Non era mai accaduto prima. L’ultimo sondaggio del 25 luglio realizzato in Germania dall’istituto Infratest dimap segnala per la prima volta nella storia che i Verdi hanno raggiunto i cristiano-democratici della Cancelliera Angela Merkel. I GRÜNE e la CDU/CSU sono infatti appaiati al 26%. Altro dato clamoroso è il tracollo al minimo storico del 13% dei socialdemocratici dell’SPD, quasi raggiunti dalla destra dell’Afd (12%). I liberali della FDP sono al 9% mentre l’estrema sinistra della LINKE all’8%. Al momento, quindi, la coalizione che governa a Berlino raggiunge appena il 39% e, in caso di elezioni politiche, non avrebbe più i numeri per governare. Al contrario, in linea teorica esiste una maggioranza di sinistra Verdi-SPD-DIE LINKE.
Alla base del terremoto politico ci sono soprattutto le difficoltà dell’economia tedesca. L’ultimo dato segnala che a luglio l’indice del clima delle imprese elaborato dall’Istituto per la ricerca economica presso l’Università di Monaco di Baviera (Ifo) ha perso 1,8 punti per attestarsi a quota 95,7, il minimo dall’aprile del 2013. Il risultato è peggiore delle previsioni, che davano il declino a quota 97,1. “L’economia tedesca è in acque difficili”, ha commentato il presidente dell’Ifo, Clemens Fuest. A generare scetticismo, quando non pessimismo, tra gli imprenditori tedeschi sono soprattutto la Brexit e le politiche protezioniste adottate dagli Stati Uniti. “Di conseguenza, le speranze di una ripresa dell’economia in Germania stanno svanendo”, sottolinea il quotidiano economico-finanziario “Handelsblatt”.
Politicamente la Grande Coalizione è molto debole dopo la spaccatura sulla votazione di Ursula von der Leyen alla guida della Commissione europea. Una parte della base dei socialdemocratici spinge per lasciare il governo e per tornare al voto. Anche la situazione dei migranti crea non poche tensioni, in particolare tra la CSU bavarese e la SPD. Intanto a Berlino si moltiplicano i rumor su una crisi di governo e su elezioni anticipate all’inizio del 2020.

