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Esteri
Israele ha arrestato uno dei leader di Hamas

Uno dei leader più in vista di Hamas nei Territori occupati è stato arrestato all'alba in un'operazione dei sevrizi segreti israeliani. Hassan Yussef, capo soprattutto politico ed anche spirituale, una volta considerato dell'ala moderata del movimento, è stato arrestato - secondo quanto annunciato da una nota dell'esercito israeliano - nella sua casa di Beitunia, a sud-est di Ramallah, in Cisgiordania, nel corso di un blitz dello Shin Bet.

La notizia arriva dopo l'ennesima giornata di tensione a Gerusalemme e nei Territori da quando è iniziata la considetta Intifada dei coltelli. Anche ieri Hamas, tramite una dichiarazione di Fathi Hammad, aveva avvisato che "questa intifada continuerà fino alla liberazione di Gerusalemme, della Cisgiordania e della intera Palestina. Sosterremo l'intifada di Gerusalemme col nostro lavoro e col nostro sangue". E oggi un soldato israeliano è stato pugnalato nel villaggio palestinese di Beit Awa, a sud di Hebron, in Cisgiordania. La radio militare ha riferito che il soldato non è grave, mentre l'assalitore è stato ucciso dai commilitoni del soldato.

Tensioni e scontri si sono verificati anche a Hebron dove l'esercito israeliano, la scorsa notte, ha demolito la casa di Maher al-Hashalmoun, un palestinese che un anno fa uccise un'israeliana in Cisgiordania, travolgendola con l'auto e poi pugnalandola ripetutamente. La demolizione era stata approvata mesi fa dalla Corte Suprema israeliana che aveva respinto il ricorso della famiglia. Sempre a Hebron è morto l'israeliano ferito gravemente dopo che l'auto su cui viaggiava era stata attaccata con un lancio di pietre nei pressi di Kiryat Arba. Secondo Times of Israel, dopo l'attacco a sassate, l'uomo, sui 50 anni, era sceso dalla macchina ed è stato investito da un'altra vettura.

Hassan Youssef è considerato tra i fondatori di Hamas e in passato è stato arrestato e detenuto più volte nelle carceri israeliane. L'ultima volta ne era uscito nel giugno scorso; nel frattempo era stato eletto nel parlamento palestinese. Nel comunicato dell'esercito è detto che Yussef è accusato di incitare al terrorismo e di aver pubblicamente incoraggiato gli attacchi contro gli israeliani. Peter Lerner, portavoce dell'esercito, ha aggiunto: "I leader di Hamas non possono pensare di far propaganda alla violenza ed al terrore standosene seduti nel loro salotto o dal pulpito delle loro moschee".

Nella storia del leader, però, forse la vicenda che lo ha reso più celebre è quella legata a uno dei suoi nove figli, Mussab, che ammise di aver lavorato per 10 anni per i servizi segreti israeliani durante la seconda Intifada. Con il nome in codice di "Principe verde", secondo alcune fonti, Mussab (oggi emigrato negli Stati Uniti) contribuì a far arrestare anche il padre.

Intanto, con una decisione inattesa, il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon è arrivato stamattina in Israele dove incontrerà il premier Benyamin Netanyahu e domani il presidente dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen allo scopo di ridurre le tensioni tra israeliani e palestinesi. Lo ha annunciato la Radio Militare israeliana.

Ban, in un video messaggio trasmesso alcune ore prima della sua visita in Israele, si rivolge a israeliani e palestinesi parlando della "pericolosa escalation di violenza nei territori palestinesi occupati e in Israele, in particolare a Gerusalemme".

"Sono costernato - ha detto Ban - come tutti noi dovremmo essere, quando vedo giovani, bambini che prendono le armi e cercano di uccidere. La violenza minerà solo le legittime aspirazioni palestinesi per uno Stato e il desiderio degli israeliani per la sicurezza".

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