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Esteri
Libia, l'autopsia: "Piano preso al torace da colpi di kalashnikov"
Guerra in Libia: liberati i due ostaggi italiani

Fausto Piano, il tecnico della Bonatti rimasto ucciso in Libia assieme al collega Salvatore Failla, e' stato colpito al torace da una pluralita' di colpi d'arma da fuoco. E' l'esito dell'esame autoptico, concluso al Gemelli. I proiettili sono stati rimossi in occasione dell'autopsia effettuata in Libia ma dalla tac e dall'esame radiologico, fatti al Policlinico, e' stato possibile individuare la presenza di schegge in piu' parti del corpo.

Analizzando queste schegge gli inquirenti sperano di poter risalire al calibro e al tipo di arma. Come per Failla, anche per Piano non e' stato evidenziato alcun colpo alla nuca. Cade cosi' l'ipotesi, fatta da alcuni quotidiani nei giorni scorsi, che i due italiani siano stati vittime di una esecuzione e giustiziati dagli stessi sequestratori.

La vedova di Failla: "Non ci hanno aiutato a salvarlo, non voglio funerali di Stato" - "Non voglio funerali di Stato per mio marito. Sono arrabbiata. Mi era stato detto che in Libia non sarebbe avvenuta l'autopsia e questo non e' avvenuto. Averla fatta giu' non vale adesso piu' niente e non consente di accertare quanto e' accaduto". Lo ha detto Rosalba Failla, moglie di Salvatore, uno dei due tecnici della Bonatti uccisi in Libia, incontrando i giornalisti nello studio del suo avvocato.

Accompagnata dalle figlie Erica ed Eva, rispettivamente di 22 e 12 anni, la signora Failla ha espresso parole durissime nei confronti dello Stato italiano: "eravamo convinti che l'Italia ci tutelasse e che ci restituisse vivi mio marito e Fausto Piano. Eppure lo Stato non e' stato capace nemmeno di impedire che venisse fatta l'autopsia. Durante questi lunghi mesi di sequestro, dalla Farnesina ci e' stato detto di non fare mai scalpore, di non rispondere alle chiamate dei rapitori. Abbiamo eseguito ogni ordine nella speranza che Salvatore tornasse a casa e adesso mi sento in colpa per non aver fatto quello che lui chiedeva di fare, cioe' di smuovere le acque e chiedere l'aiuto ai media".

"Alla famiglia di Fausto Piano - ha aggiunto la figlia piu' grande - e' stato detto che sono stati costretti a dare le salme ai libici per l'autopsia perche' i nostri funzionari si sono trovati con le armi puntate alla testa.

"Ho bisogno di aiuto. Sono rimasto solo". La vedova di Failla fa ascoltare l'ultima telefonata - "Ho bisogno di aiuto, sono rimasto solo, ho bisogno di cure mediche. Tu chiama chiunque, smuovi le acque, avverti i Tg e le televisioni perche' la Bonatti non fa piu' niente per noi". E' un passo della scioccante conversazione registrata che Rosalba Failla, moglie di uno dei tecnici morti in Libia alcuni giorni fa, ha ascoltato il 13 ottobre scorso. La chiamata sarebbe partita su iniziativa di uno dei carcerieri e per la signora Rosalba quella volta non c'e' stata la possibilita' di parlare direttamente col marito". Questo stralcio della telefonata, l'unica giunta a casa Failla durante il sequestro durato quasi otto mesi, e' stata fatta ascoltare in un incontro con la stampa organizzato nello studio dell'avvocato Francesco Caroleo Grimaldi, presenti le figlie della signora e dei medici legali di parte Luisa Regimenti e Orazio Cascio.

Gentiloni: "L'Italia interverrà in Libia solo se..." - "Il governo non si farà trascinare in avventure inutili e perfino pericolose per la nostra sicurezza nazionale. Non è sensibile al rullar di tamburi e a radiose giornate interventiste ma interverrà se e quando possibile su richiesta di un governo legittimo". Le parole del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni al Senato ribadiscono la posizione del governo italiano. Bisogna, aggiunge, "combinare fermezza, prudenza e responsabilità".

L'Italia interverrà in Libia solo "su richiesta di un governo legittimo" e dopo avere avuto il via libera del Parlamento. "Noi lavoriamo per rispondere ad eventuali richieste di sicurezza del governo libico - dice Gentiloni - niente di più e niente di meno, nel rispetto della Costituzione e ovviamente lo faremo solo in seguito al via libera del Parlamento, come ha ricordato qualche giorno fa il presidente del Consiglio".

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paolo gentilonidichiarazioni gentiloni intervento militare italiano in libia
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