Punti chiave
- Iran, Usa: "Nessun nostro aereo danneggiato"
- Iran, Houthi: "Usa e Riad contro Umma per creare 'Grande Israele'"
- Iran, Pasdaran: "Drone nemico abbattuto su porto Imam Khomeini"
- Iran, Pasdaran rivendicano attacco a base Usa in Kuwait
- Iran, Baghdad: "Nessuna prova lancio raid da nostro territorio"
- I Pasdaran avvertono: dura risposta contro i Paesi che aiutano gli Usa ad attaccarci
- Il ministro della Difesa saudita ha incontrato Trump
- Usa, lanciati raid in Iran in risposta ai loro tentati attacchi contro le nostre forze
- Presentato a Trump un piano in due settimane per intensificare gli attacchi all'Iran
Le Forze armate statunitensi affermano che nessun aereo statunitense e’ stato distrutto o danneggiato nei recenti attacchi iraniani, negando un’affermazione dei Pasdaran secondo cui tre aerei F-35 statunitensi e altri tre aerei sarebbero stati distrutti. In una dichiarazione, il Comando Centrale degli Stati Uniti afferma anche che la nave commerciale M/T Nora non ha sfondato il blocco americano dei porti iraniani, negando un’affermazione che sostiene sia stata fatta dai media statali iraniani.
Gli Houthi hanno condannato gli attacchi “traditori” di Stati Uniti e Arabia Saudita sulle milizie filo-iraniane in Iraq e accusato i due governi di lavorare a un ‘Grande Israele’. “Esprimiamo la nostra solidarieta’ al popolo iracheno, alle forze di sicurezza e alle famiglie dei martiri iracheni”, ha dichiarato il leader Sayyed Abdulmalik Badr al-Din al-Houthi, a quanto riporta l’agenzia iraniana Tasnim. “I nemici prendono di mira la comunita’ islamica (Umma) per perseguire progetti sotto i titoli di ‘trasformazione del Medio Oriente’ e ‘creazione del Grande Israele’”, ha proseguito, e “molti regimi si sono incamminati sulla strada del servilismo verso il sionismo”.
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno riferito di aver abbattuto un drone nemico sopra la citta’ portuale di Bandar Imam Khomeini. Lo riporta l’agenzia Tasnim.
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno rivendicato l’attacco alla base militare statunitense di al-Salem avvenuto stamane in Kuwait. Lo riporta l’agenzia Tasnim, secondo la quale sono stati colpiti e distrutti due hangar per droni e una cisterna di carburante per velivoli.
Il portavoce dell’esercito iracheno, Sabah al-Numan, ha dichiarato all’Ina, l’agenzia di stampa statale di Baghdad, che non c’e’ alcuna prova che i recenti attacchi nella regione del Golfo diretti dai pasdaran iraniani siano stati lanciati dal territorio del Paese. “Il governo non tollerera’ alcuna azione individuale dall’interno e, allo stesso tempo, non accettera’ alcuna dei confini violazione proveniente dall’esterno “, ha affermato il generale al-Numan. I raid in questione erano stati attribuiti alle Forze di Mobilitazione Popolare, milizia filoiraniana inquadrata nell’esercito iracheno, bersaglio ieri di una rappresaglia di statunitensi e sauditi che ha provocato decine di morti. “La visita del primo ministro e comandante in capo delle Forze Armate, Ali Falih al-Zaidi, al quartier generale delle Forze di Mobilitazione Popolare e il relativo briefing dettagliato ricevuto sugli attacchi contro i membri delle Forze di Mobilitazione Popolare in diversi governatorati confermano che le Forze di Mobilitazione Popolare sono parte integrante del sistema di difesa nazionale”, ha affermato il portavoce, secondo il quale le forze di sicurezza stanno preparando un piano per “prevenire futuri attacchi e preservare la piena sovranita’ dell’Iraq”. Il generale al-Numan ha infine sottolineato che le forze armate sono le sole responsabili della sicurezza dell’Iraq e non permetteranno alcuna presenza armata di attori non statali.
Le guardie della rivoluzione islamica iraniane hanno promesso una “dura risposta” contro gli Stati ritenuti responsabili di avere assistito gli Usa negli attacchi contro l’Iran. “I Paesi che si rendono responsabili di aver aiutato l’aggressore riceveranno una dura risposta se non correggeranno il loro comportamento”, si legge in una dichiarazione dei pasdaran, riporta dall’agenzia Fars. “Ieri sera, due petroliere, istigate da droni americani, hanno tentato di uscire dalla pericolosa rotta meridionale dello Stretto di Hormuz, ma dopo che un grave incendio è divampato in una di esse, entrambe le navi sono tornate rapidamente indietro”, aggiunge il comunicato, senza aggiungere altri dettagli.
Il presidente americano Donald Trump ha incontrato mercoledì il ministro della Difesa saudita, che gli ha consegnato un messaggio del principe alla corona Mohammed bin Salman sulla guerra in Iran e l’escalation nella regione. Lo riporta Axios, citando alcune fonti Usa.
Gli Stati Uniti hanno iniziato gli attacchi contro l’Iran alle 2 del mattino ora italiana. I raid sono una “potente risposta ai tentati attacchi iraniani contro le basi americane in Medio Oriente”. Lo afferma lo Us Centcom.
L’ammiraglio Brad Cooper, capo del Comando centrale (Centcom) americano, ha presentato al presidente Donald Trump la settimana scorsa un piano per 10-14 giorni di intensi attacchi all’Iran per ridurre le sue capacità missilistiche. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali Trump può scegliere fra raid mirati o la campagna porposta da Cooper per rispodenre all’attacco iraniano contro target americani in Giordania. ‘ipotesi di una nuova campagna aerea non piace al Congresso americano, che teme che gli Stati Uniti possano essere trascinati ancora di più nel conflitto. L’idea di Cooper è di andare al di là dei raid di rappresaglia che finora hanno avuto scarso effetto nello Stretto di Hormuz, e passare a una drastica escalation del conflitto. Cooper ha spiegato che un’azione militare efficace ha bisogno di attacchi aerei intensi in grado di neutralizzare in modo significativo la minaccia missilistica iraniana e provare a bloccare lo stallo. Con questo approccio incisivo e su larga scala, gli Stati Uniti avrebbero meno bisogno di munizioni difensive.


