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Medio Oriente nel caos, missili Houthi contro Riad e 7 navi colpite a Hormuz. Netanyahu: “Con Trump pronti a finire il lavoro in Iran”

Tensione alle stelle, rischio escalation in tutta la regione

Medio Oriente nel caos, missili Houthi contro Riad e 7 navi colpite a Hormuz. Netanyahu: “Con Trump pronti a finire il lavoro in Iran”

L’Arabia Saudita ha dichiarato di aver intercettato un missile balistico lanciato contro Riad dai ribelli Houthi dello Yemen e ha attivato allarmi di pericolo in diverse città del Paese, tra cui la capitale, in un contesto di crescente tensione tra le forze fedeli al governo yemenita riconosciuto a livello internazionale e gli insorti alleati dell’Iran. “La difesa antiaerea ha intercettato e distrutto un missile balistico lanciato dalla milizia Houthi verso Riad”, ha dichiarato sul proprio account X Turki al Maliki, portavoce della coalizione militare anti-houthi guidata dall’Arabia Saudita. Il ministero della Difesa del regno arabo ha annunciato sulla stessa piattaforma l’attivazione di allarmi di pericolo, successivamente revocati, nella capitale Riad (centro) e in tre città del sud-ovest del Paese: Abha, Khamis Mushait e Najran (sud-ovest).

Sette navi in una sola notte sono state colpite nello Stretto di Hormuz: tre hanno urtato delle mine e quattro sono state attaccate direttamente dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc). Lo riportano, secondo quanto riferito da Al-Jazeera, le autorità iraniane secondo le quali queste navi sono legate agli Stati Uniti. Si tratta di una grave escalation, poiché probabilmente rappresenta il numero più elevato di incidenti in un solo giorno ammesso dall’Irgc.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha detto che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump lo ha indicato come il leader più adatto per portare a termine la guerra contro l’Iran. A proposito del recente sostegno espresso da Trump, ha sostenuto che il presidente statunitense vuole “portare a termine il lavoro” con Teheran avendo Netanyahu come suo partner. Il primo ministro israeliano ha inoltre avvertito che qualsiasi nuovo attacco iraniano sarebbe stato contrastato con “una forza e una potenza che non possono nemmeno immaginare”.

Le forze di pace dell’Onu in Libano hanno registrato 80 traiettorie di proiettili nella sola giornata di ieri, nell’ambito di un’intensa attività di artiglieria e mortai nel sud del Paese, tra Israele e Hezbollah. Tra il 19 e il 21 ottobre, i caschi blu hanno inoltre osservato diversi attacchi aerei nell’area di operazioni di Unifil e numerosi droni sopra postazioni Onu e zone abitate. Lo riferisce il portavoce del Segretario generale, Stéphane Dujarric. Le pattuglie nel settore orientale hanno subito ripetute limitazioni agli spostamenti a causa di blocchi stradali e altre difficoltà legate alle attività delle forze israeliane, con ritardi, deviazioni e cancellazioni di alcune missioni. L’Onu ha chiesto a tutte le parti di rispettare la libertà di movimento dei Caschi blu ed evitare ulteriori escalation.

Sono 262 le vittime civili verificate in Yemen dall’inizio di agosto, tra cui 66 morti e 196 feriti. Più della metà delle persone coinvolte sono bambini. Lo riferisce l’Ufficio dell’Onu per i diritti umani, precisando che il bilancio effettivo potrebbe essere significativamente più alto. Il conflitto continua inoltre a ostacolare gli aiuti umanitari, soprattutto nella città di Taiz, dove le difficoltà di accesso hanno costretto il Programma alimentare mondiale a sostituire la distribuzione di cibo con aiuti in denaro. La scarsità delle forniture in entrata sta tuttavia facendo aumentare rapidamente i prezzi dei beni di prima necessità.

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