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Midterm Usa, battaglia all’ultimo voto. Trump si gioca il Congresso: così sette Stati potranno cambiare le sorti del Senato

Per Trump è l’ultimo grande test elettorale prima della fine del mandato

Midterm Usa, battaglia all’ultimo voto. Trump si gioca il Congresso: così sette Stati potranno cambiare le sorti del Senato

C’è una data che va appuntata sul calendario in questo mese di novembre (che si prospetta già caldo) ed è quella di martedì 3, quando gli americani torneranno alle urne per le elezioni di metà mandato. Si rinnovano infatti tutti i 435 seggi della Camera e 35 del Senato, mentre 36 Stati scelgono il governatore e 40 votano su 145 referendum. I democratici puntano a riconquistare il Congresso: i sondaggi li vedono in vantaggio alla Camera, mentre al Senato la partita resta aperta. Per Trump è l’ultimo grande test elettorale prima della fine del mandato.

Vediamo nel dettaglio come funziona il voto. Alla Camera dei Rappresentanti saranno rinnovati tutti i 435 seggi, distribuiti tra gli Stati in proporzione alla popolazione. La California è quello con più rappresentanti, 53. Per conquistare la maggioranza servono 218 seggi: oggi i repubblicani ne controllano 220, contro i 215 dei democratici. Le ultime rilevazioni indicano i dem in vantaggio. Al Senato sono invece in palio 35 dei 100 seggi. Ogni Stato elegge due senatori e per la maggioranza ne servono 51. Attualmente i repubblicani ne hanno 53 e i democratici 47: questi ultimi devono conquistare almeno quattro seggi per ribaltare gli equilibri. La battaglia si concentra soprattutto in sette Stati.

  • Alaska: il repubblicano Dan Sullivan cerca la rielezione contro la democratica Mary Peltola. La corsa è complicata dalla presenza di un candidato indipendente omonimo, sulla cui candidatura i democratici sono stati accusati di voler sottrarre voti al senatore uscente. Trump aveva vinto nello Stato nel 2024 con 13 punti di vantaggio, ma i sondaggi indicano Sullivan in difficoltà.
  • Iowa: dopo la rinuncia della repubblicana Joni Ernst, si confrontano Ashley Hinson e il democratico Josh Turek. Hinson mantiene un vantaggio contenuto.
  • Kansas: il repubblicano Roger Marshall affronta il democratico Adam Hamilton in una sfida più combattuta del previsto. I conservatori hanno intensificato gli investimenti per sostenere il proprio candidato. L’ultimo senatore democratico eletto nello Stato risale al 1932.
  • Maine: la repubblicana Susan Collins punta al sesto mandato, ma deve fare i conti con il democratico Troy Jackson, entrato in corsa dopo il ritiro di Graham Platner, travolto da accuse di molestie sessuali.
  • Michigan: il democratico progressista Abdul El-Sayed sfida il repubblicano Mike Rogers. Trump è intervenuto più volte nello Stato a sostegno di Rogers, mentre Barack Obama ha fatto campagna per El-Sayed, finito nel mirino del rivale per le sue posizioni e la sua identità musulmana.
  • Ohio: il democratico Sherrod Brown affronta il repubblicano Jon Husted, subentrato a JD Vance dopo la sua partenza per la Casa Bianca. È una delle corse più costose: i conservatori hanno investito finora 232 milioni di dollari, i democratici 118 milioni. I sondaggi danno Brown avanti di 3-5 punti.
  • Texas: il democratico James Talarico prova a interrompere una serie negativa che dura dal 1994. Il repubblicano Ken Paxton appare in difficoltà, nonostante gli ingenti investimenti conservatori e il sostegno di Elon Musk. Nel 2024 Trump aveva vinto nello Stato con 14 punti di scarto.

L’Election Day coinvolgerà anche le amministrazioni locali. In 36 Stati si eleggerà il governatore: tra le sfide più importanti ci sono quella per la successione di Gavin Newsom in California e il confronto in Texas tra il repubblicano Greg Abbott e la democratica Gina Hinojosa. Gli elettori di 40 Stati saranno inoltre chiamati a esprimersi su 145 referendum. I quesiti riguardano temi che vanno dal diritto all’aborto alla regolamentazione delle questioni legate ai minori transgender, dalle tasse sui redditi più elevati al divieto del foie gras a Washington e Denver. La Louisiana propone 15 quesiti, mentre California e Colorado ne hanno 14 ciascuno.

Tra i temi della campagna c’è anche il controllo delle operazioni di voto. Trump vuole inviare mille osservatori ai seggi, in quella che è stata definita la più grande operazione di monitoraggio elettorale nella storia del Dipartimento di Giustizia americano. Le midterm, tradizionalmente, penalizzano il partito del presidente in carica. Nella storia moderna soltanto tre volte è stata invertita questa tendenza: nel 1934 con Franklin Delano Roosevelt, nel 1998 con Bill Clinton e nel 2002 con George W. Bush.

Il nuovo Parlamento sarà il 120esimo Congresso della storia statunitense e si insedierà nel gennaio 2027. Gli aventi diritto al voto sono circa 250 milioni, su una popolazione di 350 milioni di persone. Il risultato stabilirà quanto spazio avrà Trump per portare avanti la propria agenda nella seconda parte del mandato.

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