Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Esteri » Guerra in Iran, Trump: “L’Italia non c’era quando avevamo bisogno di lei. Spostare le truppe? Ci sto ancora pensando”. Londra invia una nave da guerra a Hormuz

Guerra in Iran, Trump: “L’Italia non c’era quando avevamo bisogno di lei. Spostare le truppe? Ci sto ancora pensando”. Londra invia una nave da guerra a Hormuz

Guerra in Iran, Trump: “L’Italia non c’era quando avevamo bisogno di lei. Spostare le truppe? Ci sto ancora pensando”. Londra invia una nave da guerra a Hormuz
Guerra in Iran, si cerca un accordo di pace. Le notizie di sabato 9 maggio
Guerra in Medio Oriente, Trump attende dall’Iran una risposta entro stasera sull’accordo di pace. Sale la tensione a Hormuz
Inizio diretta: 09/05/26 09:00
Fine diretta: 09/05/26 23:00
Libano, tre bambini tra i 7 morti nel raid israeliano su famiglie sfollate

Ci sono anche tre bambini, di sei mesi, due e 11 anni, tra i 7 morti nel raid israeliano contro un palazzo che ospitava tre famiglie sfollate a Saksakiye, nella zona di Sidone.

Lo riferiscono i media libanesi citando il ministero della Salute, che precisa come si tratti ancora di un bilancio preliminare.

Almeno 15 le persone rimaste ferite.

Trump sui dragamine a Hormuz: “L’Italia non c’era quando ne avevamo bisogno”

“L’Italia non c’era quando avevamo bisogno di lei. E io ci sono sempre stato per l’Italia, e così il mio Paese”. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista al Corriere della Sera, il giorno dopo il viaggio a Roma del segretario di Stato Marco Rubio.

All’osservazione che l’Italia potrebbe fornire dragamine dopo il cessate il fuoco in Iran, Trump ha ribadito ancora una volta: “L’Italia non c’era quando ne avevamo bisogno”.

Trump: “Spostare truppe dall’Italia? Ci sto ancora pensando”

In una telefonata esclusiva con il Corriere della Sera, il presidente Usa Donald Trump non ha voluto commentare lo spostamento di truppe dalla Germania, potenzialmente verso il fronte orientale della Nato, mentre ha confermato che “sta ancora prendendo in considerazione” l’ipotesi di spostare truppe dalle basi italiane.

Iran, per la prima volta dettagli sulle ferite di Mojtaba Khamenei: “Lesioni a rotula e schiena”

L’Iran ha fornito per la prima volta dettagli sulle ferite riportate da Mojtaba Khamenei, attuale Guida Suprema del Paese, negli attacchi aerei di Usa e Israele che, all’inizio del conflitto, hanno causato la morte di suo padre Ali Khamenei.

Un funzionario iraniano ha confermato che Khamenei ha riportato lesioni alla rotula e alla schiena, precisando però che gode di buona salute. La notizia, riferisce il Wall Street Journal, emerge da un video sui social di Nour, agenzia di stampa legata al Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale dell’Iran.

Ieri la Cnn aveva riferito che l’intelligence Usa ritiene Khamenei una figura cruciale nelle strategie dell’Iran.

Iran, Londra invia la nave da guerra Hms Dragon in vista di una missione a Hormuz

Il Regno Unito invierà il cacciatorpediniere Hms Dragon in Medio Oriente in vista della possibile missione internazionale per proteggere il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz.

Lo ha annunciato il ministero della Difesa britannico, secondo cui “il preposizionamento della Hms Dragon rientra in una pianificazione prudente che garantirà al Regno Unito di essere pronto, nell’ambito di una coalizione multinazionale guidata congiuntamente da Regno Unito e Francia, a mettere in sicurezza lo Stretto quando le condizioni lo permetteranno”.

Londra ha precisato che l’eventuale missione avrebbe carattere esclusivamente difensivo e mirerebbe a ristabilire la fiducia delle navi commerciali che transitano nello Stretto di Hormuz.

Iran, Teheran smentisce: “Nessuna notizia ufficiale su attacco Usa vicino a Hormuz”

È stata smentita la notizia diffusa da media iraniani e rilanciata dalla Cnn secondo cui risultavano dispersi dopo attacchi attribuiti agli Stati Uniti “contro pescherecci e mercantili iraniani” nel Golfo Persico.

A riferire i nuovi sviluppi è la stessa rete americana, che precisa come le informazioni su quello che veniva descritto come un presunto attacco di “aerei americani” siano state diffuse dall’agenzia iraniana Mehr citando il governatore di Bandar-e-Lengeh, Fawad Moradzadeh.

Lo stesso Moradzadeh, ricostruisce la Cnn, è stato poi citato da un’altra agenzia iraniana, la Tasnim, che ha diffuso la smentita.

“Quanto pubblicato da alcuni organi di stampa, che mi citano, è falso e non ci sono dati ufficiali e confermati o informazioni diffuse dalle autorità competenti riguardo un simile attacco”, è la dichiarazione riportata dalla Tasnim.

Iran, Teheran aggiorna sulle ferite di Mojtaba Khamenei: problemi a rotula e schiena, taglio dietro l’orecchio

L’Iran ha fornito per la prima volta dettagli pubblici sulle ferite riportate da Mojtaba Khamenei in seguito ai raid aerei che, all’inizio del conflitto, hanno ucciso suo padre, l’allora Guida Suprema Ali Khamenei.

Secondo quanto riferito in un video diffuso dall’agenzia Nour, legata al Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano e citato dal Wall Street Journal, un funzionario ha confermato che Khamenei è rimasto ferito, ma si troverebbe in buone condizioni di salute.

Nel video, Mazaher Hosseini, indicato come coordinatore delle riunioni governative di alto livello, ha precisato che le ferite alla rotula e alla schiena del figlio della Guida Suprema guariranno rapidamente e che il problema alla schiena si è già risolto.

Hosseini ha inoltre aggiunto che Mojtaba Khamenei presenta anche un piccolo taglio dietro l’orecchio, già medicato e non visibile perché coperto dal turbante.

Le autorità iraniane sostengono che le sue condizioni siano in miglioramento, mentre fonti statunitensi continuano a descrivere le ferite come gravi.

Iran, Teheran denuncia un attacco Usa vicino a Hormuz: sei dispersi

L’Iran denuncia un attacco attribuito alle forze statunitensi contro “pescherecci e mercantili iraniani” nel Golfo Persico e parla di sei dispersi. Secondo il governatore della regione iraniana di Bandar-e-Lengeh, Fawad Moradzadeh, gli attacchi di “aerei americani” hanno colpito nei pressi del porto omanita di Khasab, all’estremità meridionale dello Stretto di Hormuz.

Stando a Moradzadeh, diverse persone sono state trasportate in ospedale. Il Centcom ha confermato nelle ultime ore un intervento contro due petroliere iraniane che, secondo la versione americana, stavano cercando di violare il blocco navale.

Bahrain, arrestate 41 persone legate ai Pasdaran iraniani

Il ministero dell’Interno del Bahrain ha annunciato l’arresto di 41 persone accusate di appartenere a un gruppo collegato ai Guardiani della Rivoluzione islamica iraniana e all’ideologia del velayat-e faqih, la “tutela del giurista”.

Secondo le autorità, citate da Al Jazeera, le forze di sicurezza avrebbero individuato quella che viene definita la “principale struttura organizzativa” del gruppo grazie ad attività di intelligence e a precedenti indagini su presunti casi di spionaggio a favore di attori stranieri, oltre che su episodi di sostegno a quella che il ministero ha definito “la palese aggressione iraniana”.

Le autorità del Bahrain hanno inoltre riferito che i procedimenti giudiziari nei confronti degli arrestati sono già in corso e che le indagini proseguono per identificare eventuali altri soggetti coinvolti.

Iran, Kamala Harris attacca: “Questa guerra è una stronzata”

“Questa guerra in Iran, che il popolo americano non vuole, che non è stata autorizzata dal Congresso, anche se lo fosse stata, non avrebbe dovuto essere iniziata. Ha parlato di annientare… Sono tutte stronzate”. Lo ha detto l’ex vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris durante un evento del Partito democratico a Las Vegas, scatenando gli applausi della sala. Lo riporta la Cnn.

Iran, Teheran: sei dispersi dopo gli attacchi Usa alle petroliere nel Golfo di Oman

Sei persone risultano disperse in seguito all’attacco statunitense contro navi iraniane vicino al porto di Khasab, in Oman. Lo ha riferito Fawad Moradzadeh, governatore di Bandar Lengeh.

L’attacco è avvenuto giovedì 7 maggio e, secondo il governatore di Bandar Lengeh, “navi mercantili e da pesca iraniane” sono state attaccate vicino al porto di Khasab, in Oman.

“In questo incidente, sono state prese di mira sei imbarcazioni appartenenti agli abitanti di Bandar-e-Moalem, un distretto nella parte centrale di Bandar-e-Lengeh, con un totale di 20 persone a bordo”, ha affermato Moradzadeh, come riporta Bbc Persian.

I feriti sono sei.

Iran, sanzioni Usa contro aziende cinesi e straniere che aiutano l’industria militare di Teheran

Il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato sanzioni contro 10 aziende e individui, anche cinesi, accusati di aver sostenuto l’industria iraniana degli armamenti.

Nel mirino dell’Office of Foreign Assets Control sono finite società con sede in Medio Oriente, Asia ed Europa orientale, che avrebbero consentito a Teheran di ottenere armi e materie prime per i droni Shahed e per il programma di missili balistici.

Il Tesoro ha inoltre dichiarato di essere pronto a sanzioni “secondarie” contro istituzioni finanziarie, comprese “quelle collegate alle raffinerie indipendenti ‘teapot’ della Repubblica Popolare Cinese”, una rete che importa greggio a prezzi scontati da Iran e Russia.

Tra le aziende sanzionate figura Yushita Shanghai, accusata di aver aiutato il Center for the Progress and Development of Iran, incaricato di ottenere tecnologie avanzate per l’industria militare iraniana. La cinese Hitex Insulation Ningbo è stata invece colpita per presunti legami con il programma iraniano di missili balistici.

Secondo Washington, la rete di aziende avrebbe permesso all’Iran di ottenere anche sistemi di difesa aerea Manpads, mentre altre società con sede a Hong Kong, Dubai e Bielorussia avrebbero agito da intermediari per nascondere i legami con Teheran.

Le sanzioni arrivano a meno di una settimana dalla visita del presidente americano Donald Trump a Pechino per incontrare il leader cinese Xi Jinping.

Iran, Araghchi: le azioni Usa alimentano i sospetti sulle reali intenzioni di pace

Il comportamento degli Stati Uniti continua ad alimentare dubbi sulle reali intenzioni di Washington nei negoziati per la pace. Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in una telefonata con l’omologo turco Hakan Fidan.

“Le recenti provocazioni delle forze statunitensi nel Golfo Persico e le loro numerose azioni volte a violare il cessate il fuoco hanno alimentato i sospetti riguardo alle intenzioni e alla serieta’ della parte americana nel processo diplomatico”, ha detto Araghchi, secondo quanto riferisce una nota ufficiale riportata dall’agenzia Isna.

Il ministro degli Esteri turco, si legge ancora nella nota, ha ribadito la necessità di proseguire gli sforzi diplomatici per mettere fine alla guerra e il sostegno della Turchia al processo diplomatico in corso.

Iran, media: Trump è stanco della guerra e vuole chiuderla

Donald Trump sarebbe stanco della guerra in Iran e vorrebbe davvero che finisse. Lo scrive la rivista The Atlantic, citando indiscrezioni raccolte tra collaboratori del presidente americano.

“Nonostante l’impasse negoziale, Trump è riluttante a riprendere le ostilità”, riferiscono le fonti, secondo cui il presidente non vuole restare impantanato in Medio Oriente come alcuni suoi predecessori.

A pesare sarebbero anche i timori legati alla diminuzione delle scorte di armamenti, mentre alcuni alleati degli Stati Uniti nella regione, tra cui a volte anche Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, avrebbero espresso preoccupazione per il rischio di tornare bersagli di eventuali rappresaglie iraniane in caso di nuovi attacchi americani.

Trump, inoltre, avrebbe chiarito ai suoi consiglieri di voler evitare qualsiasi azione militare prima del viaggio della prossima settimana a Pechino per incontrare il presidente cinese Xi Jinping. L’obiettivo sarebbe arrivare in Cina potendo dire che la guerra sta finendo, mentre prova a chiudere nuovi accordi commerciali con Xi.

Usa, Trump pensa al siluramento del capo della Fda: indiscrezione del Wall Street Journal

Donald Trump starebbe valutando il licenziamento del capo della Food and Drug Administration, Marty Makary. Lo riporta il Wall Street Journal.

Secondo quanto riferito, Makary pagherebbe i contrasti con l’amministrazione su sigarette elettroniche, aborto e politiche sulle droghe. Ex chirurgo della Johns Hopkins, il numero uno della Fda verrebbe considerato poco efficiente nella gestione dell’agenzia e troppo indipendente.

A pesare sarebbero state anche le proteste arrivate più volte dall’industria farmaceutica. Trump, inoltre, non avrebbe gradito la decisione di Makary di non autorizzare le fragranze mirtillo e mango prodotte da Glas per le sigarette elettroniche, scelta su cui il capo della Fda sarebbe poi tornato dando infine il via libera.

Trump: "Accordo di pace? Aspetto una risposta dall'Iran entro stasera"

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato di attendersi entro la notte una risposta dell’Iran alla più recente proposta americana per un accordo di pace. Il tycoon ha ribadito la linea dura di Washington, avvertendo Teheran che, in assenza di un’intesa immediata, gli Stati Uniti sarebbero pronti a intensificare gli attacchi. Tuttavia, la risposta iraniana non è ancora arrivata. Il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi, in una conversazione telefonica con il suo omologo turco, avrebbe detto: “Gli  Stati Uniti pongano fine alle loro richieste eccessive e irragionevoli e  alle loro aggressioni illegali, per far progredire il processo  diplomatico. La recente escalation delle tensioni da parte degli  Stati Uniti nel Golfo Persico e la violazione del cessate il fuoco hanno  accresciuto i sospetti sulla serietà di Washington nel percorso  diplomatico”, ha aggiunto. Secondo l’agenzia di stampa IRNA, Fidan ha  ribadito il sostegno del suo Paese al proseguimento degli sforzi  diplomatici per porre fine alla guerra.

Nel frattempo cresce la tensione nello Stretto di Hormuz. Due petroliere iraniane prive di carico sarebbero state colpite nel Golfo di Oman mentre tentavano di superare il blocco navale imposto dagli Stati Uniti. All’Onu, il rappresentante iraniano Saeed Iravani ha denunciato le operazioni militari americane nell’area del Golfo Persico, sostenendo che possano provocare conseguenze estremamente gravi non solo per la regione, ma anche per la sicurezza internazionale. In una lettera inviata al Consiglio di Sicurezza, Teheran ha accusato Washington di violare il cessate il fuoco attraverso attacchi contro navi mercantili e azioni di blocco navale considerate “atti di pirateria”.

Secondo fonti dell’intelligence statunitense riportate dalla CNN, Mojtaba Khamenei starebbe assumendo un ruolo sempre più centrale nella gestione strategica del conflitto, collaborando con i vertici politici e militari iraniani. Restano però dubbi sull’effettiva estensione del suo potere all’interno di un sistema politico considerato ancora instabile dopo la morte del padre, Ali Khamenei, ucciso nei primi giorni della guerra insieme ad altri alti ufficiali iraniani. Washington continua intanto a puntare sulla diplomazia, mentre il cessate il fuoco regge ormai da oltre un mese. Secondo l’intelligence americana, l’Iran starebbe cercando di riorganizzare le proprie forze dopo i bombardamenti statunitensi, mantenendo comunque capacità militari sufficienti a resistere ancora per mesi al blocco imposto dagli Usa.

Sul piano diplomatico, gli Stati Uniti hanno presentato una nuova bozza di risoluzione al Consiglio di Sicurezza dell’Onu per chiedere all’Iran di fermare gli attacchi e la posa di mine nello Stretto di Hormuz. Il testo, però, rischia comunque il veto di Cina e Russia. Per evitare ulteriori tensioni internazionali, Washington ha eliminato dalla proposta il riferimento al Capitolo VII della Carta Onu, che autorizza sanzioni e interventi militari, pur mantenendo una linea severa contro Teheran.

Intanto resta alta anche la tensione in Libano. Secondo l’agenzia libanese National News Agency, almeno 31 persone sono morte durante una serie di raid israeliani nel sud del Paese. Tra le vittime ci sarebbe anche un soccorritore. L’emittente Al Jazeera parla di una delle giornate più violente dall’inizio della nuova escalation tra Israele e Hezbollah, ripresa lo scorso 2 marzo. Diversi attacchi hanno colpito anche la città di Toura, nel distretto di Tiro, mentre i soccorritori continuano a cercare una ragazza dispersa sotto le macerie.