La situazione a Hormuz si fa sempre più complicata, la decisione degli Stati Uniti di bloccare le navi che transitano dallo stretto e costringere chi non è gradito a fare marcia indietro, fa salire ulteriormente la tensione con l’Iran, che a sua volta è tornata a minacciare Trump. “Queste vostre navi saranno affondate dai nostri primi missili e rappresentano un grave pericolo per le forze armate statunitensi. Possono essere facilmente colpite dai nostri missili e noi possiamo distruggerle”, ha dichiarato il consigliere di Mojtaba Khamenei. Ma adesso si muove anche l’Europa, domani a Parigi è in programma un vertice a quattro per discutere di una spedizione nello stretto di Hormuz. Ci saranno sicuramente il padrone di casa Macron e Starmer, ma con loro anche Meloni e Merz. Quindi anche l’Italia siederà al tavolo, manca solo l’ufficialità che dovrebbe arrivare in giornata, la presenza della premier italiana è legata infatti a quella del cancelliere tedesco. Solo se Merz confermerà la sua presenza, infatti, Meloni volerà in presenza a Parigi.
Il piano iniziale prevede l’individuazione e il disinnesco delle migliaia di mine disseminate nei pressi dello stretto di Hormuz, ma la missione potrebbe anche spingersi oltre. L’Europa potrebbe anche decidere di occuparsi della sicurezza di Hormuz, ma questa questione è molto delicata, visto che ci sarebbe da accordarsi con gli Stati Uniti. Tutto naturalmente è ancora in movimento. Il nuovo attacco che Trump ha riservato a Meloni rende la questione ancora più delicata, uno strappo definitivo con gli Usa avrebbe conseguenze. Dopo sedici mesi di intesa piena con la Casa Bianca, ora per il governo italiano potrebbe rendersi necessario un piano B.

