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Dopo la firma a Ginevra dell'accordo sul nucleare iraniano il prezzo del petrolio sulle Borse asiatiche ha subito un forte calo: in apertura il Brent ha fatto registrare un ribasso del 2,26% e il Light Sweet Crude dell'1%, rispettivamente a 108,54 e 93,95 dollari al barile. Secondo gli analisti il prezzo attuale al barile ha una componente valutata fra i cinque e i dieci dollari dovuta alla situazione di instabilità geopolitica legata al dossier nucleare iraniano.

L'ACCORDO - E' stato raggiunto a Ginevra l'accordo sul nucleare iraniano tra le potenze mondiali del gruppo 5+1 (Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania) e il governo di Teheran. Il ministro degli Esteri e capo negoziatore per il nucleare iraniano Mohammad-Javad Zarif e' stato tra i primi a dare l'annuncio via Twitter, cosi' come il capo della diplomazia Ue Catherine Ashton, tramite il suo portavoce Michael Mann. Si tratta di un primo passo storico: un'intesa limitata a 6 mesi di tempo che prevede un alleggerimento delle sanzioni internazionali in cambio della sospensione della parte piu' controversa del programma iraniano, quella volta a costruire armi nucleari.

Nei 6 mesi definiti dall'accordo proseguiranno i colloqui e soprattutto i controlli da parte degli ispettori internazionali con l'obiettivo di arrivare ad una soluzione definitiva che ponga fine ad un decennio di scontri. In base al comunicato diffuso dalla Casa Bianca, l'accordo di quattro pagine prevede che l'arricchimento dell'uranio da parte dell'Iran non superi il 5%. Tutto l'uranio arricchito dall'Iran al 20% dovra' venire diluito per allontanarsi dalla soglia prossima allo status di arma nucleare. L'alleggerimento delle sanzioni commerciali e' stato quantificato in meno di 7 miliardi di dollari mentre secondo quanto scrive l'agenzia iraniana Isna, il governo di Teheran potra' anche accedere all'equivalente di 4,2 miliardi di dollari che si trovano in fondi esteri congelati dalle sanzioni e che sono proventi della vendita di greggio.

 

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Dopo la firma a Ginevra dell'accordo sul nucleare iraniano il prezzo del petrolio sulle Borse asiatiche ha subito un forte calo: in apertura il Brent ha fatto registrare un ribasso del 2,26% e il Light Sweet Crude dell'1%, rispettivamente a 108,54 e 93,95 dollari al barile. Secondo gli analisti il prezzo attuale al barile ha una componente valutata fra i cinque e i dieci dollari dovuta alla situazione di instabilità geopolitica legata al dossier nucleare iraniano.

L'ACCORDO - E' stato raggiunto a Ginevra l'accordo sul nucleare iraniano tra le potenze mondiali del gruppo 5+1 (Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania) e il governo di Teheran. Il ministro degli Esteri e capo negoziatore per il nucleare iraniano Mohammad-Javad Zarif e' stato tra i primi a dare l'annuncio via Twitter, cosi' come il capo della diplomazia Ue Catherine Ashton, tramite il suo portavoce Michael Mann. Si tratta di un primo passo storico: un'intesa limitata a 6 mesi di tempo che prevede un alleggerimento delle sanzioni internazionali in cambio della sospensione della parte piu' controversa del programma iraniano, quella volta a costruire armi nucleari.

Nei 6 mesi definiti dall'accordo proseguiranno i colloqui e soprattutto i controlli da parte degli ispettori internazionali con l'obiettivo di arrivare ad una soluzione definitiva che ponga fine ad un decennio di scontri. In base al comunicato diffuso dalla Casa Bianca, l'accordo di quattro pagine prevede che l'arricchimento dell'uranio da parte dell'Iran non superi il 5%. Tutto l'uranio arricchito dall'Iran al 20% dovra' venire diluito per allontanarsi dalla soglia prossima allo status di arma nucleare. L'alleggerimento delle sanzioni commerciali e' stato quantificato in meno di 7 miliardi di dollari mentre secondo quanto scrive l'agenzia iraniana Isna, il governo di Teheran potra' anche accedere all'equivalente di 4,2 miliardi di dollari che si trovano in fondi esteri congelati dalle sanzioni e che sono proventi della vendita di greggio.

 

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