La Commissione europea ha raccomandato all’Eacea di interrompere il finanziamento da 2 milioni di euro destinato alla Biennale di Venezia dopo la presenza del padiglione russo. La Fondazione contesta l’annuncio arrivato su X e aspetta l’atto tecnico, mentre la Lega chiede al governo di coprire le risorse.
Virkkunen difende i valori democratici, Venezia contesta l’annuncio arrivato su X
La Commissione europea vuole interrompere il finanziamento da 2 milioni di euro destinato alla Biennale di Venezia. Dopo aver esaminato le risposte inviate dalla Fondazione sul padiglione russo, Bruxelles ha raccomandato ufficialmente all’Eacea, l’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura, di procedere con la revoca.
L’annuncio è arrivato su X dalla vicepresidente della Commissione europea Henna Virkkunen. “La cultura in Europa – finanziata con il denaro dei contribuenti – dovrebbe promuovere e salvaguardare i valori democratici. Tali valori non vengono rispettati nella Russia odierna”, ha scritto la commissaria finlandese.
La Biennale ha contestato anzitutto il metodo scelto da Bruxelles. “Apprendiamo su X da autorità politiche, e non dalle autorità tecniche preposte, di decisioni assunte in merito al contributo alla Biennale di Venezia dell’European Education and Culture Executive Agency (EACEA)”, si legge nella nota della Fondazione.
La risposta prosegue specificando “di aver risposto nei termini stabiliti a tutti i punti della terza lettera ricevuta dall’EACEA sul tema, e di attendere da essa una nota tecnica formale per valutare ogni eventuale passo successivo e far valere le proprie ragioni in tutte le sedi competenti. In ogni caso proseguono i programmi interessati, che sono solo in maniera marginale co-finanziati dal contributo sopracitato”.
Il confronto con Bruxelles era iniziato in primavera. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli aveva contestato la partecipazione russa, mentre la Biennale aveva confermato la presenza del padiglione. La struttura non è mai stata formalmente aperta al pubblico e la Fondazione ha sempre sostenuto di non aver violato le sanzioni europee contro Mosca.
La Commissione e l’Eacea hanno inviato diverse lettere prima e dopo l’inaugurazione, chiedendo spiegazioni e avvertendo la Biennale del rischio di perdere i finanziamenti. La mostra ha aperto il 9 maggio, giorno della Festa dell’Europa, con il padiglione russo presente negli spazi della manifestazione.
A Venezia c’era anche il vicepremier Matteo Salvini, le cui dichiarazioni hanno irritato i vertici comunitari. La risposta politica della Lega è arrivata poche ore dopo l’annuncio della Commissione. “La Biennale è storia, cultura, arte, innovazione e libertà. Se qualche burocrate di Bruxelles non riesce a capirlo ce ne faremo una ragione”, ha dichiarato il partito.
La Lega ha annunciato che chiederà al governo italiano di integrare i finanziamenti eventualmente cancellati dall’Unione europea. “La cultura non si piega ai diktat di Bruxelles”, ha aggiunto il partito di Salvini.
La Commissione ha per ora trasmesso una raccomandazione. La revoca diventerà effettiva soltanto con un atto dell’Eacea, ma la posizione politica di Bruxelles era già entrata nelle conclusioni del Consiglio europeo di giugno. “Finché non ci sarà una pace giusta e duratura in Ucraina, non vi dovrebbe essere una normalizzazione della partecipazione della Russia a eventi sportivi e culturali internazionali”, recitava il documento.
Lo stesso principio è stato richiamato per la presenza russa alle Paralimpiadi di Milano-Cortina e dopo le aperture del Cio alla partecipazione degli atleti russi. La Biennale continuerà intanto i programmi cofinanziati e aspetterà la comunicazione ufficiale dell’Eacea prima di decidere come contestare il provvedimento.

