati Uniti c'è un'unica via da perseguire: agire attraverso un fronte comune

Von der Leyen: "Il mondo è scosso, serve un'Europa più forte"
"Il cambiamento nell'ordine internazionale non è solo sismico, ma permanente. E la velocità del cambiamento supera di gran lunga qualsiasi cosa abbiamo visto negli ultimi decenni. Viviamo in un mondo definito dal potere puro, che sia economico o militare, tecnologico o geopolitico. E anche se a molti di noi potrebbe non piacere, dobbiamo fare i conti con il mondo così com'è ora. Il che mi porta alla seconda realtà, e imperativo, per l'Europa. E cioè accelerare la nostra spinta verso l'indipendenza". Lo afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, parlando alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo. "Abbiamo assistito a eventi che hanno scosso il mondo. Dalle proteste nazionali – e dalla repressione – in Iran al sequestro di petroliere della flotta ombra nell'Atlantico settentrionale. Dalla situazione instabile intorno all'Artico e alla Groenlandia ai bombardamenti incessanti contro i civili e le infrastrutture ucraine. Dalle tensioni in Medio Oriente all'Indo-Pacifico. Tutto ciò riflette una serie di realtà per l'Europa",
Questa settimana, i leader si incontreranno per discutere la nostra risposta. Siamo a un bivio. L'Europa preferisce il dialogo e le soluzioni, ma siamo pienamente pronti ad agire, se necessario, con unità, urgenza e determinazione". Lo afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, parlando alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo.
La questione dazi
Con gli Usa "condividiamo la stessa valutazione strategica sulla sicurezza artica. Ed è per questo che le tariffe aggiuntive proposte sono semplicemente sbagliate. Se ora stiamo precipitando in una pericolosa spirale discendente tra alleati, ciò non farebbe che incoraggiare proprio gli avversari che entrambi siamo così determinati a tenere fuori dal nostro panorama strategico". Lo afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, parlando alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo."Concordiamo con i nostri amici americani sulla necessità di garantire la sicurezza della regione artica. Su questo non solo siamo allineati, ma stiamo anche lavorando insieme, in particolare nell'ambito della NATO - precisa -. La Finlandia, ad esempio, sta collaborando con gli Stati Uniti sui rompighiaccio, un equipaggiamento fondamentale nel contesto delle operazioni nell'Estremo Nord. Oppure, si prenda la recente esercitazione Arctic Light a guida danese, svoltasi qualche mese fa nell'ambito della NATO. Questa è stata fondamentale per rafforzare la prontezza operativa degli Alleati nell'Artico. Siamo allineati. Stiamo lavorando insieme".
Il pacchetto per la sicurezza artica
"Stiamo lavorando a un pacchetto a sostegno della sicurezza artica. Un primo pilastro sarà un massiccio aumento degli investimenti europei in Groenlandia, in particolare per sostenere ulteriormente l'economia e le infrastrutture locali. Questo si baserà su quanto abbiamo già fatto. Due anni fa, prima che tutto questo accadesse, ero a Nuuk per aprire il nostro primo ufficio lì. E nel prossimo bilancio europeo abbiamo già proposto di raddoppiare il nostro sostegno finanziario. Ma dobbiamo fare di più e farlo più velocemente". Lo afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, parlando alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo."In secondo luogo, lavoreremo con gli Stati Uniti e tutti i partner per una più ampia sicurezza artica. In particolare, credo che dovremmo utilizzare il nostro aumento della spesa per la difesa per equipaggiamenti pronti per l'Artico. E rafforzare i nostri accordi di sicurezza con partner come Regno Unito, Canada, Norvegia e Islanda e altri", aggiunge. EST NG01 faf 210926 GEN 26
L'accordo strategico del Mercosur
"Più partner commerciali abbiamo in tutto il mondo, più siamo indipendenti. Ed è esattamente ciò di cui abbiamo bisogno ora. Se prendiamo il Mercosur, che so essere oggetto di accesi dibattiti in quest'Aula, l'accordo ci garantisce l'accesso alle materie prime di cui la nostra industria ha bisogno, e i benefici per le aziende europee saranno enormi". Lo afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, parlando alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo."Prendiamo il settore automobilistico: le esportazioni europee verso il Mercosur possono aumentare di 20 miliardi di euro, ovvero del 200% - illustra -. Potremmo prendere in considerazione i prodotti chimici o i macchinari. L'accordo con il Mercosur porterà enormi vantaggi ai produttori di latticini, vino, liquori, olio e molto altro. Allo stesso tempo, abbiamo ascoltato attentamente le vostre preoccupazioni e quelle dei nostri agricoltori, e abbiamo garantito solide garanzie per i nostri sensibili settori agroalimentari. Credo che questo sia un accordo che porterà benefici a tutta la nostra economia, a tutti gli Stati membri. E che possa proteggere l'Europa dai rischi che corre, garantendo al contempo la nostra prosperità e la nostra sicurezza".
L'intervento di Lagarde
Di fronte alla "postura" adottata da Donald Trump nei confronti dell'Europa, i leader europei devono "indicare quali strumenti abbiamo a disposizione, mostrare determinazione collettiva, essere uniti: questa è la postura europea necessaria". Lo ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde in un'intervista alla radio francese Rtl a margine del Forum economico mondiale. "Poi, quando i partner si siedono attorno al tavolo e quando il presidente Trump avrà ridefinito la sua posizione questo pomeriggio a Davos, ciò permetterà agli europei di decidere cosa fare insieme. Per me, ciò che è fondamentale è l'unità e la determinazione".
Poi - ha proseguito Lagarde - "si tratterà di capire se si andrà verso una cooperazione limitata, una cooperazione ampia, oppure verso un meccanismo di multi-polarizzazione completa, in cui ognuno procede in modo non concertato e non equilibrato. E se si ridefiniscono gli equilibri mondiali. Questa è la vera domanda". Alla domanda se gli Stati Uniti siano ancora nostri alleati o piuttosto nostri avversari, Lagarde ha risposto "si comportano in modo molto strano per degli alleati. Quando si è alleati nell'ambito del Trattato dell'Atlantico del Nord, quando lo si è stati per decenni e si è partecipato alla storia reciproca, minacciare di appropriarsi di un territorio che chiaramente non è in vendita, come la Groenlandia, e agitare restrizioni tariffarie e di altro tipo sul commercio internazionale non è davvero un comportamento molto "alleato". Lagarde ha affermato che a Davos non incontrerà Trump personalmente. "Il mio programma della giornata non è del tutto definito, ma non credo. Andrò però ad ascoltarlo, perché il modo in cui si esprimerà e ciò che dirà sarà interessante, dopo quanto è stato detto ieri dagli europei e da altri partner come il Canada. Quanto al livello di preoccupazione per la situazione, in particolare la Groenlandia, "sono in allerta. Attualmente, sul piano monetario ed economico, abbiamo una buona posizione. Sul piano monetario certamente: l'inflazione è sotto controllo, il tasso d'interesse è al 2%. Questa posizione è buona. Sul piano economico possiamo fare meglio, sulla produttività possiamo fare meglio, sulla gestione delle finanze pubbliche dobbiamo assolutamente fare meglio. Ciò che mi preoccupa è la messa in discussione di questi risultati, di cui abbiamo motivo di essere piuttosto soddisfatti, a causa dell'incertezza che Donald Trump fa pesare sul mondo". Lagarde ha concluso dicendo che "ciò che fa Donald Trump mette anche a rischio l'economia americana e, alla fine, forse la ragione gli verrà ricordata dagli stessi Stati Uniti, perché giocando così con l'equilibrio del mondo indebolisce anzitutto l'economia americana".
Lagade: "Con le minacce attuali dazi medi al 15% fra Usa e Ue"
"Se guardo oggi alla relazione tra Stati Uniti ed Europa, siamo passati da dazi medi intorno al 2% poco più di un anno fa a circa il 12 e qualcosa di media nell'area euro. E con le minacce che incombono, potremmo salire verso un 15% medio, pur con forti differenze tra settori". Lo ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, durante un panel del Forum economico mondiale sulle analogie fra l'attuale decennio e gli anni '20 del Novecento. "Se il 96% di questo costo ricade sul consumatore e sull'importatore statunitense, non mi sembra affatto un buon risultato, soprattutto dal punto di vista dell'inflazione. Credo quindi che sia necessario analizzare a fondo le conseguenze: quali sono gli effetti di spillover, quale l'impatto sull'inflazione e in che modo ne risente la crescita".
Gli Stati Uniti ''si comportano in modo molto bizzarro per degli alleati'': lo ha detto la presidente della Banca centrale europea (Bce), Christine Lagarde, appellandosi all''unità e alla determinazione'' dell'Unione europea di fronte al comportamento del presidente Usa, Donald Trump. ''Si comportano in modo molto bizzarro per degli alleati'', ha risposto Lagarde, alla domanda di radio RTL se gli Stati Uniti fossero ''alleati'' o ''avversari'' dell'Ue. ''Quando sei alleato in seno al Trattato Nordatlantico, quando sei stato alleato per decenni e che hai partecipato alla storia rispettiva degli uni e degli altri, minacciare di impossessarsi di un territorio che non è chiaramente in vendita, come la Groenlandia, e agitare restrizioni tariffarie, restrizioni di vario ordine sul commercio internazionale non è proprio dar prova di un comportamento molto alleato", ha sottolineato Lagarde. dal Forum di Davos dove oggi è atteso anche Donald Trump. Lagarde ha anche riferito che seguirà con grande attenzione il discorso del presidente Usa a Davos.
