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Esteri
Midterm, "referendum su Trump. Con i Democratici addio al boom economico"
LaPresse

Elezioni usa midterm ape 16
 

"E' il verdetto del popolo americano sulla disoccupazione al 3,7%, la più bassa da 50 anni, e sulla crescita delle paghe dei lavoratori che non si vedeva da decenni. E' un referendum per capire se è più importante l'economia che corre a livelli record o il fatto che a Donald Trump piacciono le donne". Il politologo Usa Edward Luttwak analizza con Affaritaliani.it le elezioni Midterm e le possibili conseguenze del voto negli Stati Uniti.

"Mi aspetto che i Repubblicani tengano il Senato, molto importante per il presidente, anche se alla Camera dovessero vincere i Democratici. In campagna elettorale i Dem hanno promesso salute gratis, educazione gratis e perfino gelati gratis. E ovviamente frontiere aperte a tutti, chiunque secondo loro dovrebbe poter entrare in America, soprattutto se è un immigrato musulmano", afferma Luttwak. "Ovviamente dipende anche dalla Casa Bianca, dal Senato e dalla Corte Suprema che ora è blindata. Quindi i Democratici potranno fare poco. Se divertirsi da pazzi a investigare se Trump è andato a donne quando si trovava in Russia".

Seeds&Chips Obama (2)
 

Qualcuno ha parlato di una sfida tra Trump e il suo predecessore Barack Obama, ma Luttwak è tranchant: "Obama è un fallito e Trump è il successo. Non c'è alcun duello. Non parliamo poi dei Clinton. Bill è rimasto alla Lewinsky, quanto a Hillary la gente negli Usa non vuole più vedere la sua faccia".

Quali ripercussioni del voto sull'economia? "I Dem, come al solito, cercheranno di distruggere la crescita buttando soldi in ogni direzione. Anche se controllando solo la Camera non potranno fare più di tanto. Se invece i Democratici dovessero conquistare anche il Senato si arriverebbe ben presto alla fine del ciclo economico positivo così tra due anni i Repubblicani tornerebbe vittoriosi con una grande maggioranza schiacciando i Democratici", conclude Luttwak.

Midterm: i duelli da seguire. Dalla Georgia alla Florida, dal Texas alla Virginia, dalla California a New York

In Usa si vota per le elezioni di meta' mandato: si rinnovano al Congresso, l'intera Camera (435 seggi) e 35 seggi del Senato, oltre a 36 governatori e una serie di amministrazioni locali. Secondo un sondaggio della Cnn, sette elettori su 10 dicono che il voto servira' a inviare un messaggio al presidente Usa, Donald Trump. E quasi tutti i sondaggi dicono che i Democratici hanno buone possibilita' di vincere la Camera, mentre i

Elezioni usa midterm ape 14LaPresse
 

repubblicani probabilmente manterranno il Senato. Ma con l'affluenza alle urne, che comunque e' sempre un rebus e l'effetto Trump che e' sempre un'incognita, tutti concordano nel dire che la sorpresa e' dietro l'angolo. Di seguito gli orari di chiusura dei seggi (ora italiana), con gli 'indicatori' da guardare secondo la dettagliata analisi fatta da Bbc.  
Mezzanotte Chiudono i primi seggi in Kentucky, importante guardare l'area di Lexington dove nel 2016 il presidente Trump vinse con 15 punti di vantaggio. In lizza alla Camera il repubblicano Andy Barr e la democratica Amy McGrath, che se dovesse vincere manderebbe un primo segnale al Gop. Chiudono anche i seggi in Indiana dove il senatore democratico Joe Donnelly spera di mantenere il seggio contro il repubblicano Mike Braun (se non ce la fa, si complica la strada dell'Asinello di conquistare il Senato).  
01:00 di notte Chiudono i seggi in due Stati in cui si giocano le corse al governatore piu' attese, Florida e Georgia. In Florida, uno Stato molto amato da Trump, il sindaco di Tallahassee, Andrew Gillum, se la gioca con il repubblicano Ron DeSantis, trumpista della prima ora. Gillum nei piu' recenti sondaggi ha un lieve vantaggio, all'interno pero' del margine di errore.   La corsa per il Senato vede l'uscente Bill Nelson, un democratico eletto dal 2000, contro il repubblicano Rick Scott, ed e' stata una delle corse piu' costose dell'intera campagna elettorale. Se i repubblicani dovessero spuntarla in entrambe le 'battaglie', per il Gop sarebbe una bella iniezione di energia.   In Georgia, la democratica Stacey Abrams punta a diventare la prima governatrice afroamericana del Paese; ma se la deve vedere con Brian Kemp, attuale segretario di Stato dello Stato, e che ha anche il compito di sovrintendere il contenzioso elettorale (ci sono gia' state polemiche e il risultato potrebbe non essere deciso stanotte). Kemp negli ultimi tre dei quattro sondaggi e' in vantaggio di due punti, mentre la Abrams era avanti di un punto nel quarto. Interessante anche la corsa per il seggio alla Camera, dove la repubblicana Karen Handel, che l'aveva spuntata per un soffio in un'elezione speciale nel 2017, se la vede con una donna che lotta per una delle battaglie storiche dei progressisti americani, il maggiore controllo delle armi: Lucy McBath ha visto un figlio morire per una lite causata da musica troppo alta.

Chiudono i seggi anche in South Carolina, Vermont e Virginia. Proprio in Virginia da seguire il duello per il seggio alla Camera tra il repubblicano uscente Dave Brat e la democratica Abigail Spanberger, ex agente Cia: se quest'ultima ce la facesse sarebbe un altro buon segno per i democratici. I due sono di fatto testa a testa.  

01:30 Chiudono i seggi in North Carolina, Ohio e West Virginia.   02:00 Nei minuti a seguire potrebbe decidersi chi controllera' il Senato: chiudono i seggi in New Jersey, dove per il settimo distretto della Camera corrono il repubblicano Leonard Lance, che rappresenta l'area dal 2008, e il democratico Tom Malinowski. E'' un duello importante per i democratici che ci sperano (Malinowski nei due sondaggi della scorsa settimana era in entrambi davanti) cosi' come sperano anche in Pennsylvania: alla Camera, il repubblicano Brian Fitzpatrick se la vede con il democratico Scott Wallace, che ha speso ingenti somme per la sua campagna, in particolare con la sua fondazione filantropica, la Wallace Global Fund. Chiudono anche i seggi in Alabama, Connecticut, Delaware, District of Columbia, Illinois, Maine, Maryland, Mississippi, Oklahoma, Rhode Island e Tennessee.   In Missouri, la senatrice Claire McCaskill conta di resistere al repubblicano Josh Hawley.   Chiudono i primi seggi in Kansas, Massachusetts, Michigan (dove la democratica Rashida Tlaib potrebbe diventare la prima donna musulmana al Congresso), nel New Hampshire e in South Dakota.  
02:30 Chiudono i seggi Arkansas.
03:00 Occhi puntati sul Texas, Stato tradizionalmente 'rosso'. Per la Camera, da guardare il settimo distretto, un tempo roccaforte Gop, vinta di un soffio da Hillary Clinton nel 2016: il repubblicano John Culberson se la vede con la democratica Lizzie Fletcher.   La corsa al Senato vede il confronto tra un vecchio leone repubblicano, l'uscente Ted Cruz, nel passato anche candidato alla Casa Bianca, e il democratico Beto O'Rourke, astro nascente del Partito democratico che potrebbe diventare il primo senatore democratico del Texas da decenni. La corsa e' molto ardua ma se per caso ce la facesse per i democratici vorrebbe indicare che e' partita l'onda lunga.   Chiudono i seggi anche in Colorado, Louisiana, Nebraska, New Mexico, New York, Wisconsin e Wyoming. In Minnesota, alla Camera il repubblicano Erik Paulsen sfida il democratico Dean Phillips nel sobborgo di Twin Cities, dove Clinton vinse di nove punti.   E a questo punto dovrebbe essere chiaro chi controlla Camera e Senato.  
04:00 Chiudono i seggi in Iowa, dove la corsa da guardare e' a Des Moines (terzo distretto), uno dei posti che scelse Barack Obama nel 2012 ma Trump due anni piu' tardi. In Nevada, il senatore repubblicano Dean Heller se la vede con il democratico Jacky Rosen, e i democratici sperano molto.   Chiudono i seggi in Montana e Utah; e i primi in Idaho e North Dakota.  
05:00 Chiudono i seggi nella 'liberal' California e sara' interessante vedere come si muovono aree che invece vano controcorrente, perche' repubblicane, come nell'Orange County, alle spalle di San Francisco.   Chiudono i seggi in Oregon e nello Stato di Washington.  
06:00 Chiudono i seggi alle Hawaii e anche, nell'ora successiva in Alaska. A questo punto i giochi, almeno per la stragrande maggioranza, dovrebbero essere fatti.

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