Andrea Sempio torna a parlare pubblicamente mentre l’inchiesta della Procura di Pavia sull’omicidio di Chiara Poggi continua ad alimentare il dibattito mediatico e giudiziario. Il 38enne, indagato per il delitto avvenuto nel 2007 a Garlasco, ha affidato alcune dichiarazioni trasmesse da Quarto Grado il suo primo commento dopo gli ultimi sviluppi investigativi.
“Io questo fatto atroce non l’ho commesso”
Nel corso della trasmissione condotta da Gianluigi Nuzzi su Retequattro, è stato letto un messaggio attribuito a Sempio relativo all’ipotesi di un possibile arresto. “Spero che ciò non accada perché io questo fatto atroce non l’ho commesso”, avrebbe spiegato il 38enne parlando con persone a lui vicine. Sempio ha poi aggiunto un riferimento alla famiglia della vittima e alla lunga vicenda giudiziaria che da quasi vent’anni accompagna il caso: “È ovvio che il pensiero di tutti è che Chiara possa avere verità e giustizia. Ad iniziare dai suoi parenti che ancora, dopo 20 anni, non vedono la parola fine relativamente all’aspetto giudiziario. A tutti loro va la mia vicinanza”.
La difesa: “Dagli atti emerge la conferma della sua innocenza”
Nelle stesse ore è intervenuta anche la difesa del 38enne. L’avvocata Angela Taccia, che assiste Sempio insieme al collega Liborio Cataliotti, ha spiegato che da una “prima lettura” dell’informativa finale della Procura di Pavia e degli elementi raccolti dai carabinieri “emerge la conferma dell’innocenza di Andrea Sempio”. I legali precisano però che il lavoro di analisi è ancora in corso. “Stiamo valutando tutto con serietà”, hanno fatto sapere, annunciando giorni di approfondimento sui documenti raccolti nel corso dell’ultimo anno di indagine.
“Serve cautela sulla diffusione degli atti”
La difesa ha anche rivolto un appello ai media sul modo in cui vengono diffuse e interpretate le informazioni investigative trapelate nelle ultime settimane. “In queste ore stiamo lavorando al fine di ottenere il prima possibile tutti gli atti e i documenti raccolti in questo anno di indagine. Saranno giorni di intenso studio e lavoro e ci auguriamo che i media adottino più cautela nell’interpretare informazioni che purtroppo sono state divulgate in violazione del segreto istruttorio”, spiegano i difensori. Le dichiarazioni arrivano in una fase particolarmente delicata della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, riaperta dalla Procura di Pavia quasi vent’anni dopo l’omicidio di Chiara Poggi.

