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Hormuz, Teheran non molla: “Lo Stretto sotto controllo Usa? Pura fantasia”. Ma la briscola è iraniana

Teheran respinge le rivendicazioni americane e assicura di essere pronta a contrastare qualsiasi aggressione

Hormuz, Teheran non molla: “Lo Stretto sotto controllo Usa? Pura fantasia”. Ma la briscola è iraniana

Hormuz, i Pasdaran sfidano Trump: “Lo Stretto sotto controllo Usa? Pura fantasia”

“Le dichiarazioni di Trump sullo Stretto di Hormuz sono talmente infondate, irrealistiche e frutto della fantasia da essere inaccettabili sulla scena internazionale”. I Pasdaran rispondono così al presidente americano, riaccendendo lo scontro sul passaggio strategico del Golfo Persico. Il portavoce dei Guardiani della Rivoluzione, Hossein Mohebi, sostiene che le armi americane si trovino ad almeno 400 chilometri dallo Stretto e definisce quindi “ridicola e inaccettabile” qualsiasi pretesa di controllo o proprietà da parte di Washington. L’Iran, ha aggiunto, è “pronto al 100% a contrastare qualsiasi aggressione”. Dal canto suo Donald Trump insiste: “L’Iran sta completamente collassando”, ha scritto il presidente americano su Truth, proprio mentre a Washington il segretario al Tesoro Scott Bessent si prepara ad annunciare quello che la Casa Bianca presenta come il “D-Day economico” contro Teheran, una nuova offensiva finanziaria destinata ad ampliare la pressione delle sanzioni.

Il fronte economico è infatti diventato una delle armi principali della partita. Secondo le indiscrezioni, Bessent dovrebbe annunciare un’estensione delle sanzioni secondarie contro Paesi ed entità che continuano a commerciare con l’Iran. Intanto la valuta iraniana continua a perdere terreno, mentre il governo di Teheran ammette le difficoltà economiche ma respinge l’immagine di un Paese vicino al collasso.

Sul terreno di Hormuz, intanto, l’Iran passa dalle parole ai fatti. La cosiddetta Autorità dello Stretto del Golfo Persico ha inserito 46 navi in una lista nera di imbarcazioni accusate di aver violato le disposizioni iraniane sul transito. Per queste navi Teheran minaccia possibili “restrizioni nei futuri transiti”, comprese multe, fermo o confisca. Nella lista figurano petroliere, metaniere e navi per il trasporto di prodotti petroliferi, comprese alcune imbarcazioni legate ad aziende degli Emirati Arabi Uniti e dell’Arabia Saudita. Di contro, il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha replicato a Trump con una provocazione dal titolo “Make America Hungry Again”, rovesciando lo slogan del presidente americano. Il messaggio è diretto: “Non potete nascondere le sconfitte con affermazioni false”.

Trump aveva infatti rilanciato sui social le parole attribuite allo stesso Ghalibaf sulla difficoltà dell’Iran di fronte alla crisi economica. Per Teheran, però, gli Stati Uniti non sono nella posizione di rivendicare una vittoria. È un braccio di ferro nel quale entrambi sostengono di avere il punto decisivo. Ma finché Hormuz resta nelle mani di Teheran, la briscola, almeno per l’Iran, è ancora quella.

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