Punti chiave
- Iran: ripreso blocco Usa dopo meno di un mese, 20 navi coinvolte
- Iran: Pasdaran, Hormuz resterà chiuso fino a termine raid Usa
- Iran: "attaccati obiettivi Usa in Bahrein, Kuwait e Giordania"
- Iran: Trump al premier iracheno, "è il bullo del Medio Oriente"
- Iran: Trump, truppe terra? Non lo escludo se fosse appropriato
Dopo meno di un mese, è ripreso da ieri il blocco delle navi, delle coste e dei porti iraniani da parte delle forze Usa. Lo Us Central Command ha sottolineato che ci sono 20 navi da guerra e centinaia di aerei militari americani che operano nella regione e “le forze americane restano vigili, letali e pronte”. Il blocco navale annunciato lunedì ha di fatto messo fine al cessate il fuoco di 60 giorni che era stato negoziato da Teheran e Washington. Gli Usa avevano rimosso il blocco navale il 18 giugno, dopo quasi due mesi, in attuazione del memorandum d’intesa tra i due Paesi. Durante il precedente blocco navale gli Usa bloccarono nove navi che non avevano rispettato l’interdizione e aprirono il fuoco sulla MT Settebello, uccidendo tre marinai indiani. Le navi che attraversano il Golfo dell’Oman e si avvicinano allo Stretto di Hormuz devono contattare le navi Usa e le imbarcazioni sospettate di violare il blocco saranno fermate e ispezionate. “Il blocco non impedirà i transiti di navi neutrali attraverso lo Stretto da o per destinazioni non iraniane”, ha assicurato il comando Usa.
I Guardiani della Rivoluzione hanno annunciato che lo Stretto di Hormuz resterà chiuso finché non cesseranno “gli atti di aggressione americani”. In un comunicato letto alla tv iraniana, i Pasdaran hanno anche minacciato di bloccare altre rotte strategiche per le esportazioni di petrolio e gas che “servono gli Usa e i loro alleati”. “Le esportazioni d petrolio e gas o saranno accessibili a tutti o non lo saranno per nessuno”, ha concluso il comunicato alludendo al blocco navale imposto nuovamente dagli Usa.
Le forze armate iraniane hanno rivendicato di aver sferrato nella notte attacchi contro obiettivi Usa in Bahrein, Giordania e Kuwait. In particolare, ha reso noto un comunicato trasmesso dalla tv di Stato, in Bahrein è finita nel mirino la Quinta Flotta Usa, in Giordania gli hangar usati dalle forze Usa e un’area in cui erano sistemati diversi F-18 nella base di Al-Azraq e in Kuwait un centro logistico usato dagli americani a Mina Abdullah.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha definito l’Iran “il bullo del Medio Oriente che ha bullizzato l’Iraq e ogni altro Paese” nel corso della conferenza stampa alla Casa Bianca dopo l’incontro con il premier iracheno Ali al-Zaidi. Gli altri Paesi mediorientali avevano paura, ma ora quella paura è svanita perché le loro capacità militari sono state completamente distrutte”, ha detto Trump.
Il presidente americano, Donald Trump, non ha voluto escludere la possibilità di uno schieramento di truppe sul terreno in Iran, sia pure limitato all’isola di Kharg. “Non lo escludo nel caso ritenessi che lo schieramento di truppe di terra fosse appropriato”, ha spiegato in un’intervista a Fox News, “a volte può essere necessaria una campagna terrestre ma abbiamo altri che la condurrebbero per noi. Abbiamo colpito l’isola di Kharg tre volte”, ha ricordato, “abbiamo colpito tutto, tranne gli impianti petroliferi”.

