Nuova notte di attacchi con droni nella guerra tra Russia e Ucraina. Mosca accusa Kiev di aver lanciato un massiccio raid contro il territorio russo, con oltre cento velivoli senza pilota intercettati nella regione di Nižnij Novgorod, a est di Mosca. A riferirlo è stato il governatore regionale Gleb Nikitin, secondo cui l’attacco sarebbe iniziato durante la notte e sarebbe proseguito nelle prime ore del mattino. “Oltre cento droni sono stati distrutti”, ha dichiarato in una nota.
Secondo le prime informazioni diffuse dalle autorità russe, non ci sarebbero vittime. Un impianto industriale nel distretto di Kstovo avrebbe tuttavia riportato “danni significativi”. Al momento non sono stati forniti dettagli sulla natura dello stabilimento né sull’entità dei danni.
Sul fronte opposto, Kiev sostiene di aver colpito un’importante raffineria di petrolio in territorio russo. Le forze di difesa aerea di Kiev dichiarano di aver neutralizzato 371 dei 433 droni lanciati dalle truppe di Mosca a partire dalla sera del 31 ottobre. Tra i velivoli impiegati nell’operazione figuravano anche 64 droni Shahed con motore a reazione. A riferirlo è l’agenzia Ukrinform, che cita un bollettino diffuso dall’aeronautica militare ucraina attraverso Telegram. Nonostante l’elevato numero di velivoli intercettati, sono stati registrati impatti in 16 località del Paese. I detriti dei droni abbattuti sono invece caduti in altri 14 punti del territorio ucraino.
Zelensky chiede nuovi missili per la difesa aerea
Intanto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky cerca di rafforzare le capacità difensive del Paese. Durante una conversazione con i media ucraini a Istanbul, ha annunciato l’intenzione di chiedere ai partner internazionali la fornitura temporanea di un quantitativo compreso tra 10 e 30 missili intercettori per ciascun Paese disponibile a contribuire. L’obiettivo è ottenere tra le forniture degli alleati i missili necessari nell’attesa dell’arrivo di un pacchetto statunitense da 500 missili PAC-3, che Kiev conta di restituire successivamente ai partner.
Zelensky ha spiegato che le consegne americane stanno subendo ritardi legati ai tempi di produzione e alla disponibilità degli Stati Uniti a condividere le proprie scorte. Una situazione che, secondo il presidente ucraino, non consente di garantire una protezione adeguata alla popolazione. Una parte consistente delle forniture di difesa aerea, ha inoltre osservato, è attualmente destinata al Medio Oriente.
Il possibile incontro tra Trump e Putin in Cina
Sul piano diplomatico si guarda intanto alla possibilità di un nuovo incontro tra Donald Trump e Vladimir Putin. I due presidenti potrebbero incontrarsi in occasione del vertice Apec, in programma in Cina.
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