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Iran, verso il negoziato?

L’attesa era tutta per lui: il president iraniano Hassan Rohani. E il suo intervento alla prima giornata del General Debate all’Assemblea Generale non ha disatteso le aspettative.

“L’Iran è pronto ad avviare un negoziato immediato sul dossier nucleare ed è interessato a un accordo-quadro con gli Stati Uniti”, questo uno dei passaggi chiave del suo discorso davanti ai leader mondiali.

Così, solo sette ore dopo l’annuncio di Obama di volersi dedicare prioritariamente al medio oriente, e all’Iran in particolare, per il resto del suo mandato, Rohani compie un altro importate passo sulla via del disgelo nelle relazioni Washington-Teheran.

Il presidente iraniano ha ribadito che non c’è spazio nella dottrina di sicurezza e difesa del suo paese per le armi nucleari in quanto contraddicono le convinzioni etiche dell’Islam e dell’Iran e che “l’Iran non vuole creare problemi ma aiutare a risolverli”. Rouhani non ha però mancato di criticare le sanzioni imposte all’Iran definendole “inumane” e “violente” sottolineando come queste penalizzino la gente comune e non le elite e come il loro impatto sia controproducente per il raggiungimento della pace e della stabilità nell’area.

E non importa che sia saltato l’atteso incontro bilaterale con Obama. Il presidente iraniano ha infatti concluso la giornata con un’altra dichiarazione che denota un netto cambio di rotta a Teheran. In un’intervista alla Cnn, Rohani ha infatti riconosciuto che l’Olocausto c’è stato ed è stato un grande crimine contro gli ebrei da parte dei nazisti.

Dal sito dell’Ispi