La commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali delibera “di segnalare al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e, per il suo tramite, alle Autorità territoriali” con riferimento “alle azioni collettive degli autotrasportatori tuttora in corso di svolgimento nelle Regioni” del Sud Italia, “il fondato pericolo di pregiudizio ai diritti della persona costituzionalmente tutelati e di invitarle ad adottare” le misure necessarie “a prevenire il predetto pregiudizio“. E “di proporre alle medesime Autorità di ordinare l’immediata cessazione dei blocchi stradali nei confronti dei singoli aderenti alle azioni collettive in corso”. E’ quanto si legge nella delibera della commissione, visionata dall’AGI, riguardante le proteste dei Tir.
“Le azioni collettive, allo stato portate avanti da comitati autonomi e spontanei di autotrasportatori, e perpetrate mediante l’attuazione di blocchi stradali, hanno determinato – si legge nella deliberazione – una seria compromissione degli approvvigionamenti dei beni di prima necessità e dei farmaci alla popolazione, nonché del carburante alla rete di pubblica distribuzione“. Si considera inoltre che “la prolungata azione di fermo risulta aver determinato un grave e progressivo svuotamento della rete di distribuzione alimentare primaria” con “il concreto rischio di carenza di generi alimentari di prima necessità per le comunità locali”. Inoltre si evidenzia che “la sospensione del trasporto di carburante alla rete di pubblico approvvigionamento ha determinato effetti vulneranti trasversali sulla regolarità dei servizi pubblici essenziali, avendo inciso, in senso pregiudizievole, anche sull’erogazione dei servizi di trasporto“.
E che “le azioni di blocco stradale e/o di rallentamento della circolazione hanno dispiegato un effetto vulnerante sull’intero sistema economico, avendo inciso sulla mobilità delle persone e quindi, in ultima analisi, su tutte le attività (essenziali e non), nella misura in cui hanno condizionato la possibilità di raggiungere i luoghi di lavoro”. Infine si rileva che “da quanto risulta dalle segnalazioni pervenute, l’azione di protesta ha comportato anche l’interruzione di servizi di trasporto dei rifiuti, con la conseguente saturazione dei siti di stoccaggio e pregiudizio per i servizi di raccolta e smistamento dei rifiuti”.
La mancanza di “approvvigionamento del carburante è suscettibile finanche di incidere sulla regolare erogazione del servizio di emergenza urgenza sanitaria, essendo necessario ai fini del rifornimento dei mezzi di soccorso”.
Nel documento si fa notare inoltre che “nonostante le dichiarazioni di revoca delle azioni di autotutela rese dai rappresentanti delle associazioni rappresentative Fedralog e Aias, notizie di stampa circolate in data odierna continuano ad evidenziare la perdurante attuazione di presidi e azioni di protesta da parte di autotrasportatori (quanto meno nell’ambito delle Regioni Puglia e Campania) che, in base alle informazioni allo stato degli atti acquisite, non risultano ascrivibili ad associazioni rappresentative di categoria, bensì a comitati spontanei di autotrasportatori e agricoltori”.
La commissione di garanzia sottolinea che “il proseguimento dei fermi (e delle correlate forme anomale di sciopero), oltre 1 limiti di durata prestabiliti dal Codice di autoregolamentazione del settore, espone le comunità locali ad un intollerabile aumento delle probabilità che i propri diritti costituzionali vengano attinti in maniera seria ed irreparabile“. E che “pertanto sussiste il pericolo di un pregiudizio grave ed imminente alla salute, alla sicurezza e alla libertà di circolazione delle persone”.
La Commissione segnala la situazione “al presidente del Consiglio o al ministro da lui delegato ovvero al prefetto, a seconda della portata (nazionale o locale) del conflitto, affinché adottino con ordinanza le misure necessarie a prevenire il pregiudizio”.
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