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Joe Kent è sotto indagine dall’Fbi. La ribellione a Trump sulla guerra in Iran provoca immediate conseguenze

L’ex capo dell’anti-terrorismo e il tentativo di screditarlo. La Casa Bianca lo ha definito “sleale e inaffidabile”

Joe Kent è sotto indagine dall’Fbi. La ribellione a Trump sulla guerra in Iran provoca immediate conseguenze
FILE – Joseph Kent appears before a Senate Committee on Intelligence hearing for his pending confirmation to be director of the National Counterterrorism Center, on Capitol Hill, April 9, 2025, in Washington. (AP Photo/Rod Lamkey, Jr., File) Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

Il Federal Bureau of Investigation (FBI) ha avviato un’indagine formale nei confronti di Joe Kent, ex direttore del National Counterterrorism Center. L’ipotesi di reato riguarda una possibile diffusione di informazioni classificate, in un fascicolo aperto già prima delle dimissioni rassegnate dal funzionario all’inizio di questa settimana. L’uscita di scena di Kent matura in un clima di profonda tensione con il Presidente Donald Trump, originata da divergenze strategiche sulla gestione del conflitto con l’Iran. Fonti vicine al dossier confermano che l’attività investigativa era già in corso nel momento in cui Kent ha ufficializzato il proprio disimpegno, motivato dal disaccordo con la linea politica della Casa Bianca.

L’amministrazione ha reagito con durezza, etichettando l’ex direttore come una figura “sleale e inaffidabile”. Secondo diversi analisti, l’offensiva verbale e l’avvio delle procedure legali potrebbero configurarsi come un tentativo di screditare Kent a seguito della sua rottura pubblica con l’esecutivo. Nella lettera di dimissioni, Kent ha espresso posizioni nette che mettono in discussione i presupposti dell’attuale strategia militare. Il funzionario ha affermato che l’Iran “non rappresentava una minaccia imminente” per la sicurezza nazionale, attribuendo la scelta di colpire il Paese alla pressione esercitata da Israele. Tale posizione ha esacerbato le divisioni interne al Partito Repubblicano, già frammentato sulla gestione degli equilibri in Medio Oriente. Nonostante le critiche alla strategia attuale, in recenti interventi pubblici Kent ha tenuto a ribadire la propria vicinanza alle precedenti linee d’azione dell’amministrazione Trump.