Il Campidoglio rinnova per un altro anno le restrizioni alla circolazione dei veicoli più inquinanti nella Fascia Verde di Roma. Con l’ordinanza numero 144 del 29 ottobre, il Comune conferma le misure già in vigore nel 2025 e proroga il provvedimento dal 1° novembre 2026 al 31 ottobre 2027.
Il divieto scatterà dal lunedì al sabato, dalle 00 alle 24, con esclusione dei giorni festivi infrasettimanali. Poiché il 1° novembre cade di domenica ed è festivo, la prima giornata effettiva di stop sarà lunedì 2 novembre 2026.
Quali veicoli non possono circolare nella Fascia Verde
Il provvedimento riguarda diverse categorie di mezzi, individuate in base alla classe ambientale riportata sulla carta di circolazione.
Per le auto a benzina, Gpl e metano, il divieto interessa i veicoli Pre-Euro 1, Euro 1 ed Euro 2. Per le auto diesel, comprese quelle dual-fuel e mixed-fuel, le limitazioni si applicano alle classi Pre-Euro 1, Euro 1, Euro 2 ed Euro 3.
Le restrizioni coinvolgono anche ciclomotori e motoveicoli a benzina e a gasolio appartenenti alle categorie Pre-Euro 1 ed Euro 1.
Restano invece esclusi dal divieto i diesel Euro 4 ed Euro 5, nonostante il piano originario del 2022 prevedesse di introdurre limitazioni anche per queste categorie.
L’ordinanza riserva inoltre un trattamento specifico ai diesel a tre e quattro ruote di classe Euro 2. Per questi mezzi il Comune non applica il divieto, considerando che rappresentano circa il 45% del parco veicoli interessato e ritenendo opportuno concedere ai proprietari più tempo per adeguarsi.
Dove si applicano le restrizioni: i confini della Fascia Verde
Il divieto interessa le strade comprese all’interno del perimetro della Fascia Verde. Le arterie che delimitano l’area, invece, restano escluse dalle restrizioni e consentono quindi il transito anche ai veicoli soggetti al provvedimento.
Tra le principali strade perimetrali figurano la circonvallazione Aurelia, via della Pineta Sacchetti, via Trionfale, la Cassia, la Flaminia e la Salaria. Il tracciato comprende anche via dei Prati Fiscali, viale Jonio, viale Kant, la Tiburtina, viale Togliatti, la Tuscolana e l’Appia Nuova.
Completano il perimetro l’Ardeatina, la Laurentina, la Colombo, viale Newton, viale dei Colli Portuensi, il Grande raccordo anulare e l’A91 per Fiumicino.
Per chi deve spostarsi in città, conoscere i confini dell’area diventa quindi essenziale per evitare di attraversare zone soggette alle limitazioni.
Le deroghe: chi può circolare anche con i veicoli più inquinanti
L’ordinanza prevede sette categorie di deroghe, che consentono a determinati veicoli di circolare nonostante le restrizioni.
La prima riguarda i mezzi muniti di contrassegno per persone con disabilità. Sono inoltre esentati i veicoli delle forze di polizia e quelli impiegati per la sicurezza e le emergenze, compresi i mezzi di soccorso stradale.
Le deroghe interessano anche il trasporto pubblico di linea soggetto a obblighi di servizio, i veicoli destinati alla raccolta dei rifiuti urbani e alla tutela igienico-ambientale, quelli utilizzati per gli interventi urgenti sul verde e per la protezione civile. Rientrano nella stessa categoria i mezzi impiegati per interventi manutentivi urgenti per conto del Comune.
Il provvedimento esclude inoltre i veicoli con targhe C.D., S.C.V. e C.V.. Possono circolare anche le auto alimentate a Gpl o metano immatricolate, oppure dotate di carta di circolazione aggiornata dopo la trasformazione, prima del 1° novembre 2024.
L’ultima deroga riguarda i veicoli storici e da collezione, oltre ai ciclomotori con più di trent’anni che dispongono del certificato di rilevanza storica.
Smog e limiti europei, perché Roma conferma lo stop
Alla base della decisione del Campidoglio ci sono le criticità legate alla qualità dell’aria e al rispetto dei limiti europei sugli inquinanti atmosferici. L’ordinanza richiama la procedura d’infrazione europea contro l’Italia per il superamento dei valori limite di PM10 e biossido di azoto. Nel 2020 e nel 2022, la Corte di giustizia dell’Unione europea ha condannato il Paese per violazioni legate all’inquinamento atmosferico.
A Roma, nel corso degli anni, le concentrazioni di quasi tutti gli inquinanti hanno registrato una diminuzione. Il quadro, tuttavia, non è ancora risolto: nel 2024 il biossido di azoto ha superato nuovamente il valore limite annuale.
Per questo motivo, il traffico continua a essere uno dei principali obiettivi delle politiche comunali per migliorare la qualità dell’aria. La riduzione delle emissioni dei veicoli più vecchi rappresenta una delle misure attraverso cui l’amministrazione punta a contenere l’inquinamento.
Il Comune ha inoltre individuato misure compensative, tra cui la limitazione del funzionamento degli impianti termici, per bilanciare l’impatto socio-economico delle restrizioni e accompagnare gli interventi sulla mobilità.
Controlli della Polizia Locale e possibili misure emergenziali
L’applicazione dell’ordinanza spetterà alla Polizia Locale di Roma Capitale e agli altri organi di polizia e vigilanza dello Stato.
Le premesse del provvedimento precisano che il sistema di controllo elettronico degli accessi e la relativa segnaletica sono ancora in fase di completamento. L’effettiva operatività di questi strumenti resta quindi un elemento da monitorare.
Alle restrizioni ordinarie si aggiungono le misure previste per le giornate caratterizzate da un peggioramento della qualità dell’aria. Durante i periodi di forte inquinamento invernale, infatti, potranno scattare gli interventi emergenziali stabiliti dal Piano di intervento operativo.
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