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Esteri
Is, Obama: "Distruggeremo i terroristi, 40 paesi sono con noi"

"Non ci sarà alcun rifugio sicuro per i terroristi che minacciano gli Stati Uniti". E' perentorio Barack Obama davanti ai militari della base aerea di MacDill in Florida, sede del Centcom (Comando Centrale Forze Usa).

Il presidente Usa ha riferito che oltre quaranta paesi hanno offerto aiuto alla coalizione che si appresta a combattere lo Stato islamico. "Le truppe Usa in Iraq non avranno un ruolo di combattimento ma solo di sostegno alle forze irachene", ha sottolineato, dopo che nei giorni scorsi il capo delle forze armate americane Martin Dempsey non aveva escluso un impegno sul campo delle truppe Usa qualora i raid aerei non portassero a risultati significativi. "Non possiamo fare per gli iracheni ciò che loro debbono fare per se stessi", ha chiarito Obama. Lo stesso primo ministro iracheno Haider al-Abadi oggi ha sottolineato che "truppe di terra straniere non sono necessarie né benvenute" in Iraq.

"Non impegnerò voi ed il resto delle forze armate a combattere una nuova guerra di terra in Iraq", ha scandito Obama. L'inquilino della Casa Bianca ha tuttavia specificato che "non ci sono specifiche minacce terroristiche agli Stati Uniti", ridimensionando la minaccia dell'Is, anche se ha precisato che lo Stato islamico può diventare una minaccia "se non viene contrastato". Proprio oggi il Capo della polizia di New York, citando minacce riportate su un forum islamista sul web, ha parlato di Times Square come possibile bersaglio degli jihadisti.

"Grazie a voi", ha proseguito il presidente rivolgendosi ai militari presenti, "l'America sarà la più grande forza in difesa della libertà che il mondo abbia mai conosciuto. Sono certo, come lo sono sempre stato, che questo secolo, come quello scorso, sarà guidato dall'America", ha affermato Obama.

L'incontro tra i generali Usa e Obama. Prima del discorso davanti ai soldati, Obama ha incontrato i generali americani per discutere la strategia contro i terroristi dello Stato islamico. Al summit erano presenti anche il consigliere per la sicurezza nazionale Susan Rice e il segretario alla Difesa, Chuck Hagel.

Obama si è confrontato con il generale Lloyd Austin, capo del Comando Centrale Usa per valutare come l'esercito stia mettendo in atto la strategia annunciata la scorse settimana. I caccia americani hanno già cominciato le incursioni vicino Bagdad, allargando l'area del mandato militare, proprio come Obama aveva annunciato nel discorso alla nazione mercoledì scorso.

Il presidente tra l'altro proprio nelle ultime ore ha ricevuto il significativo (e inusuale) avallo repubblicano, con l'endorsement dei leader della Camera dei Rappresentanti e del Senato. Lo speaker repubblicano alla Camera, John Boehner, ha parlato di scelta opportuna: "Non c'è motivo - ha aggiunto - di non fare quel che il presidente ci chiede".

L'appoggio dei repubblicani ci sarà anche per l'autorizzazione ad armare e addestrare i ribelli siriani moderati, per contrastare gli estremisti dell'Is. Il voto in aula, previsto per oggi, non dovrebbe riservare sorprese, anche se non mancano le critiche. Secondo molti repubblicani, il piano di Obama non è efficace "ma voteranno il suo piano perché considerano l'Is una grande minaccia", ha detto il repubblicano Blake Farenthold. Il piano di Obama, però, non riceverà il voto di numerosi democratici liberali.

Alla base MacDill, dove Centcom ha il suo quartier generale, Obama ha incontrato anche alcuni rappresentanti delle nazioni che fanno parte del teatro delle operazioni del Comando Centrale (Asia meridionale e centrale, Medio Oriente), e alcuni di questi Paesi avranno un ruolo importante della coalizione anti-Is. Sul tema della lotta al jihadismo, il presidente la prossima settimana avrà un'intensa tornata di colloqui a New York a margine dell'Assemblea Generale dell'Onu.

Lo Stato Islamico rinnova la sfida e risponde al genarale Dempsey con la diffusione di un nuovo video. Nel filmato di 52 secondi, dal titolo "Fiamme di guerra", il gruppo minaccia gli Stati Uniti dicendo che, se Obama invierà truppe sul terreno, i combattenti le aspetteranno in Iraq. Nelle immagini si vedono militanti incendiare carri armati, soldati americani feriti e altri sul punto di essere uccisi. Quindi compare una clip in cui Obama dice che le truppe da combattimento non faranno ritorno in Iraq. Il video termina con una scritta in sovrimpressione in cui si legge "la lotta è appena iniziata".

Intanto, dal fronte iracheno, le milizie peshmerga hanno riconquistato otto villaggi nei pressi di Mosul, cacciando i miliziani dello Stato islamico. Le truppe curde, secondo quanto riferisce l'emittente al Jazeera, hanno ripreso il controllo di diversi piccoli villaggi che si trovano alla periferia di al Khazen, a est di Mosul, capoluogo della provincia di Ninive caduto nelle mani dei jihadisti tre mesi fa. Si contano una decina di morti tra le fila del gruppo islamista. Tra le vittime ci sarebbe anche il capo dell'Is a Mosul, Yasseen Ali Suleiman Shalas.

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