Il presidente americano Donald Trump prolunga di 10 giorni, fino al 6 aprile, la sospensione degli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane. Lo scrive lo stesso Trump su Truth, aggiungendo che i “i colloqui con Teheran sono in corso” e stanno procedendo “molto bene”. “Come richiesto dal governo iraniano, con la presente dichiaro di sospendere di 10 giorni, fino a lunedì 6 aprile 2026 alle ore 20:00 (ora della costa orientale degli Stati Uniti), la distruzione della centrale energetica. I colloqui sono in corso e, nonostante le affermazioni errate diffuse dai media che diffondono notizie false e da altri, stanno procedendo molto bene“, ha scritto Trump.
Ma la guerra non si è mai interrotta perché Israele, con un dispendio significativo di energie, continua a bombardare in tutto il Medio Oriente, nuovi raid anche su Gaza e Libano, oltre che su Teheran. Le forze armate israeliane rischiano di “collassare su se stesse” a causa delle crescenti esigenze operative e della crescente carenza di personale. Questo l’allarme che il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane, Eyal Zamir, avrebbe lanciato ieri sera durante una riunione del gabinetto di sicurezza. In sostanza, Trump manda avanti Netanyahu, che torna anche a colpire i palestinesi, dandogli “mani libere”, questo mette pressione sul regime di Teheran mentre gli Stati Uniti trattano. Un modo di fatto per non interrompere mai la guerra e far cedere l’Iran.
Intanto negli Stati Uniti si muove qualcosa ,la senatrice repubblicana Lisa Murkowski dell’Alaska sta lavorando con un gruppo di senatori a una risoluzione che consenta al Congresso di votare un’autorizzazione formale per l’uso della forza militare contro l’Iran. Lo riporta il New York Times, precisando che la risoluzione non è stata ancora presentata. La senatrice, che ha criticato duramente l’amministrazione Trump per aver tenuto all’oscuro il Congresso sulle operazioni militari in Iran, ha iniziato a redigere una proposta di legge che obbligherebbe i legislatori a votare per la prima volta sull’autorizzazione della guerra.

