In vista di possibili negoziati tra Iran e Stati Uniti, un funzionario americano ha dichiarato al Wall Street Journal (Wsj) che le richieste dell’Iran per un accordo che ponga fine alla guerra sono “ridicole e irrealistiche”. Secondo la fonte, tra le richieste avanzate dalle Guardie Rivoluzionarie c’è la chiusura di tutte le basi americane in Medio Oriente, il pagamento di un risarcimento per i danni causati dagli attacchi in Iran, un “nuovo regime” di gestione nello Stretto di Hormuz in cui l’Iran potrebbe riscuotere tasse dalle navi che attraversano la strategica via navigabile “come fa l’Egitto nel Canale di Suez”.
Il regime di Teheran chiederebbe, inoltre, garanzie che la guerra non riprenda in futuro, la rimozione di tutte le sanzioni contro l’Iran e il rifiuto di accettare restrizioni al programma missilistico iraniano, opponendosi del tutto a qualsiasi negoziato su questa prospettiva. Due funzionari del Pentagono hanno dichiarato al New York Times che il Dipartimento della Difesa statunitense ha ordinato l’invio di circa 2mila paracadutisti dell’82esima Divisione Aviotrasportata in Medio Oriente. Una decisione per fornire al presidente Donald Trump “ulteriori opzioni militari”, per una possibile un’invasione di terra dell’Iran o dei suoi alleati, mentre al contempo sta portando avanti i negoziati per porre fine alla guerra.
Nonostante tutto questo però, gli investitori cominciano a credere a un possibile accordo tra Usa e Iran. I future a Wall Street viaggiano in deciso rialzo mentre i prezzi del petrolio cedono terreno, sulla scia delle notizie che Washington avrebbe inviato all’Iran una proposta in 15 punti per porre fine alla guerra. I future sull’S&P 500 avanzano dello 0,63%, quelli sul Nasdaq salgono dello 0,64% mentre i future sul Dow Jones guadagnano lo 0,73%.

