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Guerra in Iran, Israele e Usa preparano una nuova offensiva: date e obiettivi. Ma potrebbe rivelarsi un autogol: ecco perché

Se il regime restasse al potere e i prezzi salissero ulteriormente, Trump sarebbe costretto ad ammettere la sconfitta

Guerra in Iran, Israele e Usa preparano una nuova offensiva: date e obiettivi. Ma potrebbe rivelarsi un autogol: ecco perché
Donald Trump e Benjamin Netanyahu

Gli eserciti di Stati Uniti e Israele hanno elaborato piani specifici per nuovi attacchi all’Iran dopo le elezioni di americane di midterm. Lo ha rivelato il New York Times, citando funzionari statunitensi e fonti, dopo che lunedì scorso decine di caccia israeliani hanno sorvolato la Siria e l’Iraq, raggiungendo il confine con l’Iran. Il Segretario alla Difesa Usa, Pete Hegseth, ha incontrato il primo ministro Benjamin Netanyahu in Israele questa settimana per discutere di nuovi attacchi, secondo quanto riferito dai funzionari statunitensi. Tra gli obiettivi ci sarebbero le infrastrutture energetiche iraniane, gli impianti nucleari e l’arsenale di missili e droni. Alcuni funzionari affermano che un’altra serie di attacchi su larga scala potrebbe spingere l’economia iraniana sull’orlo del collasso e costringere Teheran a concessioni diplomatiche dopo quasi otto mesi di conflitto.

Il quotidiano newyorkese individua tuttavia motivi per essere scettici sul fatto che una nuova guerra possa avere più successo della prima fase degli intensi attacchi congiunti sferrati tra febbraio e aprile. Quegli attacchi causarono una impennata dei prezzi dell’energia e dell’inflazione in tutto il mondo, minarono la sicurezza in Medio Oriente e impoverirono le scorte di intercettori missilistici del Pentagono.

Anche per questi motivi, è tutt’altro che certo che il presidente Usa, Donald Trump, darà il via libera a nuovi attacchi, dopo che ha già ripetutamente bloccato piani per la ripresa di operazioni militari su larga scala. E secondo diversi analisti, anche le elezioni israeliane del 27 ottobre potrebbero complicare i piani. Se Netanyahu dovesse perdere, diventerebbe primo ministro ad interim e potrebbe essere difficile avviare un’altra guerra. Anche se altri analisti ritengono che Netanyahu potrebbe sfruttare la prospettiva di un imminente attacco congiunto tra Stati Uniti e Israele per fare pressione sui suoi rivali affinché si uniscano a un governo di unità nazionale per gestire la guerra, il che rafforzerebbe il suo potere.

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