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Esteri

Sono iniziate in Iran le nuove visite degli ispettori dell'Agenzia internazionale dell'energia atomica in seguito alla bozza di accordo raggiunta tra Teheran e i 5+1 lo scorso 24 novembre a Ginevra.

Due ispettori Aiea sono arrivati alla centrale di Arak, a 250 chilometri dalla capitale, dove hanno visitato l'impianto di produzione dell'acqua pesante, parte necessaria di ogni impianto nucleare. Non è la prima volta che gli ispettori arrivano ad Arak, ma questa visita è importante perché fa appunto parte del mandato più ampio dato all'Aiea nell'ambito del nuovo accordo.

Quella di Ginevra è un'intesa limitata nel tempo - per sei mesi - e che permetterà la prosecuzione dei colloqui per una soluzione definitiva. L'intesa sul nucleare iraniano riconosce il diritto dell'Iran all'arricchimento dell'uranio, secondo quanto hanno riferito fonti iraniane a Ginevra, senza precisarne gli scopi.

l'intesa non prevede il diritto iraniano a produrre uranio arricchito se non esclusivamente per scopi civili e stabilisce anche la chiusura di un nuovo impianto per la produzione del plutonio e la possibilità di ispezioni a sorpresa degli ispettori Aiea nelle centrali di produzione. Inoltre, l'Iran ha accettato di non produrre uranio arricchito al 20 %, percentuale indispensabile per costruire ordigni nucleari e di distruggere, trasformandolo in ossido di uranio, quello già prodotto.

L'accordo conta quattro pagine di cui una sull'ammorbidimento delle sanzioni economiche contro Teheran, hanno aggiunto dal canto loro le fonti iraniane. E gli Usa si sono impegnati a sospendere per sei mesi le sanzioni e a fornire aiuti all'Iran per circa 6-7 miliardi di dollari. Il presidente Usa ha anche chiesto esplicitamente al Congresso americano di non inasprire ulteriormente le sanzioni contro Teheran, per non compromettere il proseguimento del negoziato che, entro e non oltre sei mesi, dovrà portare ad un'intesa definitiva tra il regime iraniano e i paesi occidentali.

Nell'accordo, l'Iran ha accettato di non arricchire l'uranio al di sopra del 5% e di neutralizzare le sue riserve di uranio al 20%, un livello di arricchimento che non è sufficiente per realizzare la bomba atomica, ma che rapidamente può essere incrementato per raggiungere i livelli necessari per costruire l'ordigno. Inoltre l'Agenzia internazionale per l'energia atomica può svolgere ispezioni quotidiane agli impianti nucleari e installare telecamere per monitorare le attività al loro interno.

Come contropartita, l'Iran avrà accesso ad asset del valore di 4,2 miliardi di dollari finora congelati, a causa delle sanzioni, in conti correnti di banche estere e Teheran ha ottenuto un implicito riconoscimento del suo diritto ad arricchire l'uranio. Il governo iraniano aveva spesso definito "una linea rossa" tale riconoscimento, minacciando in caso contrario di far naufragare l'accordo.
 

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