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Esteri
Partita turca in Libia, l'Italia intervenga con intelligence e forze armate

La partita libica è una problema di livello enorme, l'ingresso truco e a gamba tesa con  addendi militari ( solid, contractors, mezzi) ci butta definitivamente fuori dal controllo di una schacchiera per noi è fondamentale.

I politici del passato  in politica estera più preparati e intelligenti, per anni avevano salvaguardato la Libia come un protettorato, finanziato il politico per gestire l’energetico, istruito migliaia di militari libici in Sardegna gestendo un’intelligence di livello mondiale per assicurare il recupero italiano sulle rotta del petrolio dopo che negli anni ‘60 gli inglesi ci avevano fatto precipitare in volo.

Oggi sul disastro libico la partita militare era l’unica cosa che doveva fare l’italia.

Una mossa istituzionale, solida, e soprattutto politicamente identitaria su uno scenario internazionale inclinatosi a nostro svantaggio dalla caduta del muro

I turchi l’hanno capito e non aspettavano oltre

100 milioni di abitanti di una nazione fortissima sul piano economico, militare e soprattutto politico.Un monolite tra mar nero e mediterraneo.

Nella piana di Smirne-Izmir trovano soldi, fatturati , manodopera conveniente tante  aziende italiane, tedesche, francesi, dalla Ferrero alla Wolksvagen

La Turchia è alleato nato,  gioca come un trojan horse nell’alleanza.

Su Kastellorizo (privata della sovranità ellenica delle acque) ha spiazzato i greci che ora riarmano le popolazioni isolane, milizie domestiche in sonno in un disperato orgoglioso tentativo di lanciare messaggi abbaianti agli ottomani.

Ed ha spiazzato anche noi.

Eppure un segnale l’avevamo avuto l’anno scorso quando hanno impedito alle navi Eni davanti a Cipro di proseguire con le esplorazioni. Dovevamo mandare un nave militare immediatamente e obbligare i presunti alleati occidentali a fare altrettanto.

Nulla.

I pericoli ora si sono moltiplicati.

E la radice del vero problema è l’insipienza e l’ignoranza del pensiero geopolitico: Russia, Usa e Turchia (insieme a Gran Bretagna e soprattutto Francia) ora giocano in diretta sul terreno e mettono armi e uomini in Libia.

Di fronte alle nostre coste.

Chi vincerà o chi si spartirà la Libia (russi e turchi ) gestiranno i flussi di migranti per  ricattarci con i flussi di gas e petrolio nei gasdotti che approdano in sicilia.

Non avremo alcun mezzo per reagire.

E’ necessaria ora un inversione radicale, intervenire immediatamente con un azione  massiccia combinata di intelligence e forze armate (non con contractors, la differenza politica è sostanziale).

E soprattutto con alleati veri, non padroni

Solo una massiccia azione dirompente sul piano internazionale può rimetterci al riparo da conseguenze che prima per la nostra economia e poi la nostra democrazia si riveleranno irrecuperabili .

La dignità -come tutte le virtù- è esercizio di dignità, non pensiero 

Perché nell’inazione ogni virtù pian piano svanisce.

E con essa ogni libertà.

 

 

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