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Iran e 5+1, nuovo round a Vienna. E Khamenei minaccia gli Stati Uniti

“Il nucleare è solo un pretesto per piegare la rivoluzione islamica, irriducibile al dominio globale degli Stati Uniti”. Il nuovo round tra l’Iran e le grandi potenze a Vienna inizia con le parole di fuoco di Alì Khamenei

“Il nucleare è solo un pretesto per piegare la rivoluzione islamica, irriducibile al dominio globale degli Stati Uniti”. Le parole della Guida Suprema Alì Khamenei non sono esattamente la migliore delle benedizioni per il nuovo tour de force di colloqui tra l’Iran e le grandi potenze che si apre oggi a Vienna e che dovrebbe continuare per un intero semestre. Ma l’Iran non solo deve ma ha bisogno di trattare: secondo Konrad Kramar, capo redattore del tedesco Der Kurier:

“Gli iraniani sono davvero disperati. La loro economia sta collassando a velocità sorprendente. Dalla moneta alla produzione petrolifera, tutto crolla. Hanno bisogno assoluto di danaro, di nuovi contratti commerciali, di tutto. Hanno bisogno di una soluzione. Per loro è urgente raggiungere un accordo” dice.

Khamenei ha ripetuto quanto già sottolineato in discorsi precedenti: non mi oppongo a queste trattative, ma il negoziato porta la tara dei pregiudizi americani contro Teheran:

“L’Iran non tradirà la promessa fatta ma gli americani sono ostili alla Rivoluzione Islamica e alla Repubblica Islamica. Sono nemici della bandiera che voi sventolate e questa ostilità non scomparirà mai” ha detto davanti la folla a Teheran.

I negoziati tra l’Iran ed i Paesi con diritto di veto in Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, Stati Uniti, Russia, Cina, Regno Unito, Francia più la Germania, verteranno tra l’altro sul destino delle centrifughe iraniane di ultima generazione e del reattore ad acqua pesante in fase di costruzione ad Arak, a Sud-Ovest di Teheran.