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Esteri
Italia: ci sarà un "effetto Macron"?

 

La vittoria -peraltro scontata- di Emmanuel Macron con il 65% ridisegna un po’ le aspettative geopolitiche italiane, europee e, perché no, anche mondiali.

Infatti, la sconfitta di Marine Le Pen segna la fine di un avanzamento del fronte populista che pareva inesorabile, nonostante qualche avvertimento fosse venuto dalle sconfitta olandese di Geert Wilders e austriaca di Norbert Hofer.

Tuttavia la Brexit e soprattutto la vittoria di Donald Trump negli Usa avevano illuso di un possibile contagio europeo che invece non c’è stato.

Peraltro si deve anche considerare che questa è la seconda sconfitta del Front National dopo quella del candidato poujadista Jean - Marie Le Pen alle presidenziali del 2002 contro il gollista Jaques Chirach.

Certo il Le Pen padre aveva preso al ballottaggio il 16% mentre la Le Pen figlia ha preso il 35%, raddoppiando il consenso però è anche vero che sono passati ben 15 anni e quello di ieri è comunque un risultato negativo.

Macron è un europeista convinto e questo rafforza l’asse franco - tedesco in attesa delle prossime elezioni in Germania ed avrà effetti anche a livello italiano, dove i due maggiori partiti populisti, i Cinque Stelle e la Lega dovranno rivedere i loro piani.

Non tanto il M5S che comunque conta su un elettorato in genere poco critico e molto sensibile solo agli slogan (si veda ad esempio la questione dei vaccini) quanto Salvini che è stabile ma non sfonda ed ha un elettorato più critico.

Infatti Salvini dovrebbe prestare più attenzione ad un fatto politico che concretizza un segnale già presente nell’ "inconscio delle masse" direbbe Gustave Le Bon e cioè che il tema dell’emigrazione, pur rilevante, non basta più se non si coniuga con quello sociale relativo alle difficoltà economiche di una crisi che ormai c’è da dieci anni e non è mai stata superata nonostante i molti proclami governativi.

In questo è stato più cauto Berlusconi che ha optato per un salomonico né con Macron né con la Le Pen e che ora esce rafforzato nell’ambito della coalizione di centro - destra dal voto francese.

Altro effetto italiano sarà poi quello su Matteo Renzi che sarà comunque associato per età ed idee al francese e potrà usufruire di una sorta di “effetto Macron” che lo rilancerà nell’agone politico nostrano e costringerà a rivedere il “nuovo corso” della sua politica che è sembrato finora indirizzato verso un inseguimento del populismo nostrano piuttosto che una difesa dei valori liberali ed europeisti.

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