Lo strappo tra Meloni e Trump ormai è evidente, l’attacco del presidente americano nei confronti della premier italiano è stato diretto e ribadito in due interviste diverse, quindi da parte del tycoon non c’è stato nessun ripensamento. Stesso discorso nei confronti del Papa, scontro aperto anche col Vaticano. Ma adesso, per il governo italiano, sarà importante tentare un riavvicinamento con la Casa Bianca, pur mantenendo salda la posizione a fianco del Papa e contro la guerra in Iran. Antonio Tajani, ministro degli Esteri e vicepremier spiega i prossimi passi che farà l’esecutivo. Con freddezza e convinzione, ripeteremo ai nostri amici americani – dice il leader di Forza Italia a Il Corriere della Sera – quello che molti negli Usa sanno già perfettamente: l’Italia è e vuole rimanere un partner degli Usa. Strategico. Perché è nostro interesse politico, economico, culturale, sociale, rimanere saldamente uniti”.
Poi aggiunge: “Come l’Italia e l’Europa hanno bisogno degli Usa, così l’America ha bisogno dell’Italia e dell’Europa. Senza unità dell’Occidente , culla della democrazia e delle libertà, c’è il rischio concreto che prevalgano le autocrazie. Non ho avuto ancora contatti con il segretario di Stato Marco Rubio. Il nostro impegno ora – prosegue Tajani a Il Corriere – sarà di spiegare con calma le nostre ragioni, i nostri interessi, il contesto in cui vive l’Italia: la sua economia e le sue relazioni politiche e di sicurezza nel Mediterraneo. E forse chiederemo anche come è possibile attaccare con tale intensità un leader religioso e morale come Papa Leone e credere che non possa esserci nessuna condanna da un governo amico. Il Papa guida la Chiesa da Roma: il cuore della cristianità è anche la capitale dell’Italia, nazione profondamente cattolica”.

