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Iran, Trump: “Metterò fine rapidamente a questa guerra”. Il doppio piano e la telefonata con Erdogan

Il presidente americano valuta varie ipotesi e prepara i missili Patriot e Tomahawk

Iran, Trump: “Metterò fine rapidamente a questa guerra”. Il doppio piano e la telefonata con Erdogan
President Donald Trump, left, talks to Turkish President Recep Tayyip Erdogan during a formal welcome at the Bestepe Presidential Palace during the NATO summit in Ankara, Turkey, Tuesday, July 7, 2026. (AP Photo/Francisco Seco) Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha promesso di “mettere fine molto rapidamente” alla guerra all’Iran. “Adesso devo solo portare a termine, cosa che farò molto rapidamente, la guerra con l’Iran”, ha promesso parlando in Ohio. “Sono stati duramente sconfitti” ha aggiunto, riferendosi agli iraniani. Ieri intanto il Presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha avuto un colloquio con Trump, durante il quale i due leader hanno discusso della situazione nello stretto di Hormuz e delle incursioni degli Houthi in Arabia Saudita. In base a quanto reso noto dalla presidenza turca Erdogan ha detto a Trump che la Turchia segue con attenzione gli sviluppi nello Stretto di Hormuz e nello Yemen, e che si stanno compiendo sforzi per risolvere la questione attraverso la diplomazia e sostiene i sauditi nel rispetto del patto siglato alla Mecca lo scorso agosto. Erdogan ha inoltre affermato che la Turchia è pronta a sostenere gli sforzi per rilanciare il processo diplomatico tra Ucraina e Russia e per porre fine alla guerra.

Nella regione, dove già sono dispiegate 20 navi a guerra, è atteso un altro gruppo porta-aerei insieme con un’unità di spedizione dei Marine. Si stima che la guerra, al suo ottavo mese, sia costata 47,1 miliardi di dollari a metà ottobre, un conteggio che non include danni causati alle basi statunitensi nella regione. Circa il 60% del budget – 29 miliardi – è stato impiegato per munizioni come i missili Tomahawk e Patriot. Secondo le fonti del Wsj, il presidente Donald Trump non ha ancora deciso se procedere, ma sarebbe propenso a un grande attacco post-elettorale contro le infrastrutture e i siti nucleari iraniani. L’alternativa sarebbe cercare di nuovo di arrivare a un accordo. Ma nonostante gli sforzi diplomatici dei mediatori regionali continuino, ancora non si vedono passi avanti.

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