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Iran, riprende il dialogo sul nucleare. Ma Israele non crede alla svolta Rohani

 

 

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E’ “positivo” il clima dei primo approccio negoziale tra l’Iran e il 5+1 (Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Russia, Cina e Germania) a Ginevra, dove e’ cominciata la due giorni di trattative sul dossier nucleare. L’incontro e’ presieduto dall’Alto

rappresentante della politica estera Ue, Catherine Ashton. I colloqui arrivano dopo un’interruzione di sei mesi del negoziato per via del rifiuto di Teheran di bloccare i processi di arricchimento dell’uranio in cambio di un alleggerimento delle sanzioni. Le reazioni del 5+1 alle proposte iraniane sembrano “buone” agli occhi dell’interlocutore, ha riferito il vice ministro degli Esteri della Repubblica islamica, Abbas Araqchi. Si tratta di proposte “informali”, sulle quali, ha aggiunto Araqchi, le parti approfondiranno la discussione nel pomeriggio.

La delegazione iraniana, guidata dal ministro degli Esteri, Mohammad Javad Zarif, si e’ presentata per la prima volta al tavolo con una presentazione Powerpoint in lingua inglese, intitolata “Chiudere una crisi non necessaria e aprire un nuovo orizzonte”, e in due ore e’ mezzo sono state messe sul tavolo quelle proposte sulle quali, secondo una fonte dell’amministrazione americana, “sara’ gradualmente valutato un alleggerimento delle sanzioni, proporzionale a quanto Teheran e’ disposta a dare”. I dettagli delle proposte non sono stati resi noti ma ieri Zarif, che oggi era accompagnato dal medico personale per un mal di schiena che lo attanaglia, aveva anticipato che si tratta di tre punti che, se rispettati, “entro un anno” potrebbero avviare a soluzione la crisi internazionale. Rispetto ai precedenti appuntamenti negoziali, ha detto il portavoce dell’Ue, Michael Mann, l’atmosfera e’ “molto diversa”. “Teheran mostra di volersi impegnare – ha aggiunto – e di voler essere piu’ trasparente. La palla e’ nel loro campo”. Il Dipartimento di Stato usa, Marie Harf, ha fatto sapere che non sono previsti incontri bilaterali tra Teheran e Stati Uniti. Pessimista e’ Israele. Secondo il ministero dell’intelligence, anche solo un “parziale patteggiamento potrebbe portare al fallimento del progetto di smantellamento del nucleare iraniano”. Lo Stato ebraico vorrebbe che Rohani aderisse a quattro condizioni: l’arresto di tutti gli arricchimenti di uranio; la rimozione di tutto l’uranio arricchito dal territorio; la chiusura delle strutture nucleari nel Qom; l’arresto della costruzione di reattori di plutonio.