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Esteri
La May contro Trump: "Quei retweet sono uno sbaglio"

No, quei tre retweet di Trump ai video anti islamici diffusi da una leader di estrema destra inglese a Theresa May proprio non sono andati giù. Tanto più che arrivano proprio durante il viaggio in Medio Oriente della premier britannica che stamattina era a Riad, in Arabia Saudita, da dove è poi partita alla volta della Giordania.

Tre cinguettii per cui l'ambasciatore britannico a Washington, sir Kim Darroch, ha espresso formalmente la "preoccupazione del suo governo" alla Casa Bianca. Un gesto davvero forte per due Paesi finora così vicini a tal punto che Theresa May era stata la prima leader invitata formalmente a Washington, una settimana dopo l'insediamento di The Donald a gennaio scorso.

Ma May è stata anche più esplicita, parlando nel corso del suo viaggio in Medio Oriente: "La Gran Bretagna combatte il terrorismo da qualunque parte venga", ricordando anche gli attacchi terroristici di matrice d'estrema destra "contro i musulmani". "Quei retweet fatti da Trump sui video anti-islamici sono un errore che il presidente americano non doveva fare".

Trump aveva ritwittato tre video anti-islam postati da Jayda Fransen di Britain First, un gruppo nazionalista di estrema destra per denunciare una presunta "islamizzazione del Regno Unito".

Peccato, lo racconta oggi il New York Times, che il protagonista di uno dei video non sia un migrante musulmano ma un olandese. E che gli altri due rappresentino fatti perpetrati in Siria da un gruppo vicino ad Al Qaeda e l'altro scontri fra i sostenitori dell'ex presidente egiziano Mohamed Morsi e i loro oppositori avvenuti in Egitto.

"Con gli Stati Uniti abbiamo un ottimo rapporto" ha detto Theresa May parlando con i giornalisti ad Amman, in Giordania. "Ma questo non vuol dire che ho paura di criticare l'amico americano se fa qualcosa di sbagliato. In Gran Bretagna prendiamo l'estremismo anti islamico molto sul serio e Britain First è un'organizzazione che soffia sul fuoco".

Alla domanda se pensa che Trump sia un sostenitore dell'estrema destra ha però preferito non rispondere. E ha confermato l'invito ufficiale da lei formulato al presidente l'anno scorso, in occasione della sua visita negli Stati Uniti, finora non ancora avvenuto.

Theresa May, a dire il vero, ha cercato di prendere subito le distanze definendo la condivisione "un grave errore". Mentre il suo portavoce ricordava in una nota come "Britain First lavora per dividere le comunità e usa la narrative dell'odio per far circolare bugie e alimentare tensioni".

Una presa di posizione da parte del governo britannico cui Trump ha risposto sempre attraverso tweet taggando (una prima volta sbagliando persona) la stessa May: "Theresa, non concentrarti si di me ma sul terrorismo islamico in Gran Bretagna".

Un attacco frontale, quello di ieri, preso malissimo in Gran Bretagna. Condannato - sempre via Twitter - dal sindaco di Londra Sadiq Khan, dal leader laburista Jeremy Corbyn dal conservatore Boris Johnson e anche da Brendan Cox, il vedovo della deputata laburista Jo Cox assassinata alla vigilia del voto di Brexit da un uomo che gridò proprio "Britain First" durante il violento attacco. "Trump ha legittimato l'estrema destra nel suo Paese ed ora sta cercando di fare lo stesso nel nostro. Diffondere l'odio ha conseguenze e il presidente dovrebbe vergognarsi".

I tweet di Trump sono oggi anche argomento di discussione in Parlamento. Un dibattito urgente è stato infatti organizzato a Westminster: durante il quale anche il ministro degli Interni Amber Rudd ha condannato il gesto del presidente Usa ma ha chiesto di inquadrarlo "nella cornice più ampia" delle ottime relazioni Usa - Gran Bretagna.

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