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Esteri
Ministri Enzo Moavero Milanesi

L'Italia ha "98 procedure di infrazione aperte che ci possono portare alla corte di giustizia e a sanzioni pecuniarie molto pesanti". E' l'allarme lanciato oggi in Commissione Affari Europei dal ministro Enzo Moavero Milanesi che, nell'illustrare i punti programmatici del suo dicastero, ha avuto modo di fare una ricognizione su quello che chiama "una patologia dell'Italia in Europa".

Di queste 98 procedure di infrazione, ha spiegato Milanesi, "83 riguardano casi di violazione del diritto europeo e 15 casi riguardano il mancato o ritardato recepimento delle direttive". Le responsabilita' sono divise tra esecutivo e Parlamento: "L'esecutivo spesso ritarda le attuazioni, mentre il Parlamento ritarda il recepimento delle direttive. Le attuali infrazioni riguardano per lo piu' il settore ambiente: sono 31 delle quali 28 ricadono sotto la competenza specifica del ministro. Le difficolta' di adempimento chiamano in causa anche regioni ed enti locali" visto che una ventina di infrazioni riguardano queste realta'. Per quanto riguarda i ministeri storicamente piu' esposti al rischio infrazione, Moavero milanesi cita "i ministeri dell'ambiente, dell'economia, dello sviluppo, dei trasporti, del lavoro, della salute". Per quanto riguarda il tenore delle infrazioni, il ministro spiega che "11 su 98 sono a forte rischio di condanna di sanzioni da parte della corte di giustizia. Attualmente pochi paesi hanno subito sanzioni e per noi c'e' stato un unico caso nel 2011 per il mancato recupero di aiuti comunitari, sgravi contributivi per i contratti di formazione lavoro". Sgravi che per l'Ue "creavano un aiuto illegittimo ad alcune imprese e sono stati quindi dichiarati illeggitimi alla fine di una lunga procedura: 30 milioni di euro di somma forfettaria, di ammenda o multa, e altri 30 milioni di euro per ogni sei mesi di ritardo nel recuperare questi aiuti illeggittimi. Questa violazione e' costata ai cittadini contribuenti 46 milioni".

Oggi, ha ammonito il ministro, "siamo a rischio di un'altra sanzione sui meccanismi di controllo delle discariche abusive: in questo caso c'e' un inadempimento delle direttive europee, la commissione ha chiesto di comminare 61.5 milioni di euro e una penalita' semestrale di mora, in caso di ritardo, di 46 milioni di euro. Stiamo parlando di sanzioni importanti che dobbiamo evitare". Il quadro, tuttavia, non ha solo tinte fosche: "Nel 2006 erano 276 le procedure di infrazione, oggi 98. Emma Bonino, oggi ministro degli Esteri, istitui'", da commissario europeo, "una struttura di missione per ridurre il numero di inadempimenti che ha dimostrato come, anche strutture esterne, possono trovare molto utili al Paese".

STATI UNITI D'EUROPA - "Se l'Ue diventera' federale davvero, un giorno, allora bisognera' inevitabilmente chiedere ai cittadini di esprimersi cosi' come i vari Stati italiani, 150 anni fa, si unirono in uno Stato unitario e ci furono dei plebisciti. Ma cio' avverra' solo al termine di un processo che dovra' portare alla nascita degli Stati Uniti d'Europa". Lo ha detto il ministro per gli Affari europei Enzo Moavero Milanesi durante l'audizione nelle commissioni riunite Politiche dell'Unione europea di Camera e Senato sulle linee programmatiche del suo ministero.

"Credo non ci sia un'Europa realmente unita senza pieno il sostegno dei cittadini ed e' fondamentale far funzionare la cinghia di trasmissione delle democrazie rappresentative, ovvero il Parlamento Ue, che e' l'unica istituzione eletta a suffragio universale dell'Unione. Una sede molto importante e parallelamente sono importanti i parlamenti nazionali", ha aggiunto il ministro che poi si e' soffermato sulla "rappresentanza permanente dell'Italia presso l'Unione europea". Per il ministro "si tratta di una diramazione del ministero degli Esteri, messa a disposizione all'insieme del governo. Naturalmente potrebbe essere collocata altrimenti: ma nell'attuale collocazione opera bene, e la legge 234 (del 2012, 'Norme generali sulla partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea; Ndr) gli ha dato disposizioni precise in materia di informazioni da dare al Parlamento sul proprio operato".

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