Punti chiave
- Raid nel sud, sale il bilancio delle vittime
- Hezbollah: 'Teso un agguato ai soldati israeliani in due località del sud'
- La Cnn: 'Israele ha schierato truppe in Azerbaigian nella guerra con l'Iran'
- Teheran: 'Non realistico pensare a un incontro fra Trump e Khamenei'
- Iran: Trump, noi e Cina unici in grado di recuperare l'uranio
- Iran: Trump, militarmente o su carta vinceremo noi
- Iran: Trump, potremmo prendere uranio senza accordo
- Iran: Rubio, Usa impegnati per sicurezza Kuwait
- M.O.: attacchi Israele-Hezbollah in Libano, salta tregua
Intanto si intensificano i raid dei droni dello Stato ebraico nel sud del Libano, provocando la morte di tre civili. Lo riferisce il quotidiano libanese L’Orient-Le Jour. Il primo attacco dello Stato ebraico ha preso di mira un’auto che viaggiava a el-Houch, un sobborgo di Tiro, uccidendo il conducente. Una seconda offensiva, invece, ha ucciso un’altra persona alla guida del proprio veicolo su Berry Avenue, che collega Nabatiye a Kfarremmane. Secondo quanto riferito dai corrispondenti del media libanese, inoltre, a perdere la vita in seguito ai raid su Nabatiye è stato anche Alaa al-Dabaq, noto per i suoi video su TikTok.
Queste vittime si aggiungono alle 12 uccise tra la notte scorsa e questa mattina, secondo il ministero della sanità di Beirut.
L’agenzia governativa di notizie Nna riferisce che ai 7 uccisi nella notte nella città costiera di Tiro si aggiungono 5 uccisi, tre dei quali a Jwaya (distretto di Tiro), uno a Kfardunin (Tiro) e uno a Burj Qalawiye (Nabatiye).
A Tiro, un attacco nei pressi dell’ospedale Jabal Amel ha provocato quattro morti e sette feriti, causando anche lievi danni alla struttura sanitaria. Un altro attacco ha ucciso tre persone e ne ha ferite altre cinque, tra cui due bambini.
Hezbollah ha riferito di aver teso nelle ultime ore due distinti agguati ai militari israeliani nel sud del Libano. I due comunicati del partito armato libanese citano, rispettivamente, un agguato a Wadi Hujeir sul fiume Litani e uno a Ghanduriye, pochi chilometri a nord del fiume. Entrambe le località sono nel distretto di Bint Jbeil. Secondo le fonti locali, gli scontri di terra sono avvenuti mentre le truppe israeliane tentano di ampliare il raggio della loro invasione nel settore centrale dell’offensiva. Hezbollah afferma che “le forze occupanti sono state colpite da razzi”, che avrebbero obbligato le forze nemiche a ripiegare verso sud.
Durante la guerra con l’Iran, Israele ha segretamente dispiegato unità militari e di intelligence d’élite in Azerbaigian, nell’ambito di una rete di siti clandestini in tutto il Medio Oriente, per facilitare le operazioni contro l’Iran, secondo quanto riferito da quattro fonti a conoscenza dei fatti. Lo afferma la Cnn in un’esclusiva. Le forze operavano da diverse località nell’Azerbaigian meridionale, adiacenti al confine settentrionale con l’Iran e, nel punto più vicino, a soli 96 chilometri circa dalla città iraniana di Tabriz. Unità speciali di commando hanno condotto missioni di raccolta informazioni e operazioni con droni.
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha escluso in un’intervista qualsiasi possibilità di un incontro, suggerito da Donald Trump, tra il presidente statunitense e la guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei. “Ho visto un articolo che lasciava intendere che lui (Donald Trump) fosse disposto a un incontro o desiderasse organizzarne uno”, ha affermato Araghchi parlando all’emittente libanese Al-Mayadeen, “ma penso che dobbiamo essere realisti”. L’intervista è stata mandata in onda ieri sera. Araghchi ha anche spiegato che il nuovo leader supremo iraniano, succeduto al padre Ali ucciso il 28 febbraio all’inizio dell’ondata di raid israelo-statunitensi con cui cominciò l’attuale conflitto, al momento deve evitare “una presenza pubblica più significativa” per “ragioni di sicurezza”. Dal momento della nomina, a inizio marzo, Mojtaba Khamenei non ha ancora fatto apparizioni pubbliche.
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che solo Usa e Cina “sono in grado di tirare fuori l’uranio” sepolto nei siti iraniani. “Abbiamo colpito i loro siti nucleari dieci mesi fa e sono stati annientati. Si è scoperto che la Cnn si sbagliava. Dicevano: ‘Beh, forse non sono stati colpiti così duramente’. Invece sono stati colpiti talmente duramente che nessuno sa nemmeno se sia possibile recuperare ciò che c’è lì sotto”, ha detto parlando con i giornalisti nello Studio Ovale. “Ma gli unici ad avere la capacità di recuperarlo siamo noi e la Cina. Siamo gli unici a possedere attrezzature abbastanza potenti da scendere così in profondità dentro una montagna. Ma quella montagna l’ha schiacciato. Quella montagna è letteralmente crollata sopra di esso”, ha aggiunto. “Quei piloti – ha continuato – hanno fatto un lavoro straordinario. E ora, come sapete, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica ha sostanzialmente confermato la nostra valutazione: ritengono che sia estremamente difficile recuperare quel materiale. Ma ci riusciremo comunque. Siamo gli unici”, ha sottolineato.
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che con l’Iran “militarmente o su carta, vinceremo noi”, intendendo che anche firmando un accordo di pace, il tycoon si considererà vincitore.
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che non ha bisogno di un accordo con l’Iran per ottenere l’uranio arricchito presente nel Paese. «Potremmo prenderlo subito. Non credo che potrebbero fermarci se lo volessimo, ma non c’è motivo di farlo. È sepolto», ha detto ai giornalisti nello Studio Ovale.
Il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha espresso il suo sostegno al Paese del Golfo durante un incontro con il suo omologo kuwaitiano, il Ministro degli Esteri, Jarrah Jaber al-Ahmad al-Sabah. Rubio “ha ribadito l’impegno degli Stati Uniti per la sicurezza del Kuwait, per garantire che l’Iran non acquisisca mai un’arma nucleare e per il ripristino della libertà di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz”, ha dichiarato il Dipartimento di Stato in un comunicato stampa relativo all’incontro.
Il massimo diplomatico statunitense ha inoltre condannato “gli oltraggiosi e inaccettabili attacchi dell’Iran contro l’aeroporto internazionale del Kuwait e altre parti del Paese”. Questa settimana l’Iran ha lanciato missili e droni contro il Kuwait e il Bahrein, in quella che ha definito una rappresaglia per l’attacco statunitense a una torre di telecomunicazioni sull’isola di Qeshm. Negli attacchi una persona è rimasta uccisa.
Israele e la milizia sciita libanese Hezbollah si sono scambiati attacchi nelle ultime ore, nonostante il cessate il fuoco negoziato durante un nuovo ciclo di dialoghi tra il Paese ebraico e il Libano questa settimana a Washington. L’agenzia di stampa nazionale libanese (Nna) ha riferito oggi che aerei da guerra israeliani hanno attaccato la zona circostante l’ospedale Jabal Amel, situato a Tiro, nel sud del Libano, con oltre quattro missili. “Contemporaneamente, è stato segnalato un bombardamento di artiglieria contro la città di Deir Amas”, anch’essa nel distretto di Tiro, ha aggiunto l’emittente.


