Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Esteri » Il Cairo, Xi Jinping corteggia al-Sisi, oggi arriva Tajani: ecco perché tutti si contendono l’alleato più prezioso del Medio Oriente

Il Cairo, Xi Jinping corteggia al-Sisi, oggi arriva Tajani: ecco perché tutti si contendono l’alleato più prezioso del Medio Oriente

Il presidente cinese ha appena concluso la prima visita in Egitto in dieci anni, tra accordi economici e persino esercitazioni militari congiunte

Il Cairo, Xi Jinping corteggia al-Sisi, oggi arriva Tajani: ecco perché tutti si contendono l’alleato più prezioso del Medio Oriente

Xi Jinping al Cairo, oggi tocca a Tajani: perché Cina e Stati Uniti si contendono l’Egitto, snodo di sicurezza e commercio in Medio Oriente

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani arriva oggi al Cairo, un giorno dopo la partenza del presidente cinese Xi Jinping, che ha appena concluso la sua prima visita in Egitto in dieci anni. Un tempismo che non passa inosservato: da un lato l’alleato storico di Washington, dall’altro la potenza che più di tutte si propone come alternativa all’Occidente. Xi è stato accolto in aeroporto dallo stesso al-Sisi, con cerimonia e guardia d’onore. Nei colloqui ha parlato di Cina ed Egitto come “fratelli uniti” da una storia comune di lotta all’imperialismo, ed ha esortato le “grandi potenze al di fuori della regione” – riferimento neanche troppo velato a Washington – ad “abbandonare i doppi standard” e rispettare la sovranità dei Paesi mediorientali. Il Cairo ha risposto sulla stessa linea.

L’Egitto resta il partner privilegiato degli Stati Uniti sul fronte sicurezza, con oltre 1,3 miliardi di dollari di aiuti militari l’anno. Ma il riavvicinamento con Pechino è ormai strutturale: interscambio commerciale cresciuto del 60% in dieci anni, oltre 20 miliardi di dollari lo scorso anno; aziende cinesi coinvolte nella nuova capitale amministrativa e in una linea di metropolitana leggera; case automobilistiche cinesi pronte ad assemblare in loco. Durante la visita sono stati firmati nuovi accordi su intelligenza artificiale, commercio e catene di approvvigionamento.

Il capitolo militare

Il capitolo più delicato è quello militare: il mese scorso Cina ed Egitto hanno condotto la seconda edizione di un’esercitazione aerea congiunta, con i caccia cinesi J-16 messi a confronto con i Rafale francesi in dotazione egiziana – un’occasione più unica che rara per Pechino di studiare da vicino equipaggiamenti occidentali. Gli Stati Uniti restano comunque il primo fornitore di sicurezza del Cairo, e secondo gli analisti è ancora presto per parlare di sorpasso cinese. “Non si possono mettere tutte le uova nello stesso paniere”, ha detto al New York Times Ding Long, dell’Università di Studi Internazionali di Shanghai, spiegando la strategia di diversificazione egiziana. È in questo scenario, con Pechino che ha appena alzato la posta, che si inserisce la missione del titolare della Farnesina.

Tajani incontrerà il presidente al-Sisi e il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty, con cui presiederà la Commissione congiunta italo-egiziana, e parteciperà al Business Forum Italia-Egitto, che riunirà oltre cento aziende italiane e circa 600 partecipanti per rafforzare interscambio e investimenti. Al suo fianco anche i ministri Gilberto Pichetto Fratin (Ambiente) e Marina Calderone (Lavoro). Sul tavolo, oltre ai dossier economici, la situazione a Gaza e il ruolo di mediazione dell’Egitto, la stabilità di Libano e Libia, la crisi in Sudan, la sicurezza delle rotte marittime tra Hormuz e Mar Rosso, e la collaborazione su migrazione e contrasto al traffico di esseri umani. Un’agenda fitta, che arriva a poche ore dalla partenza di Xi: un modo, anche implicito, per l’Occidente di ribadire la propria presenza in una partita di influenza che l’Egitto sta giocando, con crescente disinvoltura, su più tavoli contemporaneamente.

LEGGI LE NEWS DI ESTERI