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Esteri
Kiev, folla festante per la Tymoshenko. Yanukovich: "Non mi dimetto"

Una folla in festa ha accolto Yulia Tymoshenko fuori dall'ospedale del carcere di Kharkiv. La "liberazione immediata" del simbolo della Rivoluzione Arancione (agli arresti dal 2011) è stata approvata dal Parlamento sabato, il giorno dopo la firma dell’accordo tra governo e opposizione, a circa tre mesi dall’inizio delle manifestazioni in Ucraina. Nella notte il presidente Viktor Yanukovich ha lasciato la capitale.

Tymoshenko, e' caduta la dittatura - "E' caduta la dittatura": queste le prime parole dell'ex premier ucraino Yulia Tymoshenko appena rilasciata dall'ospedale-carcere di Kharkiv. "Bisogna assicurare che i manifestanti non siano morti invano" ha aggiunto. "La nostra patria - ha detto Tymoshenko - sara' da oggi in grado di rivedere il sole e il cielo perche' la dittatura e' finita". "La dittatura e' caduta - ha aggiunto - non grazie agli uomini politici e ai diplomatici, ma grazie alle persone che sono uscite per strada e che sono riuscite a proteggere le loro famiglie e i loro paesi".

Tymoshenko, la bionda Thatcher di Kiev - Fascino, pragmatismo, la celebre treccia bionda annodata alla contadina e un passato costellato di luci e ombre: quando Yulia Tymoshenko ammise la sua ammirazione per Margaret Thatcher, il soprannomme giunse facile e scontato, la 'lady di ferro' di Kiev. In realta', gli ucraini utilizzano un appellativo ben piu' significativo per riferirsi alla volitiva pasionaria della Rivoluzione Arancione del 2004, prima donna a divenire primo ministro: 'Vona', che vuol dire semplicemente 'lei'. Nata nel 1960 nella citta' industriale di Dnipropetrovsk, convolata a nozze a soli 19 anni con l'affarista Oleksandr, Vona tento' la scalata al potere gia' durante il sistema sovietico. Presidente dal 1995 al 1997 della Compagnia generale di energia, azienda che importava metano dalla Russia, gia' all'epoca fu accusata di aver ammassato richezze illecitamente, stoccando il gas e facendone aumentare il prezzo. La poltrona, ottenuta grazie al mentore Pavlo Lazarenko, ex premier detenuto negli Usa per truffa e riciclaggio, in ogni caso la fece balzare agli onori della cronaca. Fu subito ribattezzata 'Principessa del gas'. E le spalanco' le porte della politica, in cui fece la sua entrata trionfale nel 1996, eletta al Parlamento a furor di popolo (ottenne il 92,3%). Nel 1999 la dama di ferro ucraina era gia' vice premier nel governo del futuro alleato della rivoluzione, Viktor Yushchenko, sotto la presidenza di Leonid Kuchma.

Silurata nel 2001, fu arrestata per falsificazione di documenti e importazione illegale di metano. Liberata la settimana successiva, Vona decise la svolta a favore dell'opposizione intransigente al presidente Kuchma, mostrando il suo piglio rivoluzionario. Nel 2004 si uni' a Yushchenko nella pacifica rivolta che porto' quest'ultimo alla presidenza e all'annullamento per brogli delle elezioni che avevano incoronato Viktor Yanukovich. I media occidentali la raffigurarono come la 'Giovanna d'Arco' della Rivoluzione Arancione; l'anno dopo la rivista statunitense Forbes la dichiaro' terza donna piu' potente del mondo. Divenuta premier dal 2007 al 2010 (e anche nel 2005 per alcuni mesi), ha subito una pesante sconfitta alle presidenziali di 4 anni fa ad opera dell'avversario Yanukovich, lo stesso contro cui ha puntato il dito per il processo conclusosi con la condanna a sette anni di carcere per abuso di potere. I giudici di Kiev hanno sentenziato che la 51enne 'Principessa del gas' nel 2009 ando' al di la' delle proprie prerogative quando, come capo del governo, ordino' alla compagnia energetica statale 'Naftogaz' di concludere con la Russia un accordo per la fornitura di gas naturale, considerato troppo oneroso e dunque in contrasto con l'interesse nazionale. Vona ha gridato alla purga staliniana, definendo la sentenza "politica" e accusando Yanukovich di esserne il mandante. Nervi saldi e volonta' da vendere, come sempre e' passata alla sfida aperta: "La mia lotta proseguira'". Una promessa mantenuta anche negli anni trascorsi in carcere nella colonia penale di Kharkiv, tra scioperi della fame e vessazioni: le foto che la ritraevano pallida e sofferente nel suo letto, con segni di percosse sul corpo, hanno fatto il giro del mondo, spingendo molti leader a boicottare gli europei di calcio 2012, ospitati da Ucraina e Polonia. Ora Yulia Tymoshenko e' pronta a tornare.

Yanukovich, illegittima la liberazione di Tymoshenko - l presidente ucraino, Viktor Yanukovich, ha annunciato che non firmera' nessuna delle leggi approvate dal Parlamento, tra cui il provvedimento che dispone il rilascio della leader dell'opposizione, Yulia Tymoshenko. "Le decisioni che sono state adottate oggi sono illegittime, dovete ascoltare quello che vi dico, non intendo firmare nulla", ha affermato Yanukovich, in un discorso trasmesso da una tv locale dal suo feudo d Kharkiv.

Yanukovich "c'e' stato un golpe, non mi dimetto" - In Ucraina c'e' stato un "colpo di Stato": lo ha affermato a una tv locale, dal suo 'feudo' di Kharkiv, il presidente Viktor Yanukovich, sottolineando che non si dimettera'. Un deputato dell'opposizione aveva annunciato l'intenzione del presidente di lasciare, mentre dalla piazza Maidan di Kiev, dove sono riuniti gli oppositori, era stato annunciato l'addio di Yanukovich, smentito poco dopo dal portavoce del presidente.

 

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