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Esteri
La minaccia “atomica” al ketchup ha funzionato

Sangue finto — L’Unione Europea, forse allarmata per la propria temerarietà davanti al tentativo di sfilare $5miliardi dalle tasche della Google, si è mossa finora con dei timidi passi felpati nella “guerra dei dazi” con il Presidente americano Donald Trump.

Gli Usa vogliono alzare i dazi sull’acciaio e l’alluminio? Sono metalli grigi, noiosi e pesanti; forse di una qualche importanza industriale, ma dov’è il simbolismo, dov’e il tocco lieve così caratteristico della tradizione europea? Restituiremo il colpo dove gli fa più male: nei jeans, nelle moto della Harley- Davidson e sul bourbon whiskey! Così impareranno che non si scherza con Bruxelles.

Gli americani però non si sono oltremodo impressionati. La Levis ha già una certa difficoltà a vendere i suoi famosi pantaloni negli States. Dopo sessant’anni la moda del denim comincia finalmente a passare e gli operatori riducono da soli la produzione. La Harley-Davidson invece produrrà di più, ma nelle sue fabbriche europee, all’interno dell’area doganale Ue. Bisognava dunque picchiare più duro. Secondo i quotidiani, l’Unione Europea era arrivata perfino a meditare l’imposizione di un nuovo dazio (del 10%) sull’importazione del ketchup americano…

Era un’indiscrezione di quelle che si fanno trapelare prima di un vertice per impressione la controparte. E forse la minaccia “atomica” al ketchup ha funzionato, perché nell’incontro che si è svolto mercoledì a Washington tra Jean-Claude Juncker e Donald Trump, il lussemburghese avrebbe praticamente costretto l’americano a ribadire, quasi parola per parola, la posizione che aveva già pubblicamente assunto. Trump ha detto: “Ci siamo accordati oggi…di lavorare insieme (con la Ue) per favorire la totale abolizione dei dazi, delle barriere non daziarie agli scambi e dei sussidi per tutti i beni industriali nonautomotive”. Juncker, lì accanto, non ha fatto una piega, neanche un plissé.

Il ketchup è un condimento possente, molto usato per insaporire gli hamburger, oltre che nel cinema per simulare il sangue che sgorga dalle ferite finte. È forte la sua associazione alla cucina popolare Usa, anche se non è propriamente americano. Sarebbe nato invece nel sudest asiatico, in origine come una sorta di salsa di pesce—di interiora di pesce—lasciato marcire. La genialità americana è consistita nel togliere le interiora per metterci i pomodori, una mossa di fondamentale civiltà.

Si è avuta in questi mesi la curiosa impressione che il dossier daziario Ue fosse gestito più da un ufficio stampa che da una cancelleria. Levis, Harley-Davidson, il ketchup degli hamburger e il bourbon: sono dei simboli che vanno benissimo per fare i pezzi sui giornali, ma in termini macroeconomici sono del tutto insignificanti. Juncker forse potrà tornare ora per dire ai tedeschi che ha salvato i conti delle loro case automobilistiche, ma non ha la forza di portare l’Ue a mantenere gli impegni presi. L’Unione è fortemente protezionista e campa politicamente di sussidi massicci. Sarebbe la fine…

Trump non è una persona gradevole, ma è improbabile che un rodato palazzinaro newyorchese si faccia infinocchiare da un commercialista del Lussemburgo che vuole intavolare una trattativa senza fine— Brexit dixit. Poi, negli Usa, non sono solo gli amici di Trump a pensare che sia giunto il momento di rivedere insieme i conti con gli alleati europei—e non sarà un po’ di sangue finto a fermarli.

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