Italiani in Venezuela: "Militari in strada e coprifuoco. Supermercati svuotati e code alle pompe di benzina" - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 09:27

Italiani in Venezuela: "Militari in strada e coprifuoco. Supermercati svuotati e code alle pompe di benzina"

Il racconto di chi vive nel Paese, tra terrore e incertezza per il prossimo futuro

di Marco Santoni

Venezuela nel caos, i racconti degli italiani che vivono lì

Trump è passato dalle parole ai fatti e con un blitz ha rapito il presidente venezuelano Maduro e sua moglie e li ha portati negli Stati Uniti dove sono stati arrestati e verranno processati. L'operazione è costata la vita almeno a 80 persone e soprattutto ha scatenato il caos in Venezuela. Ora il potere è temporaneamente affidato alla vicepresidente Delcy Rodriguez, ma non c'è nessuna certezza su quello che accadrà. In Venezuela c'è anche la seconda comunità al mondo per numero di persone di italiani all'estero. E raccontano così quello che stanno vivendo. "Io sto a casa, - spiega Fernando De Filippo, 47 anni a Il Corriere della Sera - non è prudente uscire, il governo ha dichiarato el estado de conmociòn, una parola che non avevo mai sentito prima, quasi uno stato di commozione, di lutto, come se il presidente fosse stato ucciso".

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"Fuori per le strade - prosegue - c’è tanta polizia, tanti militari, vogliono evitare scontri tra i nostalgici del regime e chi invece sta già festeggiando per l’arresto di Maduro. Vige una sorta di coprifuoco, ci sono code di gente ai supermercati e alle pompe di benzina". De Filippo gestisce un'azienda di pneumatici, ma spiega che le cose da anni sono fortemente peggiorate. "Negli anni '60 grazie al petrolio il Venezuela conobbe il boom, ma poi la situazione è cambiata, la grave crisi attraversata dal 2016 al 2020 ha abbattuto il Pil nazionale dell’80% e molti imprenditori italiani, ma anche spagnoli, si sono visti costretti a tornare a casa. Noi per fortuna siamo ancora vivi e faremo di tutto per restare. Il Venezuela è la mia patria e appena torna la calma riapro lo stabilimento". L'azienda contava 1500 dipendenti, oggi si sono ridotti a 300.

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