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Continua l'assedio dei manifestanti ucraini pro-Ue al cuore di Kiev per protestare contro la decisione del presidente Viktor Yanukovich di congelare il percorso di avvicinamento all'Europa a favore del dialogo con Mosca. "Il cuore del popolo ucraino batte per l'Europa", ha commentato il ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle, di fronte alle proteste di massa, mentre il portavoce del governo lanciava l'allarme per l'uso della violenza contro manifestanti pacifici. La Russia tuttavia non crede che ci saranno cambiamenti interni radicali: per il capo della Commissione Esteri della Duma, Alexei Pushkov, infatti, "questa ondata radicale non gode ancora di quel sostegno a livello nazionale che avevano le forze 'arancioni' nel 2004".

"Per questo - ha aggiunto - credo che in Ucraina, nel prossimo futuro, non ci saranno cambiamenti politici radicali". Diversa la percezione a Kiev dove fin dal mattino, centinaia di dimostranti hanno cinto d'assedio i principali edifici pubblici, il Palazzo del Governo, la Presidenza della Repubblica e la Banca Centrale, mentre e' stata risparmiata la sede della Rada, il Parlamento ucraino. I dimostranti hanno bloccato le strade intorno ai palazzi, obbligando molti dipendenti statali a tornare a casa. Per prevenire assalti delle forze anti-sommossa, in quasi 10.000 hanno trascorso la notte accampati in Piazza dell'Indipendenza, simbolo della rivolta contro il presidente filo-russo Yanukovich ed epicentro della rivolta come lo era stato come per la Rivoluzione Arancione del 2004. "Non smetteremo di protestare finche' le autorita' non si saranno dimesse", ha arringato la folla Oleksandr Turcinov, portavoce dell'Unione Pan-Ucraina 'Patria', il partito dell'ex premier Yulia Tymoshenko, che sta scontando una pena a sette anni per abuso di potere. Nel frattempo, i leader dei principali partiti di opposizione ucraini hanno platealmente abbandonato una riunione della commissione di conciliazione in Parlamento, in segno di solidarieta' con le migliaia di manifestanti che continuano a presidiare il centro della capitale.

Ad andarsene sono stati in particolare Arseniy Yatsenyuk di 'Patria', Oleh Tiahnybok dei nazionalisti di Svoboda e il campione del mondo di pugilato Vitaly Klitschko, che guida l'Alleanza Democratica Ucraina per le Riforme. Intanto, Yanukovich ha confermato che partira' domani per una visita di tre giorni in Cina, nonostante le proteste di piazza contro la sua decisione di congelare la firma dell'accordo di associazione con Bruxelles.

CARICHE CONTRO CAMERAMAN - Pestaggi, sassaiole, cariche, lanci di pietre. Sembrano immagini di repertorio vecchie di 40 anni, ma è Kiev oggi, questa notte. La protesta contro il Presidente Yanukovich infiamma l’Ucraina, la manifestazione degenera in violenti scontri con l’intervento della polizia anti-sommossa. Alla stampa non sono state risparmiate le manganellate. “Una squadra di polizia anti-sommossa ha caricato” dice Anatoliy Stepanov, fotografo freelance “poi hanno cominciato a picchiare, con i manganelli, con gli scarponi. L’unica cosa che ho potuto fare è stato coprirmi la testa con le mani. Quando se ne sono andati è arrivata la polizia e mi ha trasportato verso il pronto soccorso. E lì c’erano anche degli agenti, feriti anche loro, distesi sul pavimento”. Oltre 120 agenti feriti, pochi meno i manifestanti finiti al pronto soccorso dopo ore di vera e propria guerriglia urbana. Tra le persone che hanno avuto bisogno di cure mediche il cameramen della nostra troupe, Roman Kupriyanov. Questo il suo racconto: “Subito mi hanno buttato a terra” dice. “Visto che ho continuato a filmare, sono arrivati in 3 e hanno iniziato a picchiare, con i manganelli e a calci. Sapevano bene quel che stavano facendo. Qualcuno ha cercato di intervenire ma è stato picchiato ancora più duramente di come abbiano fatto con me. Un ragazzo che ha cercato di aiutarmi gridava chiaramente “è della stampa, lasciatelo stare”. Ma non è servito a niente. Avevo la mia tessera al collo: non credevo che l’avrebbero ignorato in questo modo”.

RIPRENDANO LE TRATTATIVE - Il presidente ucraino Viktor Yanukovich ha chiesto al presidente della Commissione europea Jose' Manuel Barroso, durante una telefonata oggi, che siano ripresi i negoziati su alcuni aspetti necessari per arrivare a un accordo di associazione e uno commerciale. Come informa una nota della Commissione, in particolare, una delegazione ucraina sara' accolta "al livello adeguato"; i tempi verranno stabiliti dalle rispettive diplomazie. La scorsa settimana, in seguito a pressioni della Russia, Yanukovich aveva fatto marcia indietro prima del vertice di Vilnius in cui si sarebbe dovuti arrivare alla firma dell'accordo. Durante la telefonata, con riferimento alle attuali tensioni in Ucraina, il presidente della Commissione ha sottolineato cinque punti: le parti in causa devono mostrare moderazione, tutti i diritti civili e le liberta' devono essere rispettati, bisogna indagare sull'uso della forza da parte della polizia, le autorita' ucraine devono impegnarsi urgentemente con tutte le forze politiche rilevanti, una soluzione politica e pacifica e' e' l'unico modo perche' l'Ucraina esca da questa situazione. Yanukovich si e' detto d'accordo con l'approccio e ha confermato esplicitamente l'intenzione di investigare sull'uso della forza da parte dellla polizia ucraina. Barroso ha precisato che, anche se la Commissione europea e' pronta a ricevere la delegazione proposta dal presidente e a discutere "aspetti dell'attuazione degli accordi gia' avviati, ma non a riaprire nessun tipo di negoziato".

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Crisi UcrainaKiev, manifestanti sulla Maidan (foto Massimiliano Di Pasquale)
 
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Continua l'assedio dei manifestanti ucraini pro-Ue al cuore di Kiev per protestare contro la decisione del presidente Viktor Yanukovich di congelare il percorso di avvicinamento all'Europa a favore del dialogo con Mosca. "Il cuore del popolo ucraino batte per l'Europa", ha commentato il ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle, di fronte alle proteste di massa, mentre il portavoce del governo lanciava l'allarme per l'uso della violenza contro manifestanti pacifici. La Russia tuttavia non crede che ci saranno cambiamenti interni radicali: per il capo della Commissione Esteri della Duma, Alexei Pushkov, infatti, "questa ondata radicale non gode ancora di quel sostegno a livello nazionale che avevano le forze 'arancioni' nel 2004".

"Per questo - ha aggiunto - credo che in Ucraina, nel prossimo futuro, non ci saranno cambiamenti politici radicali". Diversa la percezione a Kiev dove fin dal mattino, centinaia di dimostranti hanno cinto d'assedio i principali edifici pubblici, il Palazzo del Governo, la Presidenza della Repubblica e la Banca Centrale, mentre e' stata risparmiata la sede della Rada, il Parlamento ucraino. I dimostranti hanno bloccato le strade intorno ai palazzi, obbligando molti dipendenti statali a tornare a casa. Per prevenire assalti delle forze anti-sommossa, in quasi 10.000 hanno trascorso la notte accampati in Piazza dell'Indipendenza, simbolo della rivolta contro il presidente filo-russo Yanukovich ed epicentro della rivolta come lo era stato come per la Rivoluzione Arancione del 2004. "Non smetteremo di protestare finche' le autorita' non si saranno dimesse", ha arringato la folla Oleksandr Turcinov, portavoce dell'Unione Pan-Ucraina 'Patria', il partito dell'ex premier Yulia Tymoshenko, che sta scontando una pena a sette anni per abuso di potere. Nel frattempo, i leader dei principali partiti di opposizione ucraini hanno platealmente abbandonato una riunione della commissione di conciliazione in Parlamento, in segno di solidarieta' con le migliaia di manifestanti che continuano a presidiare il centro della capitale.

Ad andarsene sono stati in particolare Arseniy Yatsenyuk di 'Patria', Oleh Tiahnybok dei nazionalisti di Svoboda e il campione del mondo di pugilato Vitaly Klitschko, che guida l'Alleanza Democratica Ucraina per le Riforme. Intanto, Yanukovich ha confermato che partira' domani per una visita di tre giorni in Cina, nonostante le proteste di piazza contro la sua decisione di congelare la firma dell'accordo di associazione con Bruxelles.

CARICHE CONTRO CAMERAMAN - Pestaggi, sassaiole, cariche, lanci di pietre. Sembrano immagini di repertorio vecchie di 40 anni, ma è Kiev oggi, questa notte. La protesta contro il Presidente Yanukovich infiamma l’Ucraina, la manifestazione degenera in violenti scontri con l’intervento della polizia anti-sommossa. Alla stampa non sono state risparmiate le manganellate. “Una squadra di polizia anti-sommossa ha caricato” dice Anatoliy Stepanov, fotografo freelance “poi hanno cominciato a picchiare, con i manganelli, con gli scarponi. L’unica cosa che ho potuto fare è stato coprirmi la testa con le mani. Quando se ne sono andati è arrivata la polizia e mi ha trasportato verso il pronto soccorso. E lì c’erano anche degli agenti, feriti anche loro, distesi sul pavimento”. Oltre 120 agenti feriti, pochi meno i manifestanti finiti al pronto soccorso dopo ore di vera e propria guerriglia urbana. Tra le persone che hanno avuto bisogno di cure mediche il cameramen della nostra troupe, Roman Kupriyanov. Questo il suo racconto: “Subito mi hanno buttato a terra” dice. “Visto che ho continuato a filmare, sono arrivati in 3 e hanno iniziato a picchiare, con i manganelli e a calci. Sapevano bene quel che stavano facendo. Qualcuno ha cercato di intervenire ma è stato picchiato ancora più duramente di come abbiano fatto con me. Un ragazzo che ha cercato di aiutarmi gridava chiaramente “è della stampa, lasciatelo stare”. Ma non è servito a niente. Avevo la mia tessera al collo: non credevo che l’avrebbero ignorato in questo modo”.

RIPRENDANO LE TRATTATIVE - Il presidente ucraino Viktor Yanukovich ha chiesto al presidente della Commissione europea Jose' Manuel Barroso, durante una telefonata oggi, che siano ripresi i negoziati su alcuni aspetti necessari per arrivare a un accordo di associazione e uno commerciale. Come informa una nota della Commissione, in particolare, una delegazione ucraina sara' accolta "al livello adeguato"; i tempi verranno stabiliti dalle rispettive diplomazie. La scorsa settimana, in seguito a pressioni della Russia, Yanukovich aveva fatto marcia indietro prima del vertice di Vilnius in cui si sarebbe dovuti arrivare alla firma dell'accordo. Durante la telefonata, con riferimento alle attuali tensioni in Ucraina, il presidente della Commissione ha sottolineato cinque punti: le parti in causa devono mostrare moderazione, tutti i diritti civili e le liberta' devono essere rispettati, bisogna indagare sull'uso della forza da parte della polizia, le autorita' ucraine devono impegnarsi urgentemente con tutte le forze politiche rilevanti, una soluzione politica e pacifica e' e' l'unico modo perche' l'Ucraina esca da questa situazione. Yanukovich si e' detto d'accordo con l'approccio e ha confermato esplicitamente l'intenzione di investigare sull'uso della forza da parte dellla polizia ucraina. Barroso ha precisato che, anche se la Commissione europea e' pronta a ricevere la delegazione proposta dal presidente e a discutere "aspetti dell'attuazione degli accordi gia' avviati, ma non a riaprire nessun tipo di negoziato".

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