Donald Trump accusa l’Iran: “Ha deciso di sparare ieri nello stretto di Hormuz, una totale violazione dell’accordo di cessate il fuoco”. Il ministro degli Esteri iraniano Baquei replica: “Il blocco navale non solo è una violazione del cessate il fuoco ma anche illegale e criminale”
“L’Iran ha deciso di sparare ieri nello stretto di Hormuz, una totale violazione dell’accordo di cessate il fuoco. Molti proiettili erano diretti contro una nave francese e una del Regno Uniti. E’ stato carino, no’”. Lo ha scritto Donald Trump nel post su Truth con cui ha reso noto che rappresentanti Usa sono in procinto di recarsi ad Islamabad per i negoziati. Il presidente ha poi detto che le azioni iraniane nello stretto sono controproducenti per Teheran: “ha recentemente annunciato che stanno chiudendo lo stretto, che è una cosa strana perché il nostro blocco lo ha già chiuso. Ci stanno aiutando senza saperlo – ha poi aggiunto – e sono loro quelli che ci perdono chiudendo il passaggio, 500 milioni di dollari al giorno. Gli Stati Uniti non perdono nulla”.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqei, con un post su X ha così replicato alle parole di Donald Trump: “Il cosiddetto blocco degli Stati Uniti dei porti o della costa dell’Iran non solo è una violazione del cessate il fuoco mediato dal Pakistan ma è anche illegale e criminale. Inoltre, infliggendo deliberatamente una punizione collettiva alla popolazione iraniana, il blocco corrisponde ad un crimine di guerra e contro l’umanità”.
Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance guiderà la delegazione statunitense ai colloqui con l’Iran in Pakistan, stando a quanto dichiarato da un funzionario della Casa Bianca. L’aggiornamento arriva poco dopo che il presidente Donald Trump aveva indicato che Vance non avrebbe guidato la missione, a cui parteciperanno anche l’inviato speciale del presidente Steve Witkoff e il genero di Trump, Jared Kushner.

