Punti chiave
- Iran, media: Israele aveva preparato un attacco su larga scala
- Iran, Teheran: "Non tollereremo "ripetute violazioni" tregua"
- Iran, Netanyahu: "Se attaccati di nuovo risponderemo con forza"
- Katz: "Respingiamo minacce Iran, avanti operazioni in Libano"
- Iran, Arabia Saudita smentisce attacco a base Prince Sultan
- Iran, media: alle 21 gabinetto sicurezza con Netanyahu
- Ynet: "Colloquio Trump-Netanyahu positivo nonostante contrasti"
- Iran, media: sensazione in Israele escalation ormai alle spalle
- Iran, media: cancellati tutti i voli fino a nuovo avviso
- Iran, media: Israele sospende raid su richiesta Trump
Israele aveva approvato piani per un attacco “di larga scala” contro l’Iran prima che Donald Trump lo annullasse. Lo riporta Channel 12.
Il capo negoziatore iraniano e presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha lanciato un criptico avvertimento, affermando che l’Iran non tollerera’ quelle che considera “ripetute violazioni” del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. “Abbiamo ribaltato l’equazione tra un cessate il fuoco sulla carta e le sue ripetute violazioni sul campo. Finche’ manchera’ una reale volonta’ di costruire la fiducia, la risposta dell’Iran rimarra’ la stessa”, ha scritto Ghalibaf in un post in farsi su X. Teheran ha annunciato oggi che avrebbe interrotto gli attacchi contro Israele, a meno di ulteriori “aggressioni” da parte di Israele in Libano – che insiste debbano essere parte della tregua tra Stati Uniti e Iran – una minaccia che Israele ha detto di “respingere categoricamente”.
Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, promette di “rispondere con forza” a eventuali nuovi attacchi iraniani. “Mi impegno a impedire che l’Iran ottenga armi nucleari”, ha aggiunto in una dichiarazione il capo di governo di Tel Aviv.
Israele “respinge categoricamente le minacce dell’Iran” e “continuera’ a operare in Libano contro Hezbollah”. Lo ha affermato il ministro della Difesa Israel Katz, sottolineando che il quartiere di “Dahiyeh a Beirut e’ soggetto alle stesse regole delle comunita’ del nord (d’Israele): qualsiasi attacco alle comunita’ del nord comportera’ un attacco a Dahiyeh”. “Qualsiasi tentativo iraniano di collegare il Libano e l’Iran e di attaccare Israele sara’ contrastato con grande forza, come e’ accaduto ieri”, ha aggiunto Katz.
Il ministero della Difesa saudita ha smentito che sia stata attaccata la base Prince Sultan, in cui sono di stanza anche truppe americane. Il maggiore Turki al-Maliki, portavoce del ministero, ha assicurato che le notizie sul bombardamento al sito di Al-Kharj “sono false”. Questa mattina nell’area erano scattate le sirene d’allarme come misura precauzionale, ha spiegato, per il lancio di un missile balistico dallo Yemen di cui pero’ si sono perse le tracce vicino al confine.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha convocato per stasera alle 21 l’intero gabinetto di sicurezza, alla luce dell’intensificarsi degli scontri con l’Iran e con Hezbollah in Libano. Lo ha riferito al Times of Israel l’ufficio di uno dei ministri del governo. Funzionari israeliani hanno fatto sapere che lo Stato ebraico ha sospeso gli attacchi di rappresaglia contro l’Iran a seguito delle pressioni della Casa Bianca, ma non e’ stata ancora presa una decisione definitiva.
“Il colloquio tra il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente Usa Donald Trump e’ stato complessivamente positivo. I due Paesi la pensano allo stesso modo, nonostante il fatto che negli ultimi giorni (Israele) abbia agito due volte in contrasto con la posizione pubblica (dell’amministrazione americana), sia con l’attacco a Beirut che con la risposta all’Iran”. Lo ha riferito Yedioth Ahronoth, citando un alto funzionario israeliano dopo la riunione del gabinetto di sicurezza. “Israele ha dimostrato la sua capacita’ di difendere il proprio diritto all’autodifesa anche contro il presidente, senza pero’ rompere i rapporti e mantenendo la partnership strategica”, ha sottolineato la fonte.
“La sensazione e’ che l’attuale escalation sia ormai alle nostre spalle”. Lo ha affermato un alto funzionario israeliano ripreso dalla stampa locale, alla luce della recente ripresa di attacchi tra Iran e Israele. La Repubblica islamica ha annunciato la sospensione dei raid. Dallo Stato ebraico non sono arrivate dichiarazioni ufficiali ma secondo un funzionario sarebbe stata accolta la richiesta del presidente Usa Donald Trump di mettere fine agli attacchi all’Iran.
L’Agenzia nazionale iraniana di controllo del volo ha disposto la cancellazione di tutti i voli nazionali. Lo hanno riferito l’agenzia Tasnim e la televisione nazionale. “In seguito dell’emissione di un telegramma aeronautico ufficiale (Notam) dell’Organizzazione dell’Aviazione Civile riguardante la chiusura dello spazio aereo occidentale del Paese, tutti i voli negli aeroporti nazionali sono stati cancellati fino a nuovo avviso”, si legge.
Su richiesta del presidente Usa Donald Trump, Israele sospende gli attacchi in Iran, ma i raid nel sud del Libano continueranno nei prossimi giorni con la massima intensita’. Lo ha riferito un alto funzionario israeliano a Channel 12, avvertendo che l’Idf continuera’ a colpire la roccaforte di Hezbollah a Beirut, Dahiyeh, se gli attacchi contro il nord di Israele dovessero proseguire.
L’Iran non rinuncia alle armi quando necessario, ma continua a tenere la porta aperta ai negoziati. A spiegarlo e’ stato il presidente Massoud Pezeshkian. “La nostra priorita’ sono la sicurezza nazionale e la tranquillita’ del popolo. Difendiamo con fermezza i diritti della nazione e non arretreremo di fronte ad alcuna minaccia”, ha dichiarato su X. “La diplomazia e la difesa sono le due ali della potenza nazionale; ne’ abbiamo abbandonato il campo ne’ il tavolo delle trattative”, ha spiegato. “Con l’aiuto di Dio, con unita’ e razionalita’, l’Iran superera’ vittorioso anche questa prova”, ha assicurato.
Dopo la telefonata con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il primo ministro Benjamin Netanyahu starebbe “valutando” la possibilità di sospendere i prossimi attacchi pianificati contro l’Iran. Lo riferisce Channel 12 citando una fonte a conoscenza della conversazione tra i due. La fonte sostiene che Netanyahu deciderà presto di ordinare all’Idf di interrompere tutti i piani per gli attacchi previsti per la sera e la notte, attacchi che avrebbero dovuto avere una portata ben maggiore, e che in realtà è stato il presidente Trump a decidere,come proseguirà la guerra.
Il presidente Masoud Pezeshkian ha affermato che l’Iran non ha abbandonato né il campo di battaglia né il tavolo dei negoziati. “Difenderemo con forza i diritti della nazione e non ci tireremo indietro di fronte ad alcuna minaccia”, ha scritto Pezeshkian su X. Pezeshkian ha descritto la diplomazia e la difesa come “i due pilastri del potere nazionale” e ha affermato che l’Iran rimane impegnato su entrambi i fronti.
Il quartier generale centrale del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie ha annunciato che, a seguito della ferma reazione dell’Iran contro il regime israeliano, le operazioni militari sono state sospese avvertendo al contempo di “attacchi più duri e devastanti” qualora Israele riprendesse i bombardamenti sul Libano. Lo scrive Irna.
In un brevissimo post sulla sua piattaforma Truth Social, Donald Trump ha chiesto a Israele e all’Iran di “cessare immediatamente di sparare”.
I ribelli Houthi dello Yemen, alleati regionali dell’Iran, rivendicano la responsabilità di un attacco missilistico contro Israele e annunciano il divieto di navigazione per le navi israeliane nel Mar Rosso con un blocco navale completo contro Israele nello stretto di Bab al-Mandab. Lo riportano diversi media iraniani. Gli Houthi, riporta Al Jazeera, hanno aggiunto che risponderanno all’escalation con un’escalation.
Gli Usa hanno la responsabilità diretta di qualsiasi violazione dell’accordo di cessate il fuoco dell’8 aprile: lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei, sostenendo che le azioni israeliane non possono essere separate dalla politica statunitense. “Nessuno crede che il regime sionista agisca senza coordinamento con gli Stati Uniti”, ha affermato Baghaei, aggiungendo che il Comando Centrale degli Stati Uniti sostiene Israele sia nelle operazioni offensive che difensive e che Washington sarebbe responsabile delle conseguenze di qualsiasi escalation nella regione.
“Poco fa, decine di caccia dell’Aeronautica militare israeliana, guidati dalla direzione dell’intelligence dell’Idf, hanno portato a termine un attacco su vasta scala contro sistemi di difesa strategici appartenenti al regime terroristico iraniano”. Lo comunicano l’Idf, le Forze di difesa israeliane. “Recentemente, sistemi di difesa erano stati dispiegati in numerose aree dell’Iran per ripristinare le proprie capacità di rilevamento e difesa indebolite dall’operazione Il ruggito del Leone. L’attacco ha portato allo smantellamento di tali sistemi”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu non avrà altra scelta che accettare qualsiasi accordo gli Stati Uniti negozieranno con l’Iran. A spiegarlo, in un’intervista telefonica al Financial Times, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Netanyahu “non avrà scelta”, ha dichiarato Trump al Financial Times. “Sono io a dettare legge. Sono io a dettare legge. Lui (Netanyahu) non ha voce in capitolo”, ha detto ancora il presidente Usa. Trump ha affermato che gli attacchi iraniani non hanno modificato la sua volontà di concludere i negoziati tra Stati Uniti e Iran. “Non avrà alcun impatto sull’accordo”, ha detto al Financial Times.
Il capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane, Eyal Zamir, ha parlato più volte con il comandante del Centcom, il Comando centrale degli Stati Uniti, Brad Cooper, dopo l’attacco missilistico iraniano contro Israele. Lo riporta il Jerusalem Post.
“Poco fa, l’aviazione israeliana ha colpito obiettivi militari appartenenti al regime terroristico iraniano nell’Iran occidentale e centrale”. Così le Forze di difesa israeliane, in un post sull’account ufficiale di X dell’Idf.
La televisione di stato iraniana ha riportato esplosioni in tre città lunedì, mentre l’esercito israeliano ha affermato che le sue forze aeree hanno colpito obiettivi nell’Iran occidentale e centrale. “Diverse esplosioni sono state udite a Teheran, Tabriz e Isfahan”, ha scritto la televisione di stato su Telegram.
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche afferma che Israele ha attaccato obiettivi “sul nostro territorio utilizzando missili balistici lanciati dall’aria“. La dichiarazione delle Guardie Rivoluzionarie è stata diffusa dall’agenzia di stampa Irna.
I vigili del fuoco di Teheran, citati dall’agenzia di stampa Irna, affermano che “le aree urbane” della Capitale “non sono state prese di mira”. L’agenzia ha riferito che due esplosioni sono state udite nella zona ovest di Teheran alle 4:43 e alle 4:45 ora locale e che un portavoce dei vigili del fuoco della città ha annunciato che “le aree urbane non sono state prese di mira”. Il portavoce ha aggiunto che il dipartimento rimane in stato di allerta.
Le sirene risuonano a Tel Aviv e in un’ampia area del centro di Israele, comprese le periferie di Gerusalemme, in seguito al lancio di missili da parte del gruppo terroristico Houthi in Yemen, riportano i media israeliani. Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) affermano di essere al lavoro per intercettare il missile.
L’esercito israeliano ha intercettato il missile lanciato dallo Yemen verso il proprio territorio, provocando allarmi sui telefoni cellulari nel centro del Paese, compresa Tel Aviv.

