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Esteri
Iraq, Obama: "Se necessario i raid continueranno, ma niente truppe"

Obama 1, se necessario raid continueranno - "Se necessario" i raid aerei americani contro lo Stato islamico in Iraq continueranno. Lo ha affermato il presidente americano, Barack Obama, riferendosi alla necessita' che venga protetto il personale militare e diplomatico americano a Erbil. Però ha ribadito agli americani che "come commander in chief, non permetterò che gli Stati Uniti siano trascinati in un'altra guerra in Iraq. Le truppe americane non torneranno a combattere in Iraq perché non c'è una soluzione militare americana alla crisi".

Obama 2, "impediremo califfato ma serve governo a Baghdad" - Gli Stati Uniti "non permetteranno che nasca un califfato in Siria e in Iraq". Conversando con Thomas Friedman del New York Times, Barack Obama sembra non accorgersi che il califfato e' gia' stato proclamato in quelle aree. Il presidente americano si mostra riluttante a un impegno piu' pesante di quello visto ieri con i bombardamenti mirati nell'area montagnosa di Sinjar, in Iraq, dove si trovano centinaia di persone in fuga dalle persecuzioni dello Stato islamico. Si puo' mettere fine al califfato, sottolinea, "solo se sul terreno abbiamo partner in grado di colmare un vuoto", e il riferimento va alla classe politica irachena, incapace di dar vita a un governo stabile e in grado di assumere il controllo totale del territorio.

Yazidi, "uno o due giorni per salvarli; poi moriranno" - Restano "uno o due" giorni di tempo per salvare gli yazidi iracheni in fuga dalle persecuzioni dello Stato islamico. Trascorso questo tempo, la minoranza religiosa irachena intrappolata nell'area montagnosa di Sinjar non avra' scampo e sara' giustiziata dalla fame e dai miliziani islamisti. Lo ha detto la parlamentare irachena Yazidi, Vian Dakhil. - "Se non diamo loro adesso una speranza - peshmerga, Nazioni unite, governo, tutti- il loro morale collera' e moriranno in massa", ha aggiunto la parlamentare lanciando un appello alla comunita' internazionale.

Papa, i tweet per pregare per cristiani perseguitati - "Chiedo a tutte le parrocchie e comunita' cattoliche di dedicare una preghiera speciale in questo fine settimana ai cristiani iracheni". Papa Francesco, attraverso Twitter, continua a mantenere l'attenzione sul dramma in Iraq. Anche oggi dal suo account Pontifex esorta alla preghiera per i cristiani che sono stati costretti a fuggire dalla piana di Ninive verso il nord del Paese. Ieri a Radio Vaticana, il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi aveva sottolineato come si cerchi "di sostenere questo clima di preghiera, di mobilitazione spirituale e di solidarieta'", tramite appunto Twitter. Nella giornata di ieri sono stati tre i tweet lanciati dal Pontefice. Nel primo aveva scritto: "Chiedo a tutti gli uomini di buona volonta' di unirsi alle mie preghiere per i cristiani iracheni e per tutte le comunita' perseguitate". Nel secondo aveva esortato: "Vi prego di dedicare un momento oggi alla preghiera per tutti coloro che sono costretti a lasciare la loro casa in Iraq. #prayforpeace" e nel terzo: "Signore, ti preghiamo di sostenere coloro che in Iraq sono privati di tutto. #prayforpeace".

Nella notte nuovo lancio Usa di cibo e acqua per profughi - Un nuovo lancio di generi di sopravvivenza e' stato effettuato la notte scorsa dall'aviazione militare americana nell'area montagnosa di Sinjar, dove sono intrappolati centinaia di cristiani e yazidi iracheni in fuga dalle persecuzioni dello Stato islamico. "Le operazioni", ha spiegato il Pentagono in una nota, "sono partite da diverse basi all'interno dell'area di responsabilita' del Comando centrale degli Stato islamico. Due cargo hanno lanciato un totale di 72 casse di forniture". Gli aerei da trasporto eran scortati da due caccia F-18 decollarti dalla portaerei George H.W.Bush, posizionata nel Golf

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