Il capo di una setta evangelica apocalittica, riconosciuto colpevole dell’omicidio di 190 bambini dopo aver spinto i suoi seguaci a lasciarsi morire di fame per “incontrare Gesù”, conoscerà oggi la sua condanna in Kenya: la pena capitale è un rischio concreto. Nel 2023, centinaia di corpi furono rinvenuti nell’entroterra vicino alle spiagge di Malindi, nel sud del Paese. I media ribattezzarono la vicenda il “massacro della foresta di Shakahola”, una delle peggiori tragedie legate a derive settarie nel Paese, che ha profondamente traumatizzato il Kenya.
Il mese scorso, il tribunale della città portuale di Mombasa, sull’Oceano Indiano, ha dichiarato il pastore autoproclamato – ed ex tassista – Paul Mackenzie, insieme a 28 complici, colpevole dell’omicidio di 190 bambini e di un adulto, avvenuto tra il gennaio 2021 e il settembre 2023. Secondo l’accusa, Mackenzie – che deve rispondere anche, in procedimenti separati, di ulteriori accuse di omicidio colposo e terrorismo – aveva ‘gestito’ la pratica dei digiuni seguendo una sorta di ‘gerarchia della morte’: prima i bambini, poi gli adolescenti, a seguire le donne e infine gli uomini. Alcuni genitori erano stati indotti a privare i propri figli di cibo e acqua fino al decesso, nella convinzione di mandarli al cospetto di Gesù, dato che la fine del mondo era ritenuta imminente.
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