Punti chiave
- Iran, Trump: "Si comportino da persone intelligenti, non vogliamo uccidere"
- Iran, Trump: "Stato sta fallendo. E io spero che succeda"
- Iran, Axios: "Usa avevano avvertito Teheran dell'operazione a Hormuz"
- Iran, Trump: "Se avessero avuto un'arma nucleare forse non saremmo qui ora"
- Iran, Axios: "Trump potrebbe dare l'ordine di riprendere la guerra questa settimana"
- Iran, Trump: "Con Teheran una scaramuccia. Non hanno possibilità"
- Iran, Teheran a paesi Golfo: "Presenza militare Usa e' pericolo"
- Iran, Emirati: "In corso una risposta ai missili e droni di Teheran"
- Iran, Hegseth: "Missione per navi Hormuz è un regalo al mondo"
- Iran, Seul valuta se partecipare a missione Usa a Hormuz
Gli iraniani “farebbero bene a comportarsi da persone intelligenti, perché non vogliamo andare lì a uccidere gente. Io non lo voglio, è troppo duro” Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump, aggiungendo di avere “molti amici iraniani da New York e altri posti”.
“Stiamo portando l’Iran al fallimento e io spero che fallisca perche’ io voglio vincere”. Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando alla Casa Bianca. “Abbiamo imposto loro delle sanzioni enormi. Scott Bessent ha fatto un ottimo lavoro. Abbiamo imposto sanzioni che nessuno ha mai visto prima. Stanno fallendo. La loro valuta non vale niente. L’inflazione e’ probabilmente al 150%, il dato reale e’ il 150%”, ha aggiunto.
Gli Stati Uniti avevano informato l’Iran domenica dell’imminente operazione per sbloccare il passaggio nello stretto di Hormuz e avvertito di non interferire. Lo ha raccontato il sito Axios, citando fonti dell’amministrazione Trump. Il fatto di aver mandato un messaggio diretto al regime degli ayatollah lascerebbe pensare che la Casa Bianca volesse scongiurare il rischio di un’escalation, ha sottolineato Axios. Ma questo non ha impedito a Teheran di lanciare colpi di avvertimento contro la marina Usa e missili e droni su obbiettivi negli Emirati Arabi Uniti.
L’IRAN “era a due settimane dall’avere un’arma nucleare”, e se ci fosse riuscito, “forse non saremmo tutti qui in questo momento”. Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump, parlando dallo Studio Ovale. “Il Medio Oriente sarebbe sparito, Israele sarebbe sparito – ha proseguito – E avrebbero puntato prima sull’Europa e poi su di noi. Perché sono persone malate”.
Alcuni funzionari statunitensi e israeliani ritengono che il presidente Donald Trump potrebbe dare ordine di riprendere la guerra questa settimana se dovesse continuare lo stallo diplomatico con Teheran. Lo riferisce Axios.
Donald Trump ha definito quella in corso con l’IRAN una “scaramuccia”, perché gli iraniani “non hanno mai avuto una possibilità e lo sanno, me lo dicono anche quando parliamo con loro”. Parlando dallo Studio Ovale, il presidente americano si è rivolto a un gruppo di bambini: “Non possiamo permettere all’IRAN di avere un’arma nucleare. Forse siete troppo giovani per questo, ma probabilmente ne capite più di tutti. Non possiamo permettere a un gruppo di lunatici di avere un’arma nucleare”.
L’Iran ha messo in guardia i paesi confinanti del Golfo Persico dalle conseguenze di avere affidato la loro la sicurezza agli Stati Uniti. “La presenza militare americana nella regione e’ l’unica fonte di insicurezza e mette in pericolo i paesi che ospitano le basi”, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, a Press tv. Baqaei ha esortato i governi della regione “a dare priorita’ al dialogo costruttivo e ai meccanismi di sicurezza cooperativa”. La Repubblica Islamica, ha assicurato, “non nutre alcuna ostilita’ nei confronti dei paesi arabi del Golfo Persico ed e’ impegnata a stabilire relazioni rispettose basate su interessi reciproci, sovranita’ nazionale e benefici condivisi”.
Gli Emirati Arabi Uniti stanno “rispondendo attivamente” a una ondata di missili balistici, missili da crociera e droni in arrivo da Teheran. Lo ha reso noto il ministero della Difesa emiratino, confermando che i rumori uditi in tutto il Paese provenivano dai sistemi di difesa aerea in azione.
La nuova missione degli Stati Uniti per aiutare le navi commerciali ad uscire dallo stretto di Hormuz è “un regalo al mondo”. Lo ha detto il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, riferendosi alle navi rimaste bloccate dopo che l’IRAN ha chiuso lo stretto in risposta all’avvio della guerra da parte di Stati Uniti e Israele. “Come un regalo diretto dagli Stati Uniti al mondo, abbiamo istituito una potente cupola a stelle e strisce sullo stretto”, ha affermato oggi al Pentagono, dicendo che centinaia di navi di tutto il mondo sono in fila per transitare nello stretto e che le forze militari americane sono in contatto con loro.
Seul valuta se affiancare Washington nello scortare il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz, snodo chiave per l’energia globale e oggi al centro delle tensioni legate alla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. In una nota diffusa martedi’, il ministero degli Esteri sudcoreano ha chiarito che il governo “ritiene che la sicurezza e la liberta’ di navigazione nelle rotte marittime internazionali rappresentino un interesse comune di tutte le nazioni e debbano essere tutelate nel rispetto del diritto internazionale”, spiegando di essere al lavoro su una valutazione della proposta americana.
L’eventuale adesione verra’ esaminata tenendo conto “di questo principio, della postura di prontezza militare nella penisola coreana e delle leggi nazionali”, mentre prosegue il coordinamento con Washington nell’ambito di Project Freedom, l’iniziativa lanciata lunedi’ dalle forze statunitensi per garantire il transito sicuro delle navi mercantili attraverso il corridoio marittimo. La posta in gioco e’ alta soprattutto per le economie asiatiche, tra cui la stessa Corea del Sud, fortemente dipendenti dalle importazioni di energia dal Golfo e quindi particolarmente esposte alle restrizioni sul traffico nello stretto.
“Penso sia meglio andare d’accordo con la Cina piuttosto che combatterla. E anche loro la pensano così”. Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump, parlando all’emittente Salem News, a cui ribadito che con Xi Jinping “siamo avversari ma abbiamo un ottimo rapporto”. “Non fatevi ingannare – ha aggiunto Trump – hanno visto cos’è successo in Venezuela. Hanno visto cos’è successo in Iran, perché militarmente l’Iran è essenzialmente finito”.
“Se il popolo iraniano avesse le armi – che non ha perché qualcuno le ha prese – sono convinto che lotterebbe” contro il regime. Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump all’emittente Salem News. “Non si può avere una popolazione disarmata contro gente con gli Ak-47, anche se fossero 250.000 persone – ha proseguito Trump – Sono molto combattuto su questo. Hanno perso 42.000 persone nelle prime due settimane (di proteste, ndr), e non voglio vedere una cosa del genere. Appena avranno le armi, combatteranno al meglio”.
Le autorità iraniane hanno accusato gli Stati Uniti di aver ucciso cinque civili in seguito al loro attacco a due navi mercantili nello Stretto di Hormuz. Lo scrive l’agenzia di stampa Tasnim citando una fonte militare. Secondo la fonte, le navi che trasportavano merci civili erano in viaggio dal porto omanita di Khasab verso la costa iraniana.
Il presidente iraniano, Masoud Pezzekian, e’ estremamente irritato dalle azioni di Ahmad Vahidi, comandante dei Guardiani della rivoluzione islamica iraniani, giudicando gli attacchi missilistici e con droni contro gli Emirati Arabi Uniti azioni “irresponsabili”, compiute senza metterne a conoscenza il governo e senza coordinamento. E’ quanto sostiene Iran International, citando fonti esclusive. Per il capo di Stato e’ “follia” l’approccio scelto dai Pasdaran. Da qui, la ricerca di un incontro con la Guida Suprema Mojtaba Khamenei per chiedergli di fermare i loro attacchi contro i Paesi del Golfo Persico, cogliendo al contrario la possibilita’ diplomatica che a suo dire ancora esiste.
L’agenzia di stampa iraniana Tasnim ha smentito la notizia che una nave legata alla compagnia di navigazione danese Maersk avrebbe attraversato lo Stretto di Hormuz sotto scorta americana. “Le notizie non sono accurate. Nessun sito affidabile di monitoraggio marittimo ha pubblicato una simile informazione e Maersk non ha rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale a conferma del passaggio”, ha affermato Tasnim.
“Queste violazioni della sovranità e del diritto internazionale sono inaccettabili e devono cessare”, ha aggiunto il presidente del Consiglio europeo. Costa ha poi chiesto a Teheran di impegnarsi nei negoziati. “L’Iran deve impegnarsi nei negoziati per garantire che il cessate il fuoco in Medio oriente tenga”, ha scritto. “L’Ue continuerà a lavorare con i nostri partner per la de-escalation, la riapertura dello Stretto di Hormuz e una soluzione diplomatica duratura per la sicurezza regionale”, ha concluso.
ìGli Stati Uniti e il Bahrein hanno consegnato ai membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite una bozza di risoluzione riguardante la riapertura dello Stretto di Hormuz con la revoca del blocco iraniano. La versione definitiva dovrebbe essere presentata l’8 maggio, ma nel frattempo nella bozza i due Paesi hanno scritto che le azioni dell’IRAN costituiscono una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali.
Il testo afferma che gli altri Paesi membri delle Nazioni Unite non aiuteranno l’IRAN nel blocco dello Stretto, né a riscuotere tasse definite “illegali”. In precedenza l’ambasciatore americano presso l’Onu, Mike Waltz, aveva detto ai giornalisti che gli Stati Uniti stavano lavorando alla bozza insieme al Bahrein, con il contributo di Kuwait, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita. Nelle scorse settimane Cina e Russia, membri permanenti del Consiglio di sicurezza, avevano bloccato una risoluzione sostenuta dafgli Usa per forzare il blocco di Hormuz.
L’esercito iraniano ha accusato gli Stati Uniti di essere responsabili della morte di cinque civili in un attacco a due navi mercantili al largo delle coste dell’Oman. Una fonte militare iraniana, citata dall’agenzia di stampa statale Tasnim, ha spiegato che “a seguito della falsa affermazione dell’esercito statunitense” sulla distruzione di motoscafi iraniani, sono state condotte indagini con fonti locali e si è concluso che nessuna nave da guerra del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) è stata colpita. La stessa fonte ha affermato che due piccole navi mercantili con a bordo civili, in navigazione da Khasab, sulla costa dell’Oman, verso la costa iraniana, sono state attaccate dagli Stati Uniti, provocando cinque morti, che secondo l’agenzia di stampa sarebbero civili e non militari.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha fatto una battuta sulle polemiche legate alla durata del conflitto con l’Iran, cominciato più di nove settimane fa, il 28 febbraio. “Siamo in una guerra ora, da quando? Sei settimane? E ci dicono: ‘Perché dura così tanto?’. Siamo stati in Vietnam diciannove anni”, ha ricordato durante un incontro alla Casa Bianca con le piccole imprese.
Il presidente statunitense Donald Trump ha detto che non gli piace affatto la guerra all’Iran. In un intervento alla Casa Bianca, ha dichiarato: “Hanno fatto un sondaggio sulla guerra con l’Iran ed è venuto fuori che piace solo al 32 per cento della gente. Beh, a me non piace. La guerra non mi piace per niente”, ha assicurato incontrando piccole imprese alla Casa Bianca.
Gli Stati Uniti hanno lanciato un’allerta ai cittadini americani che si trovano negli Emirati Arabi Uniti, invitandoli a “stare al riparo da potenziali minacce aeree”. Lo riporta il sito dell’ambasciata Usa e del consolato nel paese del Golfo. L’avviso per chi deve andare negli Emirati resta a livello 3: “Riconsiderare il viaggio”.
Ali Akbar Ahmadian, rappresentante della guida suprema Mojtaba Khameni nel consiglio di Difesa iraniano, ha messo in guardia gli Stati Uniti sulle conseguenze dell’operazione per riaprire nello stretto di Hormuz. “La Repubblica Islamica dell’Iran è un santuario sacro e la sua sicurezza è un principio non negoziabile. Quei ‘pirati americani’ che hanno preso in ostaggio la sicurezza marittima ed energetica globale devono sapere che complesse operazioni asimmetriche e ibride sul campo sposteranno l’equilibrio in modo tale da far lievitare il costo delle loro decisioni oltre la loro soglia di tolleranza“, ha scritto in una nota diffusa da Press tv.
Il portavoce dell’Onu ha dichiarato che il segretario generale Antonio Guterres “vuole vedere il ritiro delle forze israeliane” da Gaza e i palestinesi “riacquistare una qualche forma di controllo sulla propria vita”. “Vogliamo inoltre vedere la rimozione immediata di tutte le restrizioni sui beni umanitari che continuano a essere imposte”, ha aggiunto Stephane Dujarric, rispondendo alle domande dei giornalisti. Le forze israeliane, al momento, risultano avere ancora il controllo di oltre il cinquanta per cento di Gaza.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha criticato le operazioni militari statunitensi nello stretto di Hormuz dove la Casa Bianca ha mobilitato le forze americane per consentire il passaggio di alcune navi mercantili. “Questa situazione dimostra che non ci sono soluzioni militari a una crisi politica“, ha affermato.
Il ministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi, ha invitato gli Stati Uniti a continuare a perseguire la strada della diplomazia. “Gli eventi a Hormuz chiariscono che non esiste una soluzione militare a una crisi politica”, ha scritto su X. “Poiché i colloqui stanno facendo progressi grazie allo sforzo gentile del Pakistan, gli Stati Uniti dovrebbero guardarsi dall’essere trascinati di nuovo in un pantano da malintenzionati”, ha ammonito. E “lo stesso dovrebbe fare gli Emirati Arabi Uniti”, ha aggiunto. ‘Project Freedom’ – Progetto libertà – come il presidente americano Donald Trump ha ribattezzato l’operazione far riprendere la navigzione nel Golfo, è in realtà una “operazione stallo”, ha assicurato.

